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L'arazzo di Bayeux, antenato del fumetto, a Londra dopo un viaggio epico

di TMNews venerdì 10 luglio 2026
2' di lettura

Londra, 10 lug. (askanews) - L'arazzo di Bayeux, capolavoro millenario, è arrivato per la prima volta nel Regno Unito, dopo aver affrontato un viaggio epico cominciato in Normandia, nel nord della Francia. Un'operazione notturna condotta nel massimo riserbo, dopo anni di trattative, con una complessa pianificazione logistica e numerosi studi tecnici per garantire l'integrità di quest'opera d'arte medievale di altissimo valore e con misure fuori scala, che hanno reso lo spostamento ancora più complesso.

L'arazzo dell'XI secolo racconta la campagna vittoriosa in Inghilterra da parte del normanno Guglielmo il Conquistatore. Un racconto a ricamo lungo 70 metri, sequenza dopo sequenza, con una struttura così fuori canone per l'epoca da essere considerato un antenato dei fumetti.

"È stato davvero speciale poter assistere all'arrivo dell'Arazzo di Bayeux e, soprattutto, vederlo tornare su queste sponde per la prima volta dopo probabilmente mille anni. È un momento unico", ha commentato Nicholas Cullinan, direttore del British Museum di Londra, dove l'opera sarà esposta per quasi un anno, da settembre 2026 a luglio 2027.

Un prestito deciso dai leader di Francia e Inghilterra per rivitalizzare i legami culturali fra i due Paesi, a 10 anni dalla Brexit. Non senza qualche polemica da parte francese di esperti che temono per l'integrità dell'opera, già deteriorata.

Per salvaguardarla è stato creato un sistema di doppia cassa che ha ridotto del 96% le vibrazioni legate al trasporto - uno dei rischi principali - ha mantenuto stabili temperatura e umidità. Costi tutti a carico del Regno Unito, per un importo che non è stato reso noto.

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Machina Sacra, la processione guidata dall'intelligenza artificiale

Milano, 10 lug. (askanews) - Può l'intelligenza artificiale diventare la guida di una processione? È la provocazione di Machina Sacra, progetto artistico presentato a Bosco, nel Cilento, che gli autori definiscono la prima processione digitale realizzata in Italia.

Al posto della tradizionale statua sacra, c'è un grande schermo trasportato in corteo. I lumini sono invece rimpiazzati dagli smartphone dei partecipanti. Attraverso un QR code, ogni telefono si collega all'opera diffondendo una litania digitale e illuminando il percorso, mentre un sistema di intelligenza artificiale coordina da remoto l'intera esperienza.

Machina Sacra propone una riflessione sul rapporto tra spiritualità, tecnologia e collettività, nell'anno dell'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata al rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale. Per gli autori del progetto, Max Magaldi e Matteo Mandelli, l'obiettivo non è mettere in discussione la fede, ma osservare come cambiano i simboli e i rituali del nostro tempo.

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MonitorCH4: a Bologna il meeting sulle emissioni di metano

Bologna, 10 lug. (askanews) - Si è svolta a Bologna la seconda edizione di MonitorCH4, convegno dedicato al confronto tra i principali attori coinvolti nella normativa energetico-ambientale europea sulle emissioni di metano. Quest'anno l'evento, promosso da Amici della Terra, si è aperto al panorama europeo con una parte espositiva dedicata alle tecnologie, alle pratiche operative e al quadro regolatorio per il monitoraggio, la quantificazione e la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra, ha coordinato la mattinata, spiegando perchè è importante soffermarsi su tematiche simili.

"Il senso di MonitorCH4 è di far conoscere le tecnologie e i servizi che sono già disponibili per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, oltre alle esperienze degli operatori che già fanno questi interventi in modo molto significativo. Questo consente di accelerare le iniziative per la riduzione di queste emissioni climalteranti, che hanno un impatto molto forte nel breve periodo. Una tonnellata di emissioni di metano nel breve periodo a 20 anni ha un effetto 80 volte superiore a quello della CO2" ha dichiarato Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra

Durante la seconda edizione di MonitorCH4 si sono susseguiti interventi sia istituzionali che dei rappresentanti d'industria presenti, mostrando quanto vivo sia il dialogo fra le parti, come sottolineato da Francesca Di Macco, Focal Point per l'implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

"L'Italia è sicuramente tra i Paesi membri che hanno mostrato il maggiore impegno nell'attuazione del regolamento sulle emissioni di metano. Sicuramente possiamo vantare molti obiettivi raggiunti, sia dal lato della futura autorità competente, che sarà il Ministero, che dal lato degli operatori. C'è stata una forte collaborazione" ha aggiunto Francesca Di Macco, Focal Point per l'implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Accanto alla conferenza, è stata aperta un'area Expo, che ha visto la presenza di imprese attive nello sviluppo di soluzioni per il rilevamento, la quantificazione, la digitalizzazione, la riparazione e la riduzione delle emissioni di metano. Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia, ha evidenziato il valore di momenti come questo per tutto il settore.

