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Governo Starmer in crisi, Dan Jarvis è il nuovo ministro della Difesa

di TMNews venerdì 12 giugno 2026
1' di lettura

Londra, 12 giu. (askanews) - Dan Jarvis è il nuovo ministro della Difesa britannico, dopo le dimissioni del suo predecessore, John Healey, a causa di divergenze sul bilancio relative agli investimenti destinati alle forze armate, nuovo capitolo della crisi del governo Starmer. Nelle immagini Jarvis, ex ufficiale dell'esercito, arriva a civico 10 di Downing Street per incontrare il primo ministro laburista, che in un'intervista alla Bbc, ha ribadito di voler portare avanti il mandato ricevuto nel 2024 e di non avere intenzione di "abbandonare l'impegno assunto" con gli elettori britannici.

"Lei non è stato in grado, e il Tesoro non ha voluto, stanziare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce", aveva scritto Healey in una lettera di dimissioni indirizzata a Starmer e pubblicata sul suo account X.

Poche ore dopo le dimissioni di Healey, inoltre, giovedì si è dimesso anche il sottosegretario delle Forze Armate, Al Carns, spiegando che il piano di spesa per la difesa di Starmer "non è sufficiente" e che non era "soddisfatto del livello di trasformazione previsto".

Starmer nell'intervista alla Bbc ha difeso il piano di investimenti nella difesa (Dip), respingendo le critiche secondo cui sarebbe sottofinanziato e che, nonostante i ritardi, verrà pubblicato prima del vertice Nato in programma in Turchia il 7-8 luglio.

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Zapatero nei guai per dei gioielli dal valore di 1,3 milioni

Milano, 12 giu. (askanews) - L'ex premier spagnolo José Luis Rodrìguez Zapatero finisce al centro di nuove accuse nell'ambito dell'inchiesta che già lo vede indagato per presunto traffico di influenze illecite.

Durante una perquisizione nel suo ufficio a Madrid nelle settimane scorse, gli investigatori avevano trovato una cassaforte contenente collane, anelli, bracciali, orologi e altri gioielli. Una perizia ordinata dalla magistratura oggi ne ha stimato il valore in oltre 1,3 milioni di euro. Solo una collana con pietre zambiane secondo la perizia avrebbe un valore di 278.000 euro.

Secondo l'Audiencia Nacional, Zapatero dovrà ora chiarire anche la provenienza dei preziosi e dimostrare il pagamento di dazi e imposte legati alla loro eventuale importazione. Le accuse contestate sono frode fiscale e contrabbando.

In un primo momento, il portavoce dell'ex capo del governo aveva parlato di gioielli dal valore compreso tra 30 e 50 mila euro, sostenendo che provenissero da eredità familiari e da regali ricevuti nel corso degli anni. Dopo la diffusione della perizia, ha però chiesto scusa per aver fornito una stima rivelatasi errata. Lo stesso Zapatero, secondo il suo entourage, fornirà spiegazioni davanti ai giudici.

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Papa Leone alle Canarie dice: "Siamo tutti migranti"

Roma, 12 giu. (askanews) - Un forte appello morale a sostegno dei migranti, in continuità con quelli del suo predecessore, Papa Francesco; è stato lanciato da Leone XIV alle Canarie, isole atlantiche spagnole oggetto di enormi flussi migratori dall'Africa occidentale, ultima tappa del suo viaggio in Spagna. Nel solo 2025 circa 1200 persone sono morte o risultate disperse durante il pericolosissimo viaggio nell'oceano, secondo i dati l'Organizzazione internazionale per le migrazioni.

"Cari fratelli e sorelle, in un certo senso, siamo tutti migranti. Siamo tutti pellegrini in cammino verso la patria celeste", ha detto il Papa, che durante i suoi discorsi si è espresso sia in spagnolo che francese, parlato o compreso da molti dei migranti africani che arrivano alla Canarie.

Definendo l'integrazione un "percorso reciproco", il Papa ha esortato i migranti a imparare la lingua del Paese ospitante, "a rispettarne le leggi, a conoscerne i costumi e a partecipare alla vita della comunità", durante un incontro a Tenerife con le organizzazioni che operano a favore dei migranti. Allo stesso tempo, ha insistito sul fatto che "integrare non significa cancellare la storia di chi arriva né pretendere che si lasci alle spalle tutto ciò che fa parte della sua memoria".

