Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su una legge dell'Ue che consentirà procedure più rapide ed efficaci a livello europeo per il rimpatrio di persone che soggiornano illegalmente negli Stati Membri. È quanto si legge in una nota. L'accordo integra il patto Ue su migrazione e asilo e contribuirò alla sua effettiva attuazione. Le nuove norme "impongono ai cittadini di paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri l'obbligo di cooperare con le autorità" e "prevedono strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di centri di rimpatrio in paesi extra-Ue, nel rispetto dei diritti fondamentali". Il nuovo regolamento inoltre "stabilisce obblighi rigorosi per le persone che non hanno diritto di soggiorno nell'Ue, in particolare l'obbligo di lasciare lo Stato membro interessato e di cooperare con le autorità nazionali - prosegue il comunicato - Il regolamento stabilisce inoltre le conseguenze per coloro che non rispettano l'obbligo di cooperazione, come la riduzione delle prestazioni e delle indennità concesse in conformità alla legislazione nazionale, o il rifiuto di concedere incentivi per promuovere il rimpatrio volontario. Laddove la legislazione nazionale lo consenta, gli Stati membri possono anche imporre sanzioni penali, compresa la reclusione".
Immediata la reazione di Fratelli d'Italia che esulta per il successo raggiunto. "L’accordo in Ue sul regolamento rimpatri ci dà ragione: il modello Albania dell’Italia fa scuola in Europa e zittisce l’opposizione di sinistra che ha boicottato questa innovativa e giusta misura. Il Modello Meloni diventa il pilastro della nuova politica migratoria dell'Unione. Con l'introduzione degli hub esterni sul modello Italia, l'Europa volta finalmente pagina. Finisce l'era dell'accoglienza indiscriminata, delle lungaggini burocratiche, degli espedienti che ostacolavano le espulsioni e si disincentiva chiaramente l’approdo nei paesi UE. Chi ieri attaccava oggi deve arrendersi all'evidenza: la linea del governo Meloni e di Fratelli d’Italia era l'unica seria, lungimirante e applicabile. Un successo storico della concretezza contro l'ideologia che darà ulteriori risultati con l’entrata in vigore del nuovo regolamento", ha commentato in una nota il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.
E se da una parte il governo plaude all'accordo, dall'altra l'opposizione parla addirittura di "un fallimento normativo". "L'accordo lampo tra Consiglio e Parlamento europeo sul nuovo Regolamento Rimpatri, trainato dalla maggioranza tra popolari ed estreme destre, è un fallimento normativo che non solo calpesta i diritti fondamentali, ma minerà l'efficienza stessa del sistema, generando un inevitabile caos e un blocco dei tribunali in tutta Europa", hanno dichiarato Cecilia Strada, eurodeputata Pd e Nicola Zingaretti, capodelegazione PD al Parlamento europeo.