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Zverev nuovo numero 1 del tennis senza una vittoria con i big

di Carlo Galati martedì 13 ottobre 2026

2' di lettura

A decidere il n° 1 del mondo, alla fine, è stato un belga. Zizou Bergs ha eliminato Carlos Alcaraz al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai e consegnato ad Alexander Zverev la certezza matematica di chiudere il 2026 davanti a tutti. Non è ancora salito sul trono, ma sa già che sarà suo a fine stagione. È la prima volta che accade a chi non è stato numero uno neppure per una settimana. Zverev diventa il ventesimo giocatore a chiudere una stagione in vetta dal 1973, anno di nascita del ranking Atp. È il primo tedesco, primato sfuggito anche a Boris Becker, riuscendoci nell’anno in cui le promesse di vittoria sono diventati titoli Slam.
Ha vinto Roland Garros e US Open, raggiunto la finale a Wimbledon e la semifinale all’Australian Open, eppure intorno a Sascha continua a circolare una domanda: quanto valgono quei successi senza aver battuto Sinner o Alcaraz? Negli scontri di quest'anno con Jannik, Carlos, e con lo stesso Djokovic, il bilancio è impietoso: sette sconfitte su sette. Riconoscere questo limite è però diverso dal togliere valore a una vittoria.

Non è stato il primo, non sarà l’ultimo: Federer approfittò dell’uscita di Nadal per conquistare il Roland Garros del 2009 e completare il Grande Slam in carriera. Nadal conquistò lo US Open del 2017 senza incontrare un top 25. E Djokovic trionfò a Parigi nel 2016 con Federer assente e Nadal ritirato. Non significa equiparare Zverev a quelli che erano e sono fuoriclasse, capaci battersi spesso e volentieri a vicenda. Significa ricordare che un’occasione favorevole non coincide automaticamente con una vittoria; quella bisogna sempre saperla cogliere. Zverev lo sa. A New York nel 2020, con Federer e Nadal assenti e Djokovic squalificato, aveva servito per il titolo contro Thiem prima di perdere. Sei anni la storia è stata diversa.

Può non essere il più forte negli scontri diretti, ma nessuno gli ha regalato questi titoli e neppure il primo posto. A dare valore alla tesi, la sconfitta di ieri di Carlos Alcaraz a Shanghai con Bergs, dopo il titolo di Tokyo: mai dare nulla per scontato nel tennis moderno. Sul versante italiano, il 1000 asiatico lascia soprattutto un segnale preoccupante: fuori Berrettini, Cobolli, Musetti, Arnaldi e Darderi, tutti al primo turno giocato. Berrettini, Musetti e Arnaldi hanno attenuanti fisiche; per Cobolli e Darderi il passo indietro pesa di più. Senza Sinner, fermo per il ginocchio, non è un bel segnale verso la Davis di Bologna, dove l’Italia difenderà tre titoli consecutivi. Alle Finals di Torino le speranze italiane, ad oggi, sono affidate a Cobolli in singolare e a Bolelli-Vavassori nel doppio. Il presidente della Fitp Binaghi ha annunciato ieri che il torneo «va verso il tutto esaurito», sottolineando come «una grande manifestazione vale più di un grandissimo campione». Il tutto esaurito sembra ormai una certezza. Resta da capire se, senza Sinner, il tennis italiano saprà confermare quell’entusiasmo che continua a suscitare fuori.
 

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alexander zverev

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