Piova sul bagnato per Andrea Pirlo, quasi neo-ct della Nazionale che ora, davvero, rischia grosso. E con lui ora trema pure Paolo Maldini. Dopo i dubbi tecnici sulla sua esperienza da allenatore e le clamorose "ombre russe" per una sua partnership commerciale con un'agenzia di scommesse di Mosca di cui è testimonial, il 47enne attuale mister del Dubai United (negli Emirati Arabi Uniti) finisce nel mirino per il ruolo del figlio. E anche per questo il presidente della Figc Giovanni Malagò, secondo fonti molto attendibili mai del tutto convinto della scelta del direttore tecnico Maldini, starebbe riflettendo seriamente su una marcia indietro. E la firma del contratto (1,5 milioni all'anno fino al 2030), non a caso, ancora non è arrivata.
Nelle ultime ore si è scatenato un polverone politico, con vari esponenti delle opposizioni, Partito democratico in testa, partiti all'attacco di Pirlo per i suoi rapporti con la Russia. L'allenatore non potrebbe sedersi sulla panchina azzurra per i suoi legami con l’oligarca Sergey Lomakin, anche presidente del Dubai United.
Come riporta il Corriere della Sera, a ingarbugliare ancora di più il tutto c'è "la posizione dei figli dello stesso Pirlo e del d.t. Maldini, che hanno avviato una carriera da procuratore" Il primogenito del potenziale ct, Nicolò, si legge, "si occupa di intermediazione e scouting per la società You First che cura gli interessi di molti giocatori, tra cui il campione del mondo Fabian Ruiz e Davide Calabria e conta tra i suoi assistiti il tecnico della Spagna, De la Fuente.
Anche il primo figlio di Maldini, Christian, una volta smesso di giocare, ha deciso di intraprendere quella strada e lavora nell’agenzia Gr Sports di Giuseppe Riso", forse l'agente più importante d'Italia che ha tra i suoi assistiti parecchi calciatori nel giro della Nazionale. Situazione simile a quella di Marcello Lippi, che nel 2016 rifiutò l'offerta dell'allora presidente federale Tavecchio che lo voleva direttore tecnico a fianco del ct Ventura proprio per non danneggiare la carriera da procuratore del figlio Davide.
La differenza è che Nicolò Pirlo e Christian Maldini non sono agenti, non hanno dato l'esame e non sono iscritti all'albo dei procuratori. Sulla carta, nessun conflitto d'interessi, dunque. C'è però un grosso problema di opportunità che potrebbe far saltare tutta l'operazione e gettare nel caos la Nazionale, dopo il doloroso no di Pep Guardiola, la prima scelta.