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Pantani imita Leonardo Maria Del Vecchio per "clarify" su Repubblica

di TMNews lunedì 9 febbraio 2026
1' di lettura

Roma, 9 feb. (askanews) - "Non è per scaricare le colpe, ma è dipeso da Guidolin, il mio commercialista e approfitto di questo per un 'clarify moment'. Ho detto a Guido 'vammi a prendere il giornale, dal momento in cui sei lì prendimi anche Repubblica' e lui è tornato... bisogna stare attenti a come si parla. Con lui abbiamo un problema, ogni giorno ho fatto e mi è venuto a dire 'prendiamo il treno' e lui mi è arrivato con Trenitalia. È un problema di comunicazione interna": così Ubaldo Pantani nei panni di Leonardo Maria del Vecchio a Che tempo che fa sul Nove, racconta con ironia l'intenzione di acquisire Repubblica, poi fallita, dopo il Giornale.

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Cernobbio School: un'agenda per governare il cambiamento del SSN

Milano, 9 feb. (askanews) - L'uso delle biotecnologie e della genomica nella prevenzione e nella diagnosi precoce; lo sviluppo di programmi di screening basati sul rischio; il ruolo della sanità digitale nella presa in carico dei pazienti cronici; l'evoluzione della medicina di precisione; le partnership pubblico-privato per sostenere ricerca e accesso all'innovazione. Sono i temi al centro della "Cernobbio School 2026 - Governare il futuro del SSN", in programma dal 18 al 20 febbraio a Villa Erba a Cernobbio (Como).

"Noi vorremmo fare il punto su quello che è assolutamente necessario fare immediatamente, cioè la riforma del Servizio Sanitario Nazionale. Non possiamo continuare a buttare soldi in una situazione che se non va incontro alla riforma non sarà sostenibile nel futuro, bisogna in qualche maniera agire sui sistemi di governance, bisogna agire sui sistemi gestionali e bisogna soprattutto accettare, il sistema deve accettare quella che è l'innovazione tecnologica e biologica che sta cambiando completamente la medicina" ha spiegato Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, ricordando che "quando è nata la 833 (la Legge 23 dicembre 1978 che ha istituito il SSN, ndr), di cui l'universalismo e l'equità dobbiamo mantenere assolutamente all'interno di quelle che sarà il futuro del Servizio sanitario nazionale, c'erano tanti giovani e pochi anziani. Oggi ci sono poca gente che nasce e tantissimi anziani. Oggi la medicina dal punto di vista tecnologico e farmacologico ha fatto dei passi enormi: non possiamo continuare a ragionare come 50 anni fa".

Il programma della terza edizione di "Cernobbio School 2026", appena presentato, è dedicato all'integrazione tra digitale, prevenzione e nuovi modelli organizzativi per rendere il SSN più proattivo e vicino ai cittadini.

"Mantenere e sostenere l'evoluzione della sanità diventa impegnativo però c'è una soluzione, che è quello di applicare l'innovazione anche più spinta. Dobbiamo risparmiare e investire quanto risparmiamo nella cura dei cittadini. L'innovazione, ad esempio con l'utilizzo della app 'Io', ha dimostrato con delle sperimentazioni di essere in grado di ridurre pesantemente le liste d'attesa e il fenomeno dei 'no-show'. ha affermato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, aggiungendo che "l'innovazione consentirà anche per quanto riguarda la ricerca farmacologica attraverso la farmaceutica computazionale, di poter elaborare molecole che poi saranno importantissime per lo sviluppo di nuovi farmaci: farlo con minor tempo, con minor sperimentazione e con minor spesa. Ecco perché non si può pensare a una sanità sostenibile senza un investimento pesante in innovazione".

Confronto operativo tra istituzioni, clinici, esperti di innovazione, rappresentanti dei pazienti e imprese del settore salute, la "Cernobbio School 2026" ha l'obiettivo di trasformare il dibattito sull'innovazione in proposte concrete di governance per il SSN.

"Siamo veramente lieti e onorati di partecipare a questo evento - ha commentato - Gaetana Mariani, responsabile del Tavolo Territoriale Sanità di Confindustria Como che per noi rappresenta veramente una piattaforma strategica per il raccordo a livello territoriale e per la promozione delle attività industriali legate alla sanità che sono di importanza fondamentale nello sviluppo del nostro territorio e nello sviluppo futuro di tutto il nostro Paese, visto che le attività sanitarie rappresentano, pubblico, privato e indotto, ben l'11% del Pil a livello nazionale".

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Epstein, complice Ghislane Maxwell si rifiuta di testimoniare

Washington, 9 feb. (askanews) - Ghislaine Maxwell, ex fidanzata e complice del finanziere pedofilo suicida in carcere nel 2019 Jeffrey Epstein, si è rifiutata di rispondere alle domande della commissione d'inchiesta del Congresso degli Stati Uniti, invocando il suo diritto legale a non autoincriminarsi (Quinto emendamento, ndr). Lo riferisce il deputato repubblicano James Comer, Presidente della Commissione.

Gli avvocati di Maxwell avevano dichiarato alla commissione che Maxwell era pronta a testimoniare se le fosse stata concessa la grazia dal presidente Usa Donald Trump.

