Giù gli sbarchi, su i rimpatri. Risultato? Vagonate di quattrini risparmiati. La stretta sull’immigrazione orchestrata dal centrodestra sta dando ottimi frutti sul fronte economico. Il governo vuole fare ancora di più - l’obiettivo dichiarato del ministro Piantedosi è quello di arrivare solo per quest’anno a 10mila extracomunitari rispediti nei rispettivi Paesi - ma la strada tracciata, numeri del Viminale alla mano, è quella giusta.
Partiamo dagli arrivi. Dal primo gennaio a oggi sono giunti nel nostro Paese 12.753 extracomunitari (soprattutto bengalesi, somali, pakistani e sudanesi), quasi la metà in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (ne erano arrivati 23.552). Un trend in consolidamento, se pensiamo che nel 2025 - ultimo anno pieno di cui si hanno dati definitivi- gli sbarchi si sono attestati a quota 66.316, contro i 105.131 del 2022 (ultimo anno pre-centrodestra) e il record del 2016 (governo Renzi), quando furono la bellezza di 181.436 gli immigrati a entrare in Italia. Fu il picco degli ultimi dieci anni.
I CALCOLI
Facendo un rapido calcolo, e considerando che ogni migrante ci costa 350 euro di kit d’ingresso (biancheria intima, beni di prima necessità, abiti) più 31,50 euro al giorno per l’ospitalità nei centri (quindi 945 euro al mese) per una spesa totale di circa 11.690 euro annui, nel 2025 lo Stato ha speso 775 milioni di euro per l’accoglienza. Circa 500 milioni in meno rispetto al 2022 (1,2 miliardi) e addirittura 1,3 miliardi in meno rispetto all’annus horribilis del Pd targato Renzi. A queste cifre andrebbero aggiunti i costi per il servizio di interpretariato che i centri d’accoglienza offrono agli stranieri che arrivano a chiedere la protezione internazionale: si parla di circa 300mila euro all’anno per ogni struttura. E poi il trasporto dei migranti dal punto in cui sbarcano a dove vengono trasferiti: ogni viaggio a bordo di bus o airbus da 70/80 posti si aggira tra i 10 e i 18mila euro pulizie comprese. Chissà se la sinistra, di fronte a queste cifre, si straccerà ancora le vesti per i soldi spesi per i Cpr in Albania azzoppati dai giudici.
Capitolo rimpatri. Dal primo gennaio 2026 a oggi 3.894 extracomunitari sono stati espulsi dall’Italia: (3.376 rimpatri “forzati” e 518 “volontari assistiti”), il 66 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quando furono 2.339, di cui 2.284 “forzati” e 55 “volontari assistiti”.
CAMBIO DI ROTTA
L’inversione di rotta operata dal governo Meloni rispetto a chi l’ha preceduto è netta e pure in crescendo: 4.796 rimpatri nel 2023, 5.704 nel 2024, 6.772 nel 2025 (nel 2020 erano stati 3.875, nel 2021 4.184 e nel 2022 4.450: numeri decisamente inferiori). Non solo. Nel 2025 è stato rispedito a casa il 10,2 per cento degli immigrati sbarcati, contro il risicato 4,2 per cento del 2022. La diminuzione degli sbarchi via mare, la riduzione degli ingressi illegali via terra dalla rotta balcanica, l’aumento dei rimpatri, la diminuzione dei centri di accoglienza sui territori, la riduzione dei costi dell’accoglienza diffusa che ha generato tensione e conflittualità con i territori sono tutti risultati che confermano che l’azione del governo nella lotta all’immigrazione selvaggia e di massa sta dando risultati importanti», commenta a Libero il sottosegretario agli Interni, il leghista Nicola Molteni. Un risparmio di denaro che ha permesso all’esecutivo migliorare il controllo del territorio. «Con i soldi risparmiati abbiamo investito per la sicurezza, aumentando le assunzioni di polizia con oltre 42mila divise inserite negli organici e la presenza dei militari nelle città e nelle stazioni e mettendo oltre 100 milioni nelle mani dei sindaci per implementare i sistemi di videosorveglianza», sottolinea Molteni. Non è finita qui. Ieri la Camera ha approvato il “decreto rimpatri” che prevede un contributo di 615 euro per gli avvocati che seguono le pratiche di espulsione e rientro effettivo dei migranti.
«Il prossimo obiettivo è approvare il “ddl immigrazione” al Senato per dare una stretta ai ricongiungimenti famigliari e alla gestione dei minori stranieri non accompagnati che rappresentano un altro problema per il Paese», assicura Molteni. Quanto a questi ultimi, da inizio anno a oggi ne sono sbarcati 2.325, contro i 3.387 dello stesso periodo del 2024 e i 4.796 del 2025. Un segnale a cui il centrodestra vuole dare seguito.