La stagione è finita, di tempo ce n’è sì, ma… adesso non si può più sbagliare. Jannik Sinner ha già scelto a chi affidarsi per affrontare il problema al ginocchio destro che lo ha costretto a chiudere in anticipo il 2026. Il numero uno del mondo, infatti, si rivolgerà a Herbert Schoenhuber, ortopedico di fama internazionale e co-fondatore del centro medico e riabilitativo Physioclinic di Milano. È il medico che ha seguito Sofia Goggia dopo il grave infortunio del gennaio 2022, quando la sciatrice riuscì a conquistare l'argento olimpico nella discesa libera di Pechino.
Una scelta importante per il campione altoatesino, che ora deve pensare soprattutto a risolvere il problema senza correre rischi. L'obiettivo è il 2027, con la speranza di presentarsi al via della nuova stagione, a Melbourne, nelle migliori condizioni possibili. La decisione di affidarsi a Schoenhuber è stata ufficializzata dallo stesso centro medico attraverso i propri canali social, con una fotografia che ritrae il tennista insieme al medico e allo staff della struttura. Il messaggio di Physioclinic è chiaro: "Siamo sicuri che anche Jannik, numero uno al mondo, nei prossimi mesi si riprenderà bene e tornerà a far sognare tutti gli appassionati di tennis già dalla prossima stagione".
Schoenhuber conosce bene le esigenze degli atleti di alto livello. In passato ha seguito anche Alberto Tomba e ha ricoperto il ruolo di presidente della commissione medica della Federazione italiana sport invernali, prima di diventare presidente onorario. Il suo nome è legato soprattutto a Goggia, che nel 2022 riuscì a partecipare alle Olimpiadi dopo la caduta durante la gara di Coppa del Mondo a Cortina. Per Sinner, però, la strada è ancora lunga.
Dopo aver rinunciato ai tornei della seconda parte della stagione, compresi gli appuntamenti sul cemento americano e asiatico, l'azzurro salterà anche le ultime competizioni dell'anno, comprese le Atp Finals di Torino. Ora la priorità è una sola: risolvere il problema al ginocchio e preparare nel modo migliore la nuova stagione. E intanto si gode “casa sua”, quella Sesto Pusteria dove torna sempre volentieri.