Ieri, martedì 18 agosto, sono sbarcati 73 migranti nel porto di Ravenna al terminal di Porto Corsini di via della Foca Monica alle 9 del mattino con la nave Humanity 1 della ong Sos Humanity. Gran parte dei passeggeri sono originari di Somalia e Sudan. Ma anche di altri stati africani. Come riporta il Corriere erano stati tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo tra Malta e Lampedusa: 59 sono destinati nei centri dell’Emilia-Romagna. I restanti 14 - tutti minori non accompagnati, andranno invece in Molise.
"Negli ultimi mesi a seguito di numerosi confronti con il governo – ha spiegato l’assessora Roberta Mazza, assessora per le politiche sociali del comune di Ravenna - gli sbarchi sono diminuiti ma continuano ad esserci. Non è un problema di accoglienza, questa città è perfettamente in grado di provvedere a sostenere queste persone. Vale ancora la pena chiedersi se abbia senso che migranti recuperati in acque internazionali ad sud della Sicilia debbano sopportare un viaggio di così tante ore. Anche perché in questo caso 14 minori dovranno essere accompagnati in Molise. Una peregrinazione inutile".
L'Ong Sos Humanity ha attaccato il governo italiano sulla questione dei "dublinanti", ovvero quei migranti che hanno chiesto asilo in paese diverso da quello di approdo che, stando all’accordo, dovrebbero essere trasferiti in quest’ultimo. "Il dibattito è vergognoso – le parole di Lucas Kaldenhoff - perché va a spese di persone vulnerabili, le persone che recuperiamo altamente vulnerabili, sono persone in cerca di protezione. Fare un tale dibattito sulla loro pelle e sulla loro schiena è vergognoso. Quindi chiediamo al governo italiano di smettere di perdere tempo con dibattiti così patetici, ma di iniziare a concentrarsi su quali siano i loro doveri quando si tratta di migrazione nel Mar Mediterraneo. E questo è coordinare i salvataggi e assegnare luoghi di sicurezza in prossimità di un salvataggio, non come Ravenna, che è a più di 1600 km di distanza. E ancora quello che stiamo facendo come organizzazioni di ricerca e soccorso è che stiamo facendo ciò che gli stati dell'UE, come l'Italia, non stanno facendo".