Rimini, 6 mar. (askanews) - L'attacco su Teheran risuona anche in fiera. KEY 2026, la kermesse internazionale della transizione energetica, si chiude a Rimini con le tensioni in Medio Oriente che pesano come un macigno su mercati e strategie. Tre giorni di dibattito aperti con il ministro Pichetto Fratin, grandi gruppi industriali ma anche startup innovative: l'urgenza di accelerare non è mai stata così evidente.
"Sappiamo che la transizione energetica non è solo un tema ambientale, è un tema anche di sicurezza, di stabilità e di competitività delle nostre imprese - spiega Marco Carniello, Global Exhibition Director di Ieg -. Ed è per questo che le aziende qui cercano soluzioni tipicamente integrate perché le tecnologie più o meno le abbiamo. Adesso si tratta di metterle a terra e in velocità".
Ventiquattro padiglioni, dall'eolico allo storage, dall'idrogeno alla mobilità elettrica, con una grande novità: per la prima volta uno spazio dedicato al financing e agli EPC Contractors, perché far quadrare i conti è la vera sfida. Tra i temi caldi, il boom dei data center - in Italia potrebbero assorbire fino al 13% dei consumi elettrici entro il 2035 - e l'intelligenza artificiale come leva di decarbonizzazione.
"Noi siamo molto soddisfatti della visitazione - continua Carniello - è una visitazione che comunque è anche internazionale e questa manifestazione è leader in Europa, ma vuole essere regista anche della transizione in tutta l'area del Mediterraneo che ha enormi potenzialità per affrontare questa trasformazione industriale e non solo ambientale. Per cui ci vediamo l'anno prossimo e a Vicenza (per il Ssec, Storage & Solar expo conference, il 22 2con buone ulteriori prospettive di crescita".



