"Senza ritmo, senza idee, senza corsa e senza cuore". Luciano Spalletti non cerca attenuanti dopo il pesante 3-0 incassato dalla Juventus contro la Lazio all'Allianz Stadium. Una sconfitta che fa rumore, per il risultato e soprattutto per la prestazione dei bianconeri, apparsi incapaci di reagire alle difficoltà. Il tecnico si presenta davanti ai microfoni visibilmente amareggiato e mette in discussione anche il rapporto con la squadra. "Ci sono molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Siamo stati fragili anche da un punto di vista di reazioni, quando perdevamo i duelli e quando le cose non andavano a buon fine", ammette l'allenatore. Poi aggiunge: "Qualcosa bisogna andare a modificare, perché anch'io della prestazione sono rimasto un po' sorpreso".
A preoccupare è soprattutto la mancanza di personalità mostrata dalla Juventus, incapace di imporre il proprio gioco. Spalletti sottolinea come i bianconeri siano stati inferiori agli avversari, senza riuscire a controllare la partita né a trovare soluzioni efficaci. "Siamo stati lenti sia di gambe che di testa", spiega, ricordando anche il poco tempo a disposizione per recuperare dopo l'impegno precedente. Il passaggio più delicato arriva quando gli viene chiesto se la squadra sia ancora dalla sua parte. La risposta è tutt'altro che rassicurante: "Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto".
Un'ammissione che lascia intravedere dubbi e la necessità di rivedere il proprio approccio al gruppo. Spalletti, infatti, annuncia un'autocritica: "Il mio modo di parlare con la squadra è sempre stato lo stesso, improntato alla condivisione, ad avere un buon rapporto. Ho sempre fatto così, ma ora dovrò andare ad autoanalizzare questo rapporto che ho con loro”. La Juventus è chiamata a reagire subito. Per il tecnico, però, non basteranno gli aggiustamenti tattici: serviranno intensità, carattere e una risposta collettiva.