Caracas, 6 feb. (askanews) - L'autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, riconosciuto da una quarantina di Paesi, sta provando a organizzare l'arrivo di aiuti umanitari internazionali, sfidando il capo dello Stato Nicolas Maduro che li considera il preludio a un intervento militare. A Caracas, il Parlamento, unica istituzione venezuelana controllata dall'opposizione e presieduta da Guaidò, ha approvato martedì un piano strategico per la distribuzione di viveri e medicine dalla Colombia e dal Brasile. Il deputato di opposizione, Miguel Pizarro, a capo della commissione parlamentare per gli aiuti umanitari, ha messo in guardia: "Signori, sapete che c'è una linea rossa, sapete che c'è un limite, sapete che questa linea rossa sono medicine, cibo e attrezzature mediche". La Croce Rossa venezuelana ha dichiarato di essere pronta a distribuire gli aiuti, ma solo nel momento in cui saranno già in Venezuela. Secondo Guaidò, ci sono fino a 300.000 venezuelani a rischio di morte: "Se vogliamo costruire il futuro, il momento è ora e lo abbiamo detto chiaramente e direttamente alle forze armate e ogni volta che ne ho l'opportunità, lo dico con rispetto, ma con forza, che la loro partecipazione si sta facendo urgente". I militari venezuelani, intanto, hanno bloccato un ponte al confine con la Colombia da dove dovevano arrivare i primi aiuti umanitari internazionali.