"Una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso in questi cimiteri del mare. Ogni vita persa su queste rotte è un fallimento per la famiglia umana". "Ma - ha aggiunto - esiste anche un naufragio silenzioso dopo l'arrivo: ritrovarsi soli in una città, senza lingua, senza legami, senza lavoro, senza fiducia ed esposti a chi approfitta della vulnerabilità. Integrare significa impedire quel secondo naufragio, significa aiutare chi è arrivato ferito a non rimanere per sempre bloccato nel proprio dolore, ma a rimettersi in piedi, a riconoscere i propri doni e a offrirli alla comunità".

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Fontana (CONAI): dal riciclo al riuso, una sfida per l'Italia

Mantova, 12 giu. (askanews) - "Oggi parliamo proprio qui al forum di Symbola del tema del patriottismo dolce. Ecco, dovremmo in questo senso essere più consapevoli di quelli che sono i nostri punti di forza, e certamente non fermarci sugli allori perché il fatto di essere primi in Europa per il riciclo pro capite dei materiali di imballaggio non significa che abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Anzi: vuol dire che partiamo da un primato che ci impone una responsabilità in più rispetto a chi questo valore non lo ha ancora raggiunto. Responsabilità in più che è quella di riuscire a trasformare le sfide che ci attendono per migliorare e ridurre sempre di più l'impatto ambientale e decarbonizzare la nostra economia, per promuovere soluzioni che vadano verso imballaggi riutilizzabili, fatti di materiale riciclato - questa è la essere la vera sfida - e sempre più riciclabili. Noi siamo abituati a parlare di raccolta differenziata e riciclo. Il futuro impone di parlare di più di riuso e riciclato, all'interno di beni e anche di imballaggi". Lo ha detto Simona Fontana, direttrice generale Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), intervistata da askanews a Mantova alla seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

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L'acqua, bene primario ed essenziale

Roma, 12 giu. (askanews) - Presentato, presso l'aula Giulio Cesare del Campidoglio, il Protocollo d'intesa tra l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale (AUBAC), nell'ambito del Consiglio tematico "Comuni italiani - Pianeta Acqua", promosso dalla Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli comunali ANCI.

A quindici anni dal referendum sull'acqua pubblica, si è così riaffermato il valore dell'acqua come bene primario essenziale e il ruolo centrale dei Comuni. Ha parlato così Marco Casini, Segretario Generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale: "La prima cosa che faremo sarà quella di metterli a conoscenza di tutti gli strumenti di pianificazione che l'autorità produce, perché sono quelli orientati alla prevenzione e alla riduzione del rischio. Il secondo aspetto sarà l'integrazione di questi strumenti con la pianificazione comunale, quindi i piani regolatori. Oggi la cosa più importante è che pianificazione di bacino e pianificazione a livello regionale e comunale, siano assolutamente integrate. Da ultimo ci impegneremo anche a supportarli nel trovare finanziamenti e nel realizzare opere che sono finalizzate proprio alla mitigazione del rischio, alla tutela dei cittadini e allo sviluppo economico e ambientale del territorio".

L'obiettivo è quello di rafforzare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali nella corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino, con riferimento ai Piani di Assetto Idrogeologico, al Piano di gestione del rischio alluvioni e al Piano di gestione delle acque.

"Le attività sono essenzialmente tre: la prima è quella della riduzione delle dispersioni, le nostre reti disperdono ancora troppa acqua, oltre il 40%, e quindi questo è l'intervento prioritario perchè l'acqua non va sprecata. La seconda riguarda le infrastrutture, dobbiamo lavorare sia in manutenzione che in nuove infrastrutture, nuove basi e nuove connessioni. La terza è quella della conoscenza e della pianificazione di bacino, per poter gestire l'acqua e poterla governare. Il ciclo dell'acqua deve essere conosciuto, dobbiamo sapere esattamente dove l'acqua c'è, dove manca, in che modo viene utilizzata e quali sono gli usi per cui è destinata" ha aggiunto Casini.

A queste parole hanno fatto eco quelle di Gaetano Manfredi, presidente dell'ANCI e sindaco di Napoli: "La collaborazione con l'Autorità di bacino dell'Appennino Centrale rappresenta un passo strategico fondamentale per i nostri territori. La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come ANCI, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo Protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l'innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale".

L'accordo si inserisce nel percorso avviato da ANCI sul tema "Pianeta Acqua", per promuovere una nuova cultura pubblica della risorsa idrica e la collaborazione con AUBAC è un passo significativo per una governance dell'acqua più integrata, fondata su cooperazione tra istituzioni, qualità dei dati, prevenzione dei rischi e centralità dei territori.

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