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Curtis scatenata a Parigi: altra bracciata nella storia

Sara demolisce il primato mondiale nei 50 dorso, poi conquista l’argento in staffetta Ceccon (200 dorso) di bronzo col record italiano
di Federico Danesi giovedì 13 agosto 2026

3' di lettura

Sono Europei, ma sembrano Olimpiadi e l’Italia recita ancora da protagonista nella vasca di Parigi. Un argento nella 4x100 stile donne, due bronzi dal peso specifico enorme con Thomas Ceccon nei 200 dorso e Benedetta Pilato nei 100 rana, ma anche un immaginifico record del mondo di Sara Curtis che a 19 anni mette le mani sui 50 dorso. Il terzo posto di Ceccon vale come un oro, per il lavoro fatto in preparazione di questa distanza. Anche lui che è uno stakanovista delle corsie più volte ha avuto la nausea pensando alla fatica. «Piuttosto che fare ancora i 200 dorso vado a zappare i campi di pomodori», parole sue martedì dopo aver centrato la qualificazione con l’ultimo crono alla fine di una giornata massacrante. Poi però nelle finali si trasforma. Oro all’ungherese Hubert Kos, campione olimpico, in 1’53”08 seguito dal greco Apostolos Siskos in 1’53”81. Ma appena sotto c’è Thomas, 1’53”96 che demolisce il suo precedente primato italiano di 1’55”71 nuotato a Brisbane (città olimpica tra sei anni) nella primavera del 2025. Alla fine ha cambiato idea: «Sapevo che il podio sarebbe stato possibile e il terzo posto va benissimo. Quel tempo là non era qualcosa che mi apparteneva, mentre questo comincia a dire qualcosa. Posso migliorare ancora. Mi sono allenato tanto per fare questo maledetto 200 dorso e sono molto contento. Il 200 è uno sforzo mentale e io mentalmente faccio ancora un po’ fatica. Sono tra i pochi che fanno dai 50 ai 200, prima o poi bisognerà tirare le somme. Ma magari potrei anche continuare a far tutto».

RESISTENZA
Benny Pilato invece fa “solo” 50 e 100 rana, più le staffette miste, ma li fa benissimo. Lei che nasce velocista e che negli ultimi tre anni si è spostata da Taranto a Torino, poi a Roma ha chiuso in 1’05”89, battuta dalla britannica Angharad Evans e dall’irlandese Mona Mc Sharry (Lisa Angiolini ottava). «Mi aspettavo di essere raggiunta. Ho provato a resistere. Ho sentito il mio allenatore che mi gridava e mi sono detta che dovevo tenere. Una medaglia che mi ripaga dopo un periodo difficile». Poi però c’è chi ha fatto anche meglio e oggi prenota l’oro, non solo il podio. Sara Curtis, cuneese di nascita e granata di fede, ha irradiato le tribune con un lampo della sua classe cristallina. Nelle semifinali dei 50 dorso, la gara che ama di più, ha chiuso in 26”63, demolendo di ben 23 centesimi il precedente primato mondiale dell’australiana Kaylee McKeown (26”86), oro olimpico e mondiale in carica. La cura della Virginia University con Todd DeSorbo ha solo affinato un talento che già il suo tecnico Thomas Maggiora aveva plasmato. E il suo stupore genuino una volta uscita dalla vasca certifica che il meglio deve ancora arrivare: «Semplicemente una follia. Questo probabilmente era il sogno della mia vita, sono super contenta. Sapevo di avere nelle gambe il record, ma da qui a realizzarlo ce ne vuole. Proverò ad arrivare ovunque sia possibile. Voglio ottenere sempre il massimo e non mi pongo mai limiti».
Quindi è tornata in vasca per la 4x100 stile: perfetta Emma Virginia Menicucci al lancio, semplicemente favolosa Saretta in seconda frazione, portando l’Italia in testa così come è riuscita a fare Chiara Tarantino. E solo il fenomeno Steenbergen è riuscita a rimontare la 15enne Alessandra Mao: 3’33’19”, nuovo record italiano e futuro prenotato.

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