"Cambiare allenatore non è nel mio spirito", "Spalletti è un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto". Dopo la sconfitta con il Sassuolo, Giovanni Carnevali aveva immediatamente preso le difese di Luciano Spalletti, escludendo in tutti i modi la possibilità di un esonero. Non si può però negare che l'allenatore toscano si trovi già davanti a un bivio. E che i risultati delle prossime due partite - la prima contro il Nec in Europa League, la seconda con l'Atalanta in campionato - ci diranno tanto sul suo futuro. Anche perché, come capita ormai sempre più spesso, i tifosi hanno già iniziato a reclamare a gran voce il nome di Antonio Conte.
Al momento, però, l'allenatore della Vecchia Signora rimane Luciano Spalletti. E il compito di trovare una soluzione per invertire immediatamente la rotta spetta a lui. Il primo tentativo dell'ex ct della Nazionale potrebbe essere quello di cambiare modulo. Senza Locatelli, uomo chiamato a dare ordine ed equilibrio, la mediana a due è andata spesso in difficoltà quando ha dovuto fronteggiare avversari capaci di alzare ritmo e intensità.
Per questo una delle soluzioni sul tavolo porta all’inserimento di un terzo centrocampista. Si può pensare al 4-3-3, ma anche restare fedeli al 4-2-3-1 intervenendo soprattutto sull’interpretazione dei ruoli. In questo senso, il ritorno di McKennie può diventare determinante. In mezzo, accanto a Douglas Luiz, dovrebbe esserci Sarr, chiamato a dare maggiore sostanza al reparto. Alle sue spalle, o comunque a supporto, ci sarebbe proprio McKennie, prezioso soprattutto quando la squadra dovrà abbassarsi e recuperare palloni.