"Come previsto, Ghislaine Maxwell ha scelto il Quinto (Emendamento, ndr) e si è rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda. Ciò è ovviamente molto deludente. Avevamo molte domande da fare sui crimini che lei ed Epstein hanno commesso, così come domande su potenziali cospiratori. Vogliamo sinceramente la verità per il popolo americano e giustizia per i sopravvissuti. Questo è lo scopo di questa inchiesta".

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Salone del Vino Parigi, a Macron una bottiglia di rosé "For Sure"

Parigi, 9 feb. (askanews) - In visita al Salone "Wine Paris", Emmanuel Macron ha ricevuto una bottiglia di rosé "For Sure", con tanto di occhiali da Top Gun raffigurati sull'etichetta e che il presidente francese ha indossato a causa di una patologia oculare durante il suo intervento al Forum di Davos 2026, un discorso in risposta alle minacce trumpiane divenuto virale sui social. "Questa è per gli Stati Uniti - ha ironizzato Macron parlando con il produttore del vino - Geniale, top!".

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Pompeo: "Per Putin continuare guerra in Ucraina è un vantaggio"

Milano, 9 feb. (askanews) - "Vladimir Putin non prova nemmeno lontanamente abbastanza dolore" per le sanzioni contro la Russia generate dall'invasione su larga scala dell'Ucraina. E anche se il modello di deterrenza "che ha servito la civiltà occidentale per 80 anni" è stato costruito "per fare tutto il possibile per scoraggiare l'aggressore", oggi "Putin non ritiene ancora che il costo sia abbastanza alto", pensa che "il vantaggio di continuare questo conflitto sia a suo favore. E che alla fine, gli Stati Uniti d'America o l'Europa si stancheranno e lui sarà in grado di completare il compito". Mike Pompeo, ex Segretario di Stato USA (2017-2021) ed ex direttore della CIA, era oggi all'ISPI in occasione della pubblicazione del libro autobiografico "Mai un passo indietro".

I dietro le quinte degli anni più turbolenti della recente politica estera americana e i faccia a faccia con leader come Kim Jong-un, Vladimir Putin e Xi Jinping fanno da sfondo al suo libro e anche al suo racconto dal vivo. E sono illuminanti.

Pompeo dice ad esempio molto chiaramente che Putin non ritiene semplicemente che il completamento del suo compito è "sedersi al posto di Zelensky a Kiev". L'Ucraina non gli basta. "Lui vuole sedersi dietro la scrivania dei leader dell'Estonia o del leader della Lituania o della Moldavia e completare il compito in Georgia. Ha una grande ambizione".

E Pompeo parla con cognizione di causa: "Ho passato un po' di tempo con lui. Credo di aver trascorso con lui in totale circa dieci ore. Non potrei mai riavere indietro quel tempo. Crede con tutto il cuore che questi luoghi facciano parte della Russia", dice. E poi aggiunge in merito alle sanzioni: "Putin sta ora facendo morire di fame i bambini ucraini mentre siamo qui seduti oggi. Non hanno riscaldamento. I vostri figli non tollerereste mai che morissero in quel modo. Quindi non bisognerebbe colpire i civili russi, ma il loro complesso militare-industriale, giusto, la loro infrastruttura energetica, la loro infrastruttura bellica, tutte raggiungibili, attaccabili. Potremmo farcela e iniziare a colpirli. E non credo che questo spingerebbe Putin a fare qualcosa di cui tutti si preoccupano, dal momento che è una nazione dotata di armi nucleari. Penso che sia solo una fanfaronata da parte sua" il sollevare l'evenutalità di usarle.

Pompeo ha ricoperto alcune delle posizioni più influenti della politica estera Usa, prestando servizio prima come Direttore della CIA e poi come Segretario di Stato nella prima amministrazione Trump, ha anche condotto missioni segrete a Pyongyang, dalla liberazione di ostaggi americani e dalle trattative sul nucleare iraniano agli accordi di pace in Medio Oriente, nonché scelte difficili che hanno segnato la carriera dell'ex Segretario di Stato, per cercare di difendere la sovranità, la sicurezza e i valori occidentali.

Nel corso del suo intervento ha anche messo in luce il legame e la subalternità della Corea del Nord alla Cina, ha diviso il mondo in buoni e cattivi, ovvero società civili e non. E ha sottolineato la necessità che gli Usa hanno dell'Europa. "I cattivi - potrei elencarli molto velocemente - Russia, Cina, Iran, Venezuela, Corea del Nord, il mio amico Kim. Questi sono i cattivi. E i buoni devono schiacciare i cattivi. Noi - gli Stati Uniti non possiamo farcela da soli. Siamo un grande Paese con un'economia enorme e un popolo forte, ma non possiamo farcela da soli. Abbiamo bisogno dei nostri amici europei".

E a chi gli faceva presente che è troppo semplice dividere tra buoni e cattivi, Pompeo ha risposto in maniera ancora più semplice: sarà, ma se fosse in Cina nessuno avrebbe la libertà di alzarsi in piedi per dissentire. E questa è la grande differenza tra noi e loro.

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