"Cosa sta succedendo a Sinner?" È la domanda che accompagna il forfait di Jannik al Masters 1000 di Cincinnati e che apre anche a qualche interrogativo in vista degli Us Open. A provare a fare chiarezza è Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federtennis e per anni team manager di Coppa Davis e Billie Jean King Cup: “Jannik si è concesso una fase di riposo dopo Wimbledon, poi ha ripreso un allenamento piuttosto intenso per prepararsi al cemento, un lavoro che stressa le articolazioni — spiega — Il ginocchio, l'anca, le caviglie, tutto quel che riguarda il movimento”. Aggiungendo che dopo uno stop "possono provocarsi infiammazioni ai tendini".
Il problema, secondo il medico, non sarebbe però da leggere come un campanello d’allarme: "Credo che si tratti di una scelta precauzionale, non di un problema serio di cui preoccuparsi". Anche perché Sinner "ama" il cemento e proprio su queste superfici "ha ottenuto i primi risultati importanti”. Daniele vede anche una netta evoluzione fisica rispetto al passato. "Se guardiamo i video di qualche anno fa, anche dello Us Open 2023, ritroviamo un altro giocatore. Adesso Jannik è formato, strutturato, con una taratura fisica adeguata al suo livello di gioco".
Il nodo, dunque, sarebbe soprattutto la gestione del ritorno dopo Wimbledon. "Un numero uno del mondo consolidato non va a un 1000 per allenarsi, fare due turni e tornare a casa", osserva Daniele, secondo cui a New York Sinner dovrebbe arrivare "perfettamente a posto". Ma attenzione ai primi turni: "Ci saranno rischi, lo abbiamo visto anche a Wimbledon, ma credo che si tratti di rischi calcolati”. Infine il confronto con Carlos Alcaraz. Per Daniele lo spagnolo vive una situazione più delicata: "Dalla Spagna non si è saputo bene che tipo di lesione ci sia stata al polso". E aggiunge un'ipotesi: "I dubbi comincerebbero ad avere il sopravvento nella sua testa". Una situazione che, secondo il medico, rischia di privare anche Sinner "di un avversario dalla classe immensa”.