"Rispettare le regole europee significa migliorare moltissimo l'ambiente, in particolare sulla riduzione delle emissioni di metano, perché sono 80 volte più climalteranti della CO2, anche se se ne parla poco. Le regole è possibile rispettarle nella misura in cui raccogliamo anche tutti quanti i segnali che ci arrivano dalle imprese tecnologiche già molto impegnate nella riduzione dell'ambiente, cioè quelle che si sono presentate qui" ha concluso Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia

L'evento, che ha anche permesso di passare in rassegna le tecnologie già disponibili per la misurazione e la verifica delle emissioni, è stato l'occasione per fare il punto della situazione sul settore dell'energia e delle emissioni di metano, dando anche accenno all'approccio positivo sia del Regolamento UE in materia che del suo rispetto all'interno del nostro Paese.

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Nizza, a 10 anni dall'attentato: "Ferite che non guariscono"

Nizza, 10 lug. (askanews) - "Queste sono ferite che non vengono mai curate" ricorda il tenente colonnello Olivier Riquier, comandante delle operazioni di soccorso quel giorno a Nizza, poco prima del decimo anniversario dell'attentato terroristico in cui persero la vita in 86, la sera della festa del 14 luglio 2016, sulla Promenade des Anglais, più di 400 i feriti.

Un camion da 19 tonnellate, mentre migliaia di persone stavano assistendo allo spettacolo pirotecnico per la festa nazionale francese sulla passeggiata sul lungomare, si scagliò a tutta velocità sulla folla: fu una strage.

La città si prepara a commemorare le sue vittime con un omaggio sobrio: 86 fasci blu saranno rivolti verso il cielo alle 22:34, ora dell'attentato, mentre la Francia giocherà la semifinale dei Mondiali. In mattinata, una marcia solenne lungo il percorso del camion, poi una cerimonia con Macron. Ma anche molti anni dopo, lo shock e il ricordo resta indelebile per molti, soprattutto per chi era lì.

"Il 14 luglio, per me, è un giorno di lutto, non è più un giorno di festa - racconta Alexandra, che si trovava sulla Promenade des Anglais la sera dell'attacco ed è sopravvissuta - penso che non potrò mai più festeggiare il 14 luglio sia per rispetto verso le persone che sono morte sia perché sinceramente dentro di me non mi sento di festeggiare quel giorno. È stato davvero difficile".

"Con queste ferite ci si convive - sottolinea ancora il tenente colonnello che guidò i soccorso - mi sembra che questo sia l'intervento più grande che abbia mai fatto in vita mia, eppure è quello che non avrei mai voluto vivere. È strano vivere con queste sensazioni".

"Non ero preparato, perché non siamo mai preparati a questo", dice Philippe Pradal, sindaco di Nizza all'epoca dell'attentato, "a Nizza ora il 14 luglio c'è una doppia commemorazione. Sì, è la festa nazionale, ma è anche la triste e spaventosa commemorazione dell'attentato".

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"Mustang", il docufilm di Kasia Smutniak sul progetto con Taricone

Roma, 10 lug. (askanews) - Kasia Smutniak torna dietro la macchina da presa dopo "Mur", vincitore del Nastro d'Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale e dirige "Mustang", racconto intimo e inedito che nasce dal primo viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone nella remota regione del Mustang, in Nepal, e racconta oltre vent'anni di vita.

Nella clip, le prime immagini del docufilm scritto dalla stessa Kasia Smutniak e da Marella Bombini.Nel 2003 Kasia e Pietro si conoscono da poco quando, zaino in spalla e una piccola telecamera, partono per il Mustang. Quel luogo sospeso nel tempo, dove non esiste neppure la strada, diventa parte di loro e lì si scambiano una promessa: tornare un giorno e fare qualcosa per proteggere quella cultura. Ma il corso degli eventi cambