Si sta per chiudere ufficialmente un'era per Inter, Milan e Milano: si chiamerà Generali Stadium il nuovo stadio di nerazzurri e rossoneri, a cui stanno lavorando gli studi di David Foster + Partners e Manica. Il nome sarà ben visibile sulla facciata dell'impianto e ricalcherà il font del logo del Gruppo assicurativo, riportando anche il simbolo del Leone di Trieste.
L'annuncio è arrivato oggi in occasione della presentazione del progetto al Castello Sforzesco. Lo sponsor, dunque, e non una leggenda dei due club come il "vecchio" San Siro, ribattezzato in memoria del mitico Giuseppe Meazza.
"E' il calcio moderno", ripetono i "futuristi". Uno "schiaffo alla memoria", ribattono i "passatisti". Di sicuro, gli ultras dell'Inter non sembrano ancora metabolizzato il ribaltone: "Luci a San Siro. Non le spegnerete mai. Giù le mani dal nostro Stadio". Firmato secondo anello verde, quello dei tifosi interisti, che hanno esposto uno striscione con queste scritte e intonato un coro nel giorno della presentazione del nuovo Stadio.
Oltre che sportivo, il nuovo stadio è un caso anche politico, con la sinistra milanese che attacca le proprietà dei club: "Mi unisco alle parole dei consiglieri comunali, alla voce dei comitati e a quanto espresso dai Municipi 7 e 8 di Milano. La scelta dei grandi fondi proprietari di Milan e Inter di procedere alla presentazione in pompa magna del rendering sul progetto di trasformazione dell'area di San Siro, senza che siano concluse le procedure relative all'impatto ambientale e sanitario di un intervento tanto impegnativo è davvero preoccupante", spiega in una nota Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico in Regione Lombardia e candidato sindaco a Milano sottolineando che "le società stanno mostrando in modo arrogante di non voler considerare gli effetti su di una porzione rilevantissima della città".