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Isgrò rinnova se stesso, a Brescia nuove forme di cancellatura

di TMNews martedì 23 agosto 2022
2' di lettura

Brescia, 23 ago. (askanews) - Si può cominciare con le allodole, che improvvisamente invadono, insieme alla "Casta diva" di Vincenzo Bellini, il chiostro rinascimentale di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia. Si può cominciare da qui, da questa luce che si fa mediterranea, per esplorare la mostra "Isgrò cancella Brixia", progettata dall'artista siciliano con la Fondazione Brescia Musei.

"La nostra idea - ha detto ad askanews Francesca Bazoli, presidente della Fondazione - è quella di valorizzare lo straordinario patrimonio che la nostra città ha ereditato dalla civiltà romana mediante il dialogo con il linguaggio dell'arte contemporanea. E quindi abbiamo cercato gli artisti contemporanei che hanno fatto del dialogo con il classico uno dei criteri di ispirazione della loro capacità di parlare la lingua del contemporaneo".

E Isgrò questo linguaggio lo parla da decenni, ma, ed è questa la cosa he colpisce di più nell'esposizione bresciana, lo fa senza fermarsi, sperimentando ancora, andando oltre. "Ho allargato il campo - ci ha detto - perché un artista che non avverte il clima di una società, non dico le esigenze e i bisogni, è meglio che non si provi a fare questo mestiere".

Forse il punto è proprio questo, ossia il fatto che anche il dialogo con la classicità viene affrontato qui con un approccio che è consapevole di tutto ciò che è venuto prima, ma, come un Ulise dantesco, non si nega altre possibilità. Siano esse un grande dispositivo musicale oppure un volo di api impazzite all'intero del Capitolium.

"Qual è l'ultimo Isgrò: è quello - ci ha detto il curatore della mostra Marco Bazzini - che vuole continuare a sperimentare, che vuole tenere le sue radici nella cancellatura, ma che non ha riserve, anzi ha molta curiosità di andare a indagare le nuove tecnologie, le macchine a controllo numerico, quindi l'idea è ancora quella di divertirsi e poi di fare divertire noi di conseguenza".

Le cancellature certo, il marchio di fabbrica più noto, ci sono e sono potenti, di ambientazione ateniese. Poi raggiungono anche la stazione della metropolitana, dove vanno a creare la sagoma della Vittoria Alata. In un dialogo che, questo sì, ha attraversato tutta la carriera di Isgrò.

"È stata soprattutto un'occasione di confronto con la grande cultura che il nostro Paese ha espresso nei secoli - ha concluso l'artista - una cultura che non possiamo assolutamente perdere per inseguire dei miti omologanti, che hanno a che vedere più che altro con il consumo della cultura, ma non con una ricerca culturale vera e propria".

La mostra bresciana, che attraversa i luoghi e il tempo, resta aperta al pubblico fino all'8 gennaio 2023.

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Malattia di Huntington, un confronto per prevenzione e presa in carico

Roma, 28 apr. (askanews) - Caratterizzata da disabilità motoria, cognitiva e disturbo mentale, quella di Huntington è una malattia rara ma profondamente impattante: genetica, neurodegenerativa ed ereditaria, si stima colpisca in Italia circa 6.000 persone, ma almeno altre 30.000 sono a rischio di ereditarla, se pur senza una mutazione ancora clinicamente espressa. Con l'obiettivo di portare al centro dell'attenzione pubblica la malattia di Huntington, promuovendo un impegno condiviso tra politica, istituzioni, società scientifiche e pazienti per superare stigma ed invisibilità e per costruire percorsi di cura sempre più efficaci e inclusivi, si è svolto a Roma il convegno "Malattia di Huntington: mai più nascosta", promosso dalla Fondazione LIRH-Lega Italiana Ricerca Huntington, con il patrocinio del Ministero della Salute.

Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute con delega per le Malattie Rare: "L'Italia è seconda al mondo per la presa in carico e cura dei pazienti affetti da malattie rare. Questo risultato si raggiunge come? Tramite lo straordinario sforzo delle associazioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti, importantissime, l'impegno del governo nel legiferare e finanziare provvedimenti come il Testo unico sulle malattie rare, insieme anche all'esecutività dello stesso testo con un finanziamento di 50 milioni, che contribuisce insieme a sviluppare una presa in carico precoce e fondamentalmente anche dei percorsi di cura che siano uniformi sul territorio: è questo l'obiettivo che noi ci poniamo".

La mutazione genetica si eredita fin dalla nascita, ma la malattia si manifesta ad un certo punto della vita, di solito in età adulta. Le famiglie dei malati chiedono quindi di poter ricevere un'assistenza competente e multidisciplinare, difficile da garantire se la malattia non si conosce. In altri termini, la conoscenza e la ricerca sono i punti da cui bisogna inevitabilmente partire.

Mario Zappia, presidente SIN Società Italiana di Neurologia: "E' una patologia che non colpisce soltanto chi ne è affetto, ma riguarda la famiglia e chi sta intorno al paziente con questa condizione. Certamente è una malattia di cui il neurologo si occupa, ma il neurologo deve interagire anche con altre figure professionali, dal fisioterapista allo psichiatra allo psicologo, insomma tutto un entourage di professionisti che possano stare intorno alle persone con malattia di Huntington e alle loro famiglie. E' solo grazie alla ricerca che riusciremo, si spera, ad avere nel prossimo futuro dei farmaci efficaci per contrastare adeguatamente questa patologia".

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"E adesso iniziamo a salire. Quindi il mio braccio pesa il doppio. Tutto pesa il doppio - spiega Neil Melville, coordinatore dei voli parabolici dell'Agenzia spaziale europea. L'angolo nel cielo aumenta, probabilmente siamo già intorno ai 20 gradi. Poi diranno 30 gradi. Poi 40 gradi. Poi, a 50 gradi di cabrata: iniezione. Spengono i motori. Ci hanno lanciati e ci lasciano cadere nel cielo mentre pilotano l'aereo intorno a noi senza toccarci. Così abbiamo questa piccola bolla di assenza di gravità".

"Possiamo anche addestrare qui i nostri astronauti - prosegue Melville - Inoltre questa struttura è molto facile da raggiungere. Possiamo venire ogni volta che serve. Offre anche un'eccellente ripetibilità. Possiamo fare centinaia di parabole, portare molte persone, cambiare continuamente i campioni, alternare gli esperimenti: questo ritmo, questa ripetibilità e questa accessibilità sono davvero molto preziosi per i nostri scienziati e ne fanno una delle nostre strutture più importanti".

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