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Sinner, l'amara verità di Binaghi: "Non è né Djokovic né Nadal"

di Walter Pesci giovedì 29 ottobre 2026

2' di lettura

Jannik Sinner deve ancora lavorare sul proprio fisico per affrontare una carriera ai massimi livelli, soprattutto dopo l'infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi da luglio. A sostenerlo è Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis e padel, intervenuto al Tg1 per parlare delle condizioni del numero uno mondiale e delle possibili novità nel suo staff tecnico: "Sinner non è un superuomo come Djokovic nè ha la forza di Nadal, è uno che deve continuare a costruirsi il fisico”.

Un giudizio che arriva mentre l'altoatesino prepara il rientro dopo uno stop cominciato il 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev. Il problema al ginocchio ha interrotto la sua stagione e il ritorno in campo è atteso per fine dicembre, in occasione del Six Kings Slam, torneo esibizione in programma a Riad. Binaghi ha affrontato anche il futuro della panchina di Sinner, sulla quale circolano indiscrezioni provenienti dall'Inghilterra. Darren Cahill potrebbe lasciare il proprio incarico di supercoach e al suo posto arriverebbe Magnus Norman, ex allenatore di Stan Wawrinka, per lavorare accanto a Simone Vagnozzi. Il presidente federale, però, preferirebbe mantenere l'attuale assetto: "Io faccio il tifo per Cahill perché secondo me è insostituibile”. 

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E ancora: “È bene che affianco a Sinner ci sia sempre un allenatore che è stato un giocatore di buon livello, in questo caso sia Cahill che Norman — ha spiegato Binaghi — In secondo luogo c'è bisogno che sia anche un buono psicologo”. Norman, reduce dall'esperienza con Wawrinka, rappresenterebbe dunque un profilo adatto secondo i criteri indicati dal numero uno federale. Nessuna conferma, per ora, sull'avvicendamento. Resta invece chiara la preferenza di Binaghi, che considera Cahill una figura difficilmente sostituibile proprio nella fase in cui Sinner deve ritrovare continuità fisica e agonistica.

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