La rabbia di Fratelli d'Italia per il caso di Mohamed Saidi non accenna a diminuire. Ed è il capogruppo Galeazzo Bignami, dal palco di un evento di FdI, a riassumerla in poche, infervorate parole: "Una ragazza è stata sfregiata da un immigrato che era stato fermato dalle nostre forze dell'ordine a cui noi dobbiamo sempre dire grazie per quello che fanno. Grazie alle leggi di questo governo era stato arrestato, ma c'è chi lo ha rimesso in libertà e dopo poche ore ha sfregiato quella ragazza".
"Chi lo ha rimesso in libertà - tuona Bignami, riferendosi alle toghe - deve pagare per quello che ha fatto, perché altrimenti viene sempre accusato chi ci mette la faccia, come il governo". La vicenda inquietante del 27enne algerino che la scorsa settimana, giovedì 9 luglio, ha aggredito selvaggiamente una ragazza di 22 anni sulla banchina della stazione Duomo della metropolitana di Milano, ha secondo Bignami dei responsabili precisi.
Dopo la seconda violenza nel giro di poche ore, questa volta Saidi non tornerà subito in libertà: il gip Cristian Mariani al termine dell'udienza di convalida nel carcere di San Vittore, ha infatti deciso per la non scarcerazione. "Mohamed ha fatto delle dichiarazioni, ha parlato, era tranquillo e ha dato la sua versione dei fatti", ha spiegato Mara Bracco, legale del 27enne, dopo l'udienza. Il reato contestato a Saidi, che si è dichiarato innocente e ha respinto le accuse, è sfregio permanente al viso con l'aggravante dei futili motivi e dell'evidente pericolosità sociale.
"Grazie al Gip Cristian Mariani per aver convalidato l'arresto, dopo la richiesta di 24 ore fa del Pm Simona Ferraiuolo - sono state le parole di Riccardo De Corato, storico esponente della destra milanese, ex vicesindaco di Letizia Moratti e oggi big di FdI -. Casi come questi, ovvero che uno straniero irregolare dopo aver compiuto atti criminosi ed essere arrestato, venga rilasciato subito e dopo poche ore si renda pericoloso nuovamente di altri gravi fatti, nel nostro Paese non sono più tollerabili. Purtroppo, e abbiamo molte prove negli ultimi anni, ci sono casi in cui stranieri, per via della loro cultura religiosa, hanno un 'modus operandi' totalmente diverso dal nostro che va spesso, come accaduto appunto due giorni fa, contro la legge. Invece è giusto che chi commette reati inizi a pagare seriamente e severamente".
"A tal proposito, il Gruppo di Fratelli d'Italia alla Camera ha presentato una proposta di legge (che vede come primi firmatari il collega Donzelli e la collega Kelany) che prevede il rimpatrio forzato dei cittadini stranieri condannati in via definitiva a pene superiori a un anno, affinché scontino la detenzione nei Paesi d'origine. Un provvedimento strategico anche al fine di ridurre il sovraffollamento delle carcerari italiane", ha concluso De Corato.