Il caso Andrea Pirlo imbarazza la Figc e, invece di avvicinare la Nazionale al nuovo commissario tecnico (nelle ultime ore è emersa l’ipotesi Thiago Motta), riporta tutto al punto di partenza. La candidatura dell'ex regista azzurro, fino a pochi giorni fa considerata la più solida, si è progressivamente sgonfiata sotto il peso delle polemiche, tanto che lo stesso Pirlo ha preso le distanze dall'ipotesi con un messaggio pubblicato sui social.
A complicare il quadro è stata soprattutto la vicenda legata alla collaborazione con un bookmaker russo e alla successiva partecipazione a un evento calcistico a Mosca, elementi che hanno alimentato un forte dibattito politico e mediatico. Un caso che ha reso impossibile da percorrere la sua nomina alla guida dell’Italia. Con Pirlo uscito di scena, le conseguenze però vanno oltre la scelta del nuovo ct.
La sua candidatura, infatti, è stata fortemente sostenuta dal direttore tecnico Paolo Maldini. Che infatti lunedì sera ha deciso di dimettersi, insieme all'advisor Leonardo, dopo appena 16 giorni dalla sua nomina.
Il presidente della Figc Giovanni Malagò in un tesissimo faccia a faccia, gli avrebbe intimato: "Ora decido io". E l'ex bandiera del Milan non avrebbe accettato intrusioni, preferendo il passo indietro. E ora? Tra i profili che circolano con maggiore insistenza c'è quello di Giorgio Chiellini. L'ex capitano della Nazionale, oggi dirigente della Juventus, viene considerato una figura autorevole e stimata, capace di fare da raccordo tra Federazione, club e squadra. La sua esperienza e il peso acquisito nel calcio italiano lo renderebbero un candidato credibile nel caso in cui la situazione dovesse cambiare radicalmente. Secondo Repubblica, invece, un candidato pesante sarebbe Claudio Ranieri, ex allenatore della Roma.
Un eventuale ingresso di Chiellini potrebbe riaprire anche il discorso legato ad Antonio Conte. L'ex ct azzurro, inizialmente rimasto sullo sfondo, gode dell'apprezzamento di diversi club di Serie A, che vedrebbero positivamente il suo ritorno alla guida della Nazionale. I due hanno condiviso anni importanti alla Juventus e il rapporto tra loro è rimasto molto solido. Resta invece più delicata la posizione di Roberto Mancini (associato a Ranieri). Il suo nome continua a essere tra quelli spendibili, ma il ricordo dell'addio improvviso alla Nazionale rende la sua candidatura meno condivisa rispetto al passato. Con la Nations League ormai alle porte e il debutto fissato per il 25 settembre contro il Belgio, la Figc dovrà sciogliere rapidamente il nodo.