CATEGORIE

Amorim, eccellente a parole. Ma... per il Milan è l'ora dei fatti

di Claudio Savelli mercoledì 16 settembre 2026

3' di lettura

La fortuna del Milan in questo momento è che Ruben Amorim non sta cambiando una virgola di sé. È un allenatore radicale nelle idee di gioco e nello stile di comunicazione e sta traghettando squadra e club verso una nuova dimensione. Il tempo dirà se migliore rispetto alla precedente, di sicuro è diversa, per non dire opposta, in campo e fuori. Ed è normale attraversare un periodo di transizione nel quale la squadra non riesce a giocare per tutta la partita come vuole Amorim e che questo - in Italia - diventi un pretesto per criticare Amorim stesso. Ma il tecnico sta tenendo la barra dritta, rispondendo a tono a ogni critica strumentale. Ora arriva l’Europa League che per il Milan non può essere solo una vetrina per i vari Camarda e Comotto, rimasti in rosa per volere del tecnico, anche perché si parte con il Benfica (alle 21 al Meazza, diretta Sky Sport) che, sulla carta, è l’altra candidata al titolo. E l’intenzione è «vincere il torneo. Il Milan non ha obiettivi minimi, qualsiasi cosa sotto la vittoria verrebbe criticata, anche in modo selvaggio». Potrà fallire o trionfare, ma Amorim sta cercando di ricostruire una mentalità che il Milan ha perduto da tempo.

Milan, Amorim fa fuori Modric: tam tam impazzito da Milanello

Il Milan potrebbe aver trovato la quadra dopo i 45 minuti più disastrosi di questo primo scorcio di stagione. Ma ...

SCELTE
Se c’è una cosa - una - che stride è che questa assoluta e apprezzabile convinzione a parole e negli atteggiamenti non corrisponda a una linearità nelle scelte. Molte di queste sono sembrate troppo sperimentali, vedi Saelemaekers e Rabiot sulla trequarti; Moreira a destra anziché a sinistra; l’insistenza su Estupinan e Loftus-Cheek; la presenza costante di Modric nella mediana a due. La squadra soffre i troppi cambi perché ha bisogno di trovare stabilità e gerarchie: senza queste basi è impossibile costruire la mentalità professata a parole da Amorim. Eppure contro il Benfica si profila un ampio turnover allo scopo, spiega il tecnico, di «dare un’identità alla squadra in modo da poter ruotare i calciatori in futuro senza perdere qualità» perché «non possiamo arrivare in fondo alle competizioni facendone giocare 15». Ne servono di più, anche se allargare le rotazioni ora significa creare ulteriore confusione alla squadra, come già si è visto nei primi tempi delle partite contro Juventus e Lazio, di una passività fuori dal mondo per una squadra di Amorim.

È difficile trovare equilibrio tra il turnover e la ricerca di un undici-tipo di cui il Milan avrebbe bisogno. La speranza è che gli esperimenti contro il Benfica possano fornire ulteriori indicazioni per poi sistemare le gerarchie definitivamente dopo la pausa per le Nazionali. Ad esempio, i candidati in mezzo al campo sono Musah e Jashari, i due che insieme hanno funzionato meglio, anche a discapito di Modric («Le partite di corse continue non sono per Luka, ma tante persone hanno un parere immutabile e definitivo su un giocatore, come per Moreira dopo la gara contro la Juve»). Dovrebbe tornare Chukwueze a destra. A sinistra si rivede Bartesaghi e non Moreira che ha ampiamente dimostrato di poter e dover essere il titolare su quella fascia. In difesa minuti per Terracciano al posto di Gila, mentre dietro Ramos ci sarà spazio per Cisse e Hutchinson, l’ultimo arrivato, con Pulisic che potrebbe ritagliarsi un altro spezzone per tornare in ritmo. Così la trequarti avrebbe finalmente interpreti ideali e non forzature che non portano nulla di buono come Saelemaekers e Rabiot. A parole, Amorim ha già delineato il Milan ideale. Nei fatti, però, lo sta ancora cercando.

tag
ruben amorim
milan

Il sondaggio di Bidimedia La mappa politica del tifo: Milano a destra, Napoli 5Stelle

La quadra Milan, Amorim fa fuori Modric: tam tam impazzito da Milanello

I dubbi del Diavolo Amorim-Milan, secondo voi come finirà?

Ti potrebbero interessare

La mappa politica del tifo: Milano a destra, Napoli 5Stelle

Tommaso Montesano

Milan, Amorim fa fuori Modric: tam tam impazzito da Milanello

Amorim-Milan, secondo voi come finirà?

Rafa Leao si presenta al Galatasaray: le parole che fanno infuriare i milanisti

Aldo Serena, una cupa profezia sull'Inter: "Occhio, cosa si rischia a Roma"

Aldo Serena, storico centravanti ariete con 166 gol segnati in carriera, ha il fiuto sempre pronto per captare non pi&ug...
Paolo Macarti

Juventus, Spalletti in bilico: l'allenatore ha due partite per tenersi la Juve

"Cambiare allenatore non è nel mio spirito", "Spalletti è un allenatore straordinario, uno ...

Kolarov sbrocca con Pairetto: "Vergognati". Inter-Udinese, caos in campo

Vince ancora l'Inter e lo fa in rimonta contro un mai domo Udinese. I nerazzurri, sotto 0-2 dopo appena 16 minuti, i...

Chivu prende a testate il microfono: scene mai viste in conferenza stampa

Conferenza stampa movimentata per Christian Chivu al termine della partita contro l'Udinese. Nonostante la vittoria ...