Inutile che ci giriamo intorno. Se uno non sa l’italiano, non lo sa. Punto. L’unico modo è studiarlo. O quanto meno parlarlo. Ma tant’è. Lunedì 21 settembre scorso - ne abbiamo scritto ampiamente su Libero - Marco Schiesaro, sindaco di Cadoneghe, comune in provincia di Padova, ha negato la cittadinanza a una donna marocchina, perché non sapeva, letteralmente, una parola di italiano. A tre delle quattro domande che il sindaco le ha fatto, la donna ha fatto scena muta. All’ultima, ossia: «Signora tutto bene?», la donna ha risposto «Riad». Che è come se noi a questa domanda rispondessimo «Pisa».
Il sindaco quindi aveva detto che non se la sentiva di proseguire con la cerimonia, e già lì i pasdaran dell’integrazione di facciata, erano insorti. Il Pd - e chi poteva essere - aveva chiesto l’intervento della Prefettura, il sindaco nei social era stato bersagliato di anatemi, maledizioni e insulti, un consigliere del Pd aveva rimproverato il sindaco perché poteva usare Google traduttore - che fa perfino ridere - e poi c’era stato il delirio della guida spirituale islamica di Padova, Ali Scek Nur, che con occhiali da sole fluo e taqiyah in testa, aveva diffuso un video dove appellava il primo cittadino come «canaglia», «pezzo di merda», «vigliacco», augurandogli «il male», e redarguendolo perché si sarebbe potuto avvalere di un interprete.
Che è un po’ come se agli esami universitari anziché studiare, facessimo rispondere all’esperto. Già che ci siamo mettiamoci anche il pubblico da casa. Dopo tutto questo caravanserraglio, è intervenuto il Ministero. Che dà ragione al sindaco. In una nota del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, si legge che «nel concordare sulla temporanea sospensione del procedimento operata dal Comune, si ritiene opportuno che il medesimo proceda a una nuova convocazione dell’interessata al fine di verificare con attenzione la sua effettiva capacità di comunicare in lingua italiana e di leggere la formula di rito del giuramento, senza l’ausilio di alcun interprete». Il sindaco quando lo avevamo sentito al telefono ci aveva detto: «Se è un giuramento e io giuro sulla Costituzione, la nostra prevede come lingua ufficiale l’italiano, non il marocchino. Non posso dare la cittadinanza a qualcuno che gira nel paese e che non sappia nemmeno dire ciao». In effetti.
Martedì pomeriggio, quindi la donna, giusto per non lasciare nulla di intentato, è stata sottoposta a un altro test. Ma è fallito di nuovo. La donna è qui dal 2008 e dal 2019 è sposata con un naturalizzato italiano. Di come non conosca una sola parola della nostra lingua, francamente appare incomprensibile. Adesso sarà la Prefettura di Padova a effettuare gli accertamenti, e a invitare la donna «a dimostrare il richiesto possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1».
GLI APPLAUSI DI SALVINI
Ieri, a Cadoneghe, è arrivato anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha espresso il proprio sostegno al sindaco. «Mi stupisce - ha detto - che in questi giorni si sia parlato di razzismo quando il sindaco ha fatto solo rispettare la legge. È giusto che chi chiede la cittadinanza parli l’italiano». E ancora: «Dare la cittadinanza a quella donna sarebbe stata una truffa allo Stato e Schiesaro l’ha evitata. Cadoneghe è un modello».
«È giusto che chi chiede la cittadinanza nel nostro Paese, parli la nostra lingua - ha detto Stefano Locatelli, responsabile Enti locali in quota Lega -, gli oltre cinquecento sindaci della Lega in tutta Italia seguiranno l’esempio, avviando verifiche accurate volte a certificare che chi intende ottenere il beneficio della cittadinanza italiana abbia una conoscenza sufficiente della nostra lingua».
Gli strilli ovviamente non sono mancati. Figuriamoci. «A Cadoneghe - ha detto Luana Zanella, capogruppo Avs alla Camera - si sta consumando una scena rivoltante, la destra compatta contro una donna indifesa colpevole di non sapere abbastanza bene l’italiano. Ben due ministri, Salvini e Piantedosi, si occupano del caso, come fosse un affare di Stato». Bè Zanella, perché forse parlare la stessa lingua lo è. O parliamo arabo?