L’Italia s’è desta e rimette la fantasia, la creatività, la tecnica al centro delle squadre. Al centro non sempre in senso geografico, molto spesso questi nuovi-vecchi numeri Dieci giocano in fascia, ma è il pensiero che conta. Gli investimenti sui giocatori di qualità stanno tornando e questa è una gran bella notizia per il nostro calcio che da troppo tempo mette il fisico, la corsa e il fantomatico mestiere davanti al talento. Investimenti piccoli o grandi, poco importa: conta il pensiero. Per dire, il primo acquisto dell’estate nel segno della qualità sulla trequarti è stato pesante, grosso, di calibro europeo: 60 milioni al Real Madrid per confermare Nico Paz. Vero che mantengono la ricompra a 80, ma il Como ha così inaugurato un’estate diversa. Perché poi è arrivato il vice-Paz, un altro numero 10 da rendere 10 con lode.
Per Liberali l’esborso è stato piccolo, solo 6 milioni al Catanzaro, perché esisteva una clausola rescissoria, ma il talento è grande. E lo è anche il segnale inviato da una società che si sta preparando alla sua prima Champions League: invece di aggiungere chilogrammi ed esperienza alla squadra, basandosi su visioni superate del calcio, immagazzina tecnica, visione di gioco ed estro, come suggerisce il calcio contemporaneo. Poi dicono che il Como non è una benedizione: ci indica la via, smontando un cliché via l’altro.
ASTRO NASCENTE
Così la Fiorentina ieri ha chiuso l’arrivo di Mastantuono, 18enne vittima del peso del Real Madrid ma che al River Plate un anno fa era considerato un astro nascente. Firenze infatti si è riaccesa e si è messa subito a cercare l’orario di arrivo del volo da Madrid. Paratici ha chiuso la trattativa in prestito secco perché la Casa Blanca non ha concesso di più ma, complici gli ottimi rapporti, ci saranno aggiornamenti durante la stagione. E comunque il prestito secco conferma che anche a Madrid credono nel ragazzo. L’ingaggio da 3,5 milioni netti sarà spartito a metà tra i due club e Mastantuono pare aver scelto la Viola anche per le rassicurazioni di Grosso che lo vuole mettere al centro del villaggio, seppur partendo da destra nel 4-3-3. E considerando che gli investimenti su Oulai (26 milioni), Atta (25 milioni) e tre terzini di spinta e qualità come Jimenez, Valdepeñas e Joao Mario, insomma, è evidente che la Fiorentina sia ripartita dalla qualità, dopo aver fallito con una rosa costruita su parametri opposti.
La Juventus sembrava piena di trequartisti, invece cosa fa? Ne compra un altro da affiancare a Yildiz per evitare che tutto il peso della creatività sia sempre e solo sulle spalle del Dieci turco. Paura di spendere 32 milioni più 5 bonus per un 18enne come Alajbegovic? Zero. Spalletti ha già chiarito di vedere il bosniaco “al centro” della trequarti, scansando sul nascere l’equivoco della possibile sovrapposizione con Yildiz o della solita mancanza di equilibrio che alcuni allenatori continuano a citare. Qualcosa sta cambiando. Arrivano segnali dal futuro. Accoglieteli tutti: c’è tempo fino al primo settembre per investire sui giovani numeri Dieci che tanto ammiravamo in passato.