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Più consapevolezza per l'ambiente e contro lo spreco alimentare

di TMNews lunedì 16 maggio 2022
2' di lettura

Roma, 18 mag. (askanews) - "Sostenibilità", "ambiente", "cambiamento climatico" sono parole che sentiamo sempre più spesso, ma che sembrano riguardare qualcosa lontano dalla nostra quotidianità. Eppure, così lontano non è. La crisi climatica rischia infatti di compromettere la produzione alimentare per cui, nel 2050, 65 milioni di persone in più rischieranno di non avere abbastanza cibo .

I sistemi alimentari, dalla produzione al consumo includendo anche lo spreco di cibo, sono corresponsabili di questo processo, e per invertirlo è necessario favorire anche un cambiamento nei comportamenti delle persone. Così in vista della Giornata Mondiale dell'Ambiente del prossimo 5 giugno, Fondazione Barilla ha annunciato l'avvio di una serie di iniziative orientate ad aumentare la consapevolezza su questi temi, che riguardano ognuno di noi.

Un annuncio che assume ancora più importanza se consideriamo che dal 15 maggio l'Italia è in Overshoot Day italiano, ufficialmente in debito con il Pianeta, avendo consumato la quantità di risorse naturali che questo riesce a ripristinare in un anno.

Riccardo Valentini, professore ordinario di ecologia dell'Università della Tuscia: "Solo un dato, il 37% delle emissioni di gas serra sono legate al cibo. Quindi possiamo dare un contributo importante alla sfida climatica mangiando meglio, cosa che fa bene alla nostra salute, e anche impattando meno sull'ambiente".

Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo concretamente ogni giorno? Ancora il professor Valentini: "Facendo la spesa, scegliendo cibi giusti, usando ricette più appropriate per essere più sostenibili. Non tanto sforzo ma tanto guadagno perchè mangiando meglio facciamo del bene alla nostra salute e questo è uno dei grandi temi dei giorni nostri".

Tutti quindi possiamo fare il nostro per il cambiamento, ma come essere realmente parte attiva? Fondazione Barilla ha deciso di fornire alle persone una serie strumenti per capire il problema e passare all'azione. A partire dai "food facts", messaggi brevi, utili e interessanti, comprensibili da tutti, da veicolare sul sito, i social e nelle scuole. Protagonista allora anche l'ironia, come con le pillole di Lillo, dove l'attore e comico usa la sua arte per formare opinioni e coscienze. Perchè se la Fondazione Barilla continua a sostenere la ricerca scientifica su questi temi la volontà oggi è quella di proporre contenuti utili, interessanti, per gli italiani, affinchè si attivino.

Matteo Pauri, Direttore Operativo della Fondazione Barilla: "Il sogno è quello di unire il sapere, spesso complicato, al fatto che le persone divertendosi e capendo le cose possano autonomamente attivarsi e diverirsi. Produrremo contenuti quindi leggeri, comici, proporremo le informazioni della Fondazione in maniera molto sintetica e pragmatica in maniera che possano entrare nella vita quotidiana delle persone, quando fanno la spesa, quando cucinano puntando a creare un movimento positivo in modo molto naturale".

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Secondo Sony AI, il robot è in grado di prendere decisioni in una frazione di secondo per eseguire movimenti precisi e potenti. Nei test ha affrontato cinque giocatori "élite" e due professionisti. Ha vinto tre partite su cinque contro il gruppo "elite" e dopo alcuni aggiustamenti ha battuto anche i "pro", con velocità di battitura più elevate, posizionamenti più vicini al bordo del tavolo e scambi a un ritmo più sostenuto.

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A Napoli Forum sulla terapia dolore, esperti a confronto

Roma, 23 apr. (askanews) - Incentivare la ricerca clinica sull'utilizzo della cannabis nella terapia del dolore, in particolare per patologie come la fibromialgia e le neuropatie periferiche causate dalla chemioterapia. È questo il messaggio emerso dall'incontro "S.T.A.R. - Scienza, Terapia Antalgica e Ricerca", in corso al Centro Congressi dell'Università Federico II di Napoli, con la partecipazione di medici, esperti del settore e rappresentanti del sistema sanitario.

A sottolineare il potenziale di questa frontiera terapeutica è stato Daniele Piomelli, docente di Neuroscienze all'Università della California Irvine, che ha tenuto una lectio magistralis davanti alla platea. "È necessario promuovere studi clinici sull'impiego della cannabis nella terapia del dolore - ha spiegato - anche perché già oggi molti pazienti la utilizzano, spesso in modo non ufficiale, ottenendo risultati positivi. Da qui bisogna partire per comprendere come svilupparne un utilizzo più strutturato e sicuro".

Secondo Piomelli, negli ultimi anni sono emersi dati scientifici sempre più significativi. "Uno studio condotto in Germania sulla lombalgia cronica ha evidenziato come la cannabis possa rappresentare un'alternativa a farmaci più rischiosi, non solo gli oppiacei ma anche i FANS, gli antinfiammatori non steroidei, che possono avere effetti collaterali importanti sull'apparato gastrointestinale e sui reni".

L'esperto ha inoltre evidenziato come il Servizio sanitario nazionale italiano disponga già degli strumenti normativi per favorire l'uso della cannabis terapeutica in contesti controllati. "La gestione pubblica, basata su standardizzazione e distribuzione sul territorio, può garantire efficacia e sicurezza", ha aggiunto.

