"Mi chiedo anche dove siano le femministe di fronte a queste vicende". Giorgia Meloni, ospite del programma radiofonico Non stop news su Rtl 102.5, incalza la sinistra sul caso di uno degli "immigrati illegali che sono stati trasferiti in Albania qualche giorno fa" e su cui, con "decisioni surreali", "alcuni giudici non hanno convalidato il trasferimento costringendoci a riportarli in Italia". Il presidente del Consiglio ha poi descritto "il curriculum di uno di questi migranti: condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo. I giudici non convalidano il trattenimento perché ha fatto richiesta di protezione internazionale. Cioè - ha proseguito -, uno che è entrato clandestinamente in Italia, si è messo a spacciare, ha violentato una donna in gruppo, noi non lo possiamo trattenere, non lo possiamo mandare in Albania, non lo possiamo rimpatriare, e quasi quasi gli dobbiamo dare la protezione internazionale".
La domanda dunque è la seguente: "Ma noi come facciamo a garantire la sicurezza dei cittadini così? Sono surreali queste decisioni, incidono non sul lavoro del governo ma sui diritti dei cittadini, primo tra i quali è il diritto alla sicurezza. Che fiducia può avere nel sistema quella donna che ha subito una violenza sessuale di gruppo se il suo stupratore non può neanche essere espulso? Mi chiedo anche dove siano le femministe di 'Non una di meno' su queste vicende".
"Io sono determinata - ha concluso - a fare quello che i cittadini mi hanno chiesto di fare, una politica rigida sul tema dell'immigrazione irregolare, anche con strumenti nuovi come i centri in Albania, nonostante vi siano alcuni che cercano di fare tutto quello che possono per impedirlo. Però su questo sono determinata e sono disposta a lavorare il triplo, il quadruplo, dieci volte tanto se necessario".