Se n’è andata a soli 30 anni Valentina Baldini, figlia di Silvio, Ct e persona dalla morale grande come il mare. È cresciuta col fardello della malattia, Valentina, e non esiste un modo migliore per ricordarla se non con le parole del padre, tratte dall’autobiografia Il calcio vincente. O vinco o imparo: «Mia figlia è una bimba disabile, una bambina di 4 anni nel corpo di una donna. Oggi vive la sua vita con serenità, non vuole lo specchio o il rossetto, non vuole essere vista come una bella ragazza, vive nel suo mondo con i suoi pensieri e i suoi svaghi. Insegue le formiche, vuole i bicchierini degli yogurt e si diverte a tagliarli. Il suo mondo è legato a queste sue sensazioni che la fanno star bene».
«I medici ci hanno sempre detto che questa bimba non avrebbe avuto una vita lunga e per questo ha sempre dormito con me e mia moglie, perché il pensiero di alzarmi e trovarla morta mi angosciava. Tutt’oggi dormiamo sempre insieme, abbiamo un letto matrimoniale un po’ più grande e dormiamo sempre noi tre. Quando la notte sogna ride continuamente e se non lo fa significa che sta male, che ha l’influenza o un altro tipo di problema; però quando sogna lei ride sempre, ride, ride, ride e la sua risata è veramente contagiosa. Quando ride, non lo fa come tutti noi, lo fa con la voce alta e quindi è una cosa strana perché ti chiedi se è sveglia, ma invece sta dormendo e continua a sognare». «Valentina mi ha fatto capire cosa significa amare incondizionatamente e rimarrà sempre la mia bimba».