“Ho insegnato agli ingegneri Mercedes i rituali contro le gufate”. Andrea Kimi Antonelli racconta così uno dei piccoli effetti della sua italianizzazione del box Mercedes, dopo la vittoria conquistata a Monza. Lo fa in una roundtable con i media italiani nel giovedì di Madrid, pista inedita che si affaccia da questo weekend nel Mondiale di F1.
Il successo davanti al pubblico di casa ha lasciato tracce anche fuori dalla pista, tra scaramanzia, Inno di Mameli e persino torte in faccia: “Sono orgoglioso del mio lavoro di italianizzazione della squadra, hanno pure imparato a tirarmi le torte in faccia — le parole del bolognese — E pensate che Bono, il mio timido ingegnere di pista, addirittura adesso mi abbraccia e lo fa con piacere. Gli ho insegnato come rispondere alle gufate e a tutti i principi base della scaramanzia”.
Ma non è finita qui. Nel team qualcuno ha addirittura il testo dell'Inno di Mameli sul telefono per impararlo. E Antonelli, inevitabilmente, sorride anche ripensando alla pubblicità comparsa a Milano: “Un italiano torna a vincere a Monza”. La reazione? “Quando l’ho vista mi sono detto, ahia”. La vittoria, però, è ancora difficile da assimilare completamente: “No, non ho ancora realizzato del tutto e non ho capito pienamente l’effetto. Avrei voluto godermelo di più il successo, recupererò la prossima settimana fermandomi un po’”. Le immagini del podio, invece, continuano a tornare: “Però le immagini del podio me le guardo quasi ogni giorno, pazzesche, mi ricordano un momento incredibile, il più bello della mia vita, finora”.
Tra i ricordi più cari c'è anche il trofeo di Monza, quello in cui aveva mangiato gli spaghetti al ragù: “Incredibile, lo avevo detto che lo avrei apprezzato in pieno se l’avessi conquistato. In realtà è ancora in Mercedes per farlo fotografare ai dipendenti”. E aggiunge: “Ma lo chiederò a Toto Wolff, che diamine, quello di Montecarlo ce l’ha lui in fabbrica ma questo me lo darà, no? È pur sempre del gp italiano”. Antonelli ha poi raccontato il momento più delicato dell'ultimo giro: “Mi sarei risparmiato l’uscita in ghiaia. Tutto l’ultimo giro l’ho fatto con i brividi”. E proprio Monza gli ha lasciato un insegnamento utile anche per il Mondiale: “Il kart l’altro giorno è stato utile anche per questo — conclude — mi ha ricordato da dove vengo, mi fa stare con i piedi per terra”.