Polveriera

Geo Barents, tre migranti in mare e rivolta a bordo: caos a Catania

Ferma da domenica nel porto di Catania, la Geo Barents non intende cambiare rotta. Il braccio di ferro con il governo, intenzionato a non far sbarcare i 215 migranti rimasti a bordo, non si interrompe. Ecco allora che nel pomeriggio di lunedì 7 novembre, tre migranti si sono gettati in mare dalla ong tedesca. Tutti - confermano diverse fonti - sono stati ripescati e stanno bene. Nella giornata precedente sono stati fatti scendere tutti i naufraghi che versavano in condizioni emergenziali (nuclei familiari, donne e minori) e in precarie condizioni sanitarie accertate dall'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera. Così come previsto dallo "sbarco selettivo", il decreto annunciato che permetto lo sbarco a donne, bambini e persone considerate fragili. 

"Chi resta è in difficoltà - ha spiegato Riccardo Gatti, coordinatore dei soccorsi di Medici senza frontiere - perché non capisce la ragione. Abbiamo riscontrato molti casi di infezioni cutanee. Questa notte ci sono stati momenti complicati. Un uomo con forti dolori addominali è stato evacuato e portato in ospedale. Tanti i casi di attacchi di panico e di stress psicologico". E sull'eventuale ordine di lasciare il porto, ha commentato: "Non abbiamo ancora ricevuto ordine, nel caso valuteremo il da farsi con i nostri legali".

La situazione sulla nave sta peggiorando anche a bordo della Humanity 1. L'imbarcazione, sempre ferma a Catania, da ore vede i migranti a bordo rifiutare il cibo portato dalla ong. Così l'organizzazione non governativa presenta due ricorsi: il primo al Tar del Lazio, il secondo al tribunale di Catania chiedendo "il rispetto del diritto di queste persone a sbarcare sul territorio italiano".