E se salta Andrea Pirlo? Incredibile ma vero, o verosimile: secondo la Gazzetta dello Sport, ai piani alti della Figc stanno già valutando i nomi per la panchina della Nazionale. Incredibile, perché Pirlo nemmeno ha ancora firmato il contratto da ct, che secondo le indiscrezioni lo legherebbe alla Nazionale fino al 2030, anno del Mondiale, per 1,5 milioni di euro netti all'anno.
Vero, o verosimile: perché i dubbi sulle qualità da allenatore del 47enne bresciano, da calciatore fenomenale mente di Milan e Juventus, erano tanti fin da quando Paolo Maldini lo aveva scelto dopo i no dolorosi e pesanti di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti, preferendolo anche due big italiani, due "usati sicuri" come Roberto Mancini (alla guida dell'Italia nei vittoriosi europei vinti del 2021, prima dei playoff mondiali persi nel 2022 contro la Macedona del Nord e la fuga in Arabia dell'estate 2023) e Antonio Conte (ct per un biennio, tra 2014 e il 2016, con i quarti agli Europei). Non a caso, i retroscena descrivono un Mancini furioso (contava molto sul suo grande sponsor, il presidente federale Giovanni Malagò) e un Conte amareggiato (e sostenuto dalla Lega Serie A).
Su Pirlo, però, piove sul bagnato: allo scetticismo tecnico si aggiunge ora la furiosa polemica politica per il suo ruolo di testimoniale per l'importante agenzia di scommesse russa Fonbet. Un legame con Mosca che lo ha reso indigeribile a gran parte del centrosinistra italiano. E proprio questo potrebbe convincere Malagò ad approfittarne e tornare sui suoi passi. Un bel siluro anche per il direttore tecnico Maldini, grande amico di Pirlo. Nota a margine ma non troppo: i loro due figli, Christian Maldini e Nicolò Pirlo, sono entrambi collaboratori per due importanti scuderie di procuratori e questo problema di opportunità, stanno suggerendo in tanti, sarebbe la classica goccia che potrebbe far traboccare il vaso.
Già, ma che si farebbe in quel caso? Difficile tornare in ginocchio da Mancini e Conte, snobbati per giorni. Allora ecco la terza via: Maldini, il suo advisor Leonardo e Malagò sarebbero costretti a guardarsi intorno e pescare nel mucchio non troppo nutrito di allenatori liberi. Sul tavolo, secondo la Gazzetta dello Sport, ci sarebbero due nomi. Il primo è quello di Stefano Pioli, che con Maldini ha vinto lo scudetto 2022 con il Milan (ma che Paolo voleva poi sostituire proprio con Pirlo, motivo di un divorzio piuttosto traumatico). Il secondo è quello di Raffaele Palladino, ottimo con il Monza, buono con la Fiorentina, discreto con l'Atalanta. Il suo è forse il profilo più simile a quello di Pirlo: giovane, moderno, "malleabile". Basterà?