Il tema della terapia del dolore è stato affrontato anche dal responsabile scientifico dell'evento, Pietro Vassetti, che ha ribadito un cambio di paradigma ormai consolidato: "Il dolore non è più solo un sintomo, ma una vera e propria malattia. Deve essere trattato come una patologia cronica, al pari del diabete o dell'ipertensione, con percorsi terapeutici personalizzati e continui, non episodici".

Vassetti ha ricordato inoltre come, grazie alla normativa vigente, anche i medici di medicina generale possano prescrivere farmaci oppiacei, ampliando le possibilità di intervento sul territorio.

A chiudere il quadro è stata Monica Vanni, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, che ha posto l'accento sul ruolo del sistema sanitario. "Il Servizio sanitario nazionale ha un compito fondamentale e anche un dovere etico. Per troppo tempo il dolore è stato marginalizzato per ragioni culturali. Oggi abbiamo finalmente strumenti organizzativi, farmacologici e tecnologici per affrontarlo in maniera adeguata".

L'incontro napoletano ha quindi confermato come la terapia del dolore rappresenti una delle sfide più importanti per la medicina contemporanea, aprendo nuove prospettive anche attraverso l'innovazione terapeutica e la ricerca scientifica. In questo scenario, la cannabis potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, a condizione che venga supportata da studi rigorosi e da un quadro normativo chiaro e condiviso.

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Urus rileva la calabrese SC Petroli e punta al mercato nazionale

Roma, 23 apr. (askanews) - Nel mercato italiano degli idrocarburi, le piccole e medie aziende di distribuzione si trovano sempre più spesso in difficoltà: condizioni di pagamento sfavorevoli, capitali da anticipare senza certezze sui tempi di incasso, margini compressi dalla dipendenza dai grandi operatori. Una criticità che colpisce soprattutto i distributori indipendenti del Mezzogiorno e che ha trovato una risposta concreta nell'acquisizione di SC Petroli da parte di Urus Europa Global SL. L'operazione, avviata a luglio e conclusa a dicembre 2025, segna il ritorno dell'imprenditoria italiana all'estero nel tessuto produttivo del Sud. Michele La Porta, amministratore delegato di Urus Europa Global SL, insieme al co-founder e amministratore Jeronimo Tejada, ha rilevato il 100% delle azioni di SC Petroli, realtà calabrese con sede a Crotone che genera 60 milioni di euro di fatturato annuo distribuendo oltre 40 milioni di litri di carburante.

"Questa acquisizione non è solo business, ma un ritorno alle radici", spiega Michele La Porta. "Il mio cuore è siciliano e, nonostante viva nella penisola iberica, sento un forte richiamo verso il Sud Italia. SC Petroli rappresenta una storia di famiglia che meritava di essere preservata e valorizzata".

Fondata nel 1966 come ditta individuale dalla famiglia Cerrelli, SC Petroli si è affermata nel tempo come una delle realtà più solide del comparto energetico calabrese, potendo contare su una flotta di 19 cisterne, sei stazioni di servizio e un patrimonio immobiliare di rilievo. La decisione di cedere l'azienda a Urus, pur in presenza di offerte economicamente superiori da parte di gruppi più strutturati, è stata guidata dalla volontà di tutelare l'identità aziendale e i posti di lavoro.

"Abbiamo scelto Urus perché garantiva continuità alla nostra storia", afferma Silvestro Cerrelli, direttore commerciale e anima pulsante dell'azienda. "Altri acquirenti avrebbero cancellato con un colpo di spugna la nostra identità, trasformandoci in un semplice numero di bilancio". Al centro della strategia di Urus c'è un modello di business fondato sull'intermediazione nel cash-flow del settore idrocarburi. "Ci posizioniamo tra i depositi commerciali e i distributori finali, anticipando il pagamento del carburante e concedendo ai clienti 24-48 ore per il saldo", spiega Tejada. "Questo sistema win-win elimina i problemi di liquidità per i distributori e garantisce flussi costanti ai fornitori".

Sul fronte occupazionale, l'impatto è già tangibile. "Non abbiamo toccato un solo dipendente", sottolinea La Porta. "Anzi, nel secondo trimestre 2026 assumeremo due nuove figure: un amministrativo e un commerciale. Abbiamo inoltre creato partnership con i fratelli Cerrelli, mantenendo Domenico nella logistica e Salvatore nel supporto commerciale".

Il piano industriale delinea traguardi ambiziosi: raggiungere i 100 milioni di litri distribuiti e 130 milioni di euro di fatturato entro il 2026, aprire tre nuove stazioni di servizio in Calabria e acquisire due impianti nel Nord Italia. L'azienda, che assumerà la nuova denominazione SC Urus Petroli Spa, punta alla quotazione in borsa entro il 2031.

"Il nostro obiettivo è creare una struttura manageriale solida che possa supportare la crescita verso la quotazione", dichiara Tejada. "Vogliamo dimostrare che investire nel Sud Italia non è solo possibile, ma può essere estremamente redditizio quando si combinano innovazione, rispetto per le tradizioni locali e visione strategica", conclude La Porta.

Urus Europa Global SL proseguirà in parallelo le attività di trading energetico in Italia, Spagna e Portogallo, dove sono in fase di sviluppo nuovi accordi commerciali. L'espansione nel mercato portoghese rappresenta il prossimo passo della crescita internazionale del gruppo, che conta già oltre cento collaboratori a livello europeo.

In un momento in cui, gli investimenti in energia in Italia sono stimati in crescita per il 2026, l'acquisizione di SC Petroli si propone come un modello virtuoso per il Mezzogiorno: la dimostrazione che il settore energetico italiano può attrarre capitali esteri di qualità, capaci di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale.

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