"Sapevamo da anni di essere in ritardo rispetto alla concorrenza sul motore". Fred Vasseur torna sulle difficoltà della Ferrari e a The Race pronuncia una frase, ripresa anche su FormulaPassion, che apre interrogativi sulle scelte tecniche compiute a Maranello in vista del nuovo regolamento. Il team principal ammette che il deficit della power unit era conosciuto da tempo e che il 2026 sarebbe stato un anno complicato. Una consapevolezza maturata prima ancora di vedere la SF-26 in pista, con conseguenze che la squadra sta pagando durante il campionato.
"Sapevamo che il motore sarebbe stato difficile, sapevamo da anni di essere in ritardo rispetto ai nostri concorrenti e che il primo anno del nuovo regolamento sarebbe stato estremamente complicato", ha dichiarato. Il francese, tuttavia, non vuole ridurre il rendimento della Rossa a un'unica componente: "Sarebbe un errore pensare che la performance dipenda dall'aerodinamica o da un solo elemento. Arriva da ogni area e, con valori così ravvicinati, ogni dettaglio fa una differenza enorme”.
Il nodo è soprattutto nei tempi necessari per intervenire. "Quando sei un po' indietro con il telaio puoi aspettarti un aggiornamento per recuperare già la settimana successiva. Quando invece arranchi con il motore, sai che sarà così per tutto il resto della stagione", ha osservato Vasseur. La power unit richiede infatti cicli di progettazione, omologazione e produzione molto più lunghi. Anche il budget cap complica le decisioni. Ferrari ha dovuto scegliere come distribuire risorse e sviluppo tra gli aggiornamenti del 2026 e il progetto del 2027: "Non puoi sviluppare tre progetti contemporaneamente con il tetto dei costi e le risorse a disposizione", ha spiegato il team principal. Riconoscendo i limiti, ma difende il lavoro della squadra: "Non ci siamo mai arresi e continueremo a spingere per trovare anche un altro decimo". La correzione di rotta, però, richiederà tempo.