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L'Onu: rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz

di TMNews martedì 14 aprile 2026
1' di lettura

Roma, 14 apr. (askanews) - Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato "tutte le parti" a rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, punto di passaggio strategico cruciale per il commercio energetico mondiale, al centro del conflitto tra Usa e Iran, il cui blocco sta causando conseguenze per tutti i paesi.

Il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, parlando in conferenza stampa alle Nazioni Unite, ha dichiarato:

"Il Segretario Generale sottolinea che tutte le parti in conflitto devono rispettare la libertà di navigazione, anche nello Stretto di Hormuz, in linea con il diritto internazionale. Dobbiamo ricordare che circa 20.000 marittimi sono rimasti coinvolti in questo conflitto e attualmente sono bloccati sulle navi, con difficoltà che aumentano ogni giorno".

"Le interruzioni del commercio marittimo attraverso lo Stretto hanno già avuto un impatto diretto, ben oltre la regione circostante, provocando grande fragilità economica globale e insicurezza in molti settori" ha proseguito.

Il presidente Donald Trump, dopo aver annunciato che gli Stati Uniti avrebbero avviato il blocco di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui con Teheran, ha scritto sul suo social Truth che nella giornata di domenica, 34 navi hanno attraversato lo stretto, il numero più alto dall'inizio dell'operazione americano-israeliana contro l'Iran.

Intanto, secondo i dati di navigazione di MarineTraffic, una petroliera cinese, la Rich Starry, ha attraversato lo Stretto nonostante il blocco navale imposto da Washington. La nave e l'azienda proprietaria, Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, sono state sanzionate per i loro rapporti commerciali con l'Iran.

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Vinitaly, Fai Cisl: impegno per centralità di persone e lavoro

Verona, 14 apr. (askanews) - Formazione, attenzione alle persone e alla centralità del lavoro anche nel settore vitivinicolo. A Vinitaly a Verona Fai Cisl ha preso parte a due appuntamenti, per ribadire il proprio impegno al fianco dei lavoratori in dialogo con le imprese.

"Parlare del lavoro, soprattutto della qualità del lavoro - ha detto ad askanews Antonio Castellucci, reggente nazionale Fai Cisl - è fondamentale in un'iniziativa come questa durante una vetrina che sicuramente è tra le più importanti del nostro Paese ed è indubbio che farlo significa parlare di persone. Noi stiamo focalizzando la nostra attenzione in modo particolare sulla persona, sulle competenze della persona, sulla formazione e penso che è indiscutibile questo, anche perché noi abbiamo necessità di recuperare una fiducia verso il settore, soprattutto dei giovani. I dati sono allarmanti, dei ragazzi, dei giovani che vanno via, delle donne che non lavorano, quindi abbiamo necessità di fare sistema, di fare rete e soprattutto di avviare un patto generazionale, un patto sociale per il lavoro, dove bisogna recuperare queste fasce di giovani e di donne".

Per il sindacato un aspetto basilare dell'azione sta nel ricucire su misura competenze e tutele per i lavoratori tramite la contrattazione, la formazione continua, le politiche attive del lavoro. "Noi abbiamo nel nostro Paese tante agricolture - ha aggiunto Castellucci - e abbiamo tante sfaccettature, tante realtà e e quindi bisogna davvero fare un lavoro molto importante e questo lo facciamo anche attraverso gli enti bilaterali che sono sostanzialmente un po' la leva per la formazione anche a livello territoriale".

La relazione con il territorio passa anche attraverso i rapporti con una associazione affiliata come Terra Viva, anch'essa presente con un suo stand alla fiera veronese. "Naturalmente la persona diventa centrale - ha detto Claudio Risso, presidente nazionale di Terra Viva - perché chi fa questo lavoro mette sempre al centro le persone. Quando si lavora dentro una vigna, quando si lavora dentro una cantina, c'è un rapporto molto stretto tra le persone, di divisione di compiti anche di solidarietà. Ma mettere al centro la persona vuole anche dire impegnarsi per semplificare e la grande malattia della quale patisce la vitivinicoltura italiana. Voi pensate che per tappare una bottiglia dal momento dell'impianto di una vigna un produttore deve fare 20 passaggi: questo non vuol dire fare centralità, questo vuol dire appesantire con la burocrazia il il lavoro delle persone".

Con di fronte le sfide della transizione ecologica e tecnologica, dalla crisi climatica, dell'instabilità geopolitica e della frammentazione produttiva, Fai CIsl vuole operare per rendere più attrattivo il lavoro agroalimentare e debellare le forme di sfruttamento come caporalato così come la concorrenza sleale.

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Vinitaly, Pandolfo (Sant'Andrea): "Fieri per i 5 riconoscimenti"

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A confermare questo percorso per Cantina Sant'Andrea, anche i recenti riconoscimenti ottenuti nella guida 5StarWines - the Book 2027 - presentata nel corso di questa edizione di Vinitaly - dove diverse etichette della cantina hanno superato i 90 punti: l'Oppidum 2025 (90 punti), il Vermentino "253 Giorni" 2025 e il Circeo DOC Bianco Riflessi 2025, entrambi con 91 punti, e ancora il Capitolium 2023 e l'Hum Vigna Campo Soriano 2024, che raggiungono i 92 punti, a testimonianza di una qualità sempre più definita e riconoscibile.

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Hormuz, il rischio di uno shock petrolifero più grave del '73

Milano, 14 apr. (askanews) - Peggio del 1973, ma con effetti meno immediati. Allora bastò togliere dal mercato il 7% del petrolio mondiale per trascinare l'Occidente nella stagflazione e lasciare in Italia il ricordo delle domeniche a piedi.

Oggi dallo Stretto di Hormuz restano bloccati circa 20 milioni di barili al giorno, quasi tre volte il volume tolto dal mercato dall'embargo di allora. E insieme al petrolio passano da lì gas naturale liquefatto, fertilizzanti, materie prime decisive.

A lanciare l'allarme è l'Agenzia internazionale dell'energia. "Il mondo sta affrontando la più grande sfida alla sicurezza energetica della storia - ha detto il direttore esecutivo dell'agenzia Fatih Birol - riguarda il petrolio, il gas naturale, ma anche altre materie prime vitali come fertilizzanti, petrolchimici, elio e altre ancora".

Il punto è che questa crisi, per ora, si vede meno. Dopo il '73 il mondo ha costruito difese che allora non aveva: scorte strategiche, rotte alternative, mercati capaci di assorbire almeno una parte dello shock. I Paesi che aderiscono all'Agenzia internazionale dell'energia dispongono di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve e ne stanno già immettendo sul mercato 400 milioni. L'Arabia Saudita dirotta una parte del greggio verso il Mar Rosso. E basta anche solo una tregua annunciata per far scendere il Brent, pure se Hormuz resta di fatto paralizzato.

Tutto ciò però non significa che il rischio sia minore. Significa che la crisi degli approvvigionamenti di petrolio e di altre materie prime, arriva in modo più lento, meno visibile, e con effetti potenzialmente più duraturi.

Il vero limite della crisi attuale, quindi, non è solo tecnico. È politico. Se il blocco si prolunga, le crisi energetiche non si manifestano quando finiscono i barili, ma molto prima: quando salgono troppo le bollette, quando i fertilizzanti o l'elio, fondamentale per la costruzione dei chip, mancano, quando le imprese fermano la produzione e i governi non riescono più a reggere il costo sociale. In altre parole, il sistema può avere ancora riserve fisiche, ma la crisi può diventare ingestibile prima che quelle riserve finiscano, perché a cedere potrebbe essere la tenuta dei governi, delle imprese e dell'opinione pubblica.

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Arisa si racconta in "Foto Mosse": la vita è un insieme di ricordi

Milano, 14 apr. (askanews) - Una voce celestiale, che si riconosce alla prima nota, Arisa però fa un ulteriore passo nella sua carriera e firma tutte le canzoni del suo nuovo album "Foto Mosse" con la collaborazione dei Mamakass. Un racconto emotivo che mette al centro l'instabilità come forma di verità. "Allora Foto Mosse perché la vita non è nient'altro che un insieme di ricordi che spesso negli ultimi tempi noi tendiamo a scattare. E' un collezionare momenti in movimento, quindi i momenti felici sono quelli da trattenere profondamente dentro di sé anche come sensazione, mentre quelli tristi bisogna ricordarsi che sono solo momenti e quindi possono essere tranquillamente messi da parte ma non cancellati per una futura ripartenza".

Il disco arriva dopo l'esperienza al 76esimo Festival di Sanremo con "Magica Favola", parla dell'amore in tante diverse forme che Arisa racconta partendo da una rinnovata consapevolezza. "Io ho imparato ad accettare Rosalba e Arisa, ho imparato a dire grazie ad Arisa e a tenermi stretta Rosalba, perché se non ci fosse Rosalba, Arisa non sarebbe nulla".

"Foto Mosse" mette al centro la fragilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d'amore e ricerca di sé, dove la femminilità ha un ruolo centrale. "Il mio fine ultimo non è la vendita di quest'album, ma che arrivi a casa delle persone, nei cuori delle persone e possa farle sentire normali, un po' meno problematiche perché magari in questo album è raccontata anche a volte una femminilità scomoda. La perfezione non esiste, esiste l'essenza delle persone quindi più la rispettiamo, più siamo felici".

Cruciale nel suo percorso, il rapporto con i genitori, ma soprattutto con la madre. "Io sono uscita dal ruolo della figlia e sono diventata anche io madre e probabilmente mi sono resa conto che la mia mamma non ha mai avuto una mamma come la voleva e io sto cercando di essere per lei la mamma che avrebbe voluto. Devo dire che nonostante il nostro rapporto conflittuale, comunque lei mi ha donato delle skills importanti mi ha sempre detto che dovevo pensare alla mia realizzazione personale".

Ad aprile gli instore, mentre si avvicina anche il nuovo percorso live, che vedrà Arisa protagonista nei prossimi mesi con una serie di appuntamenti in tutta Italia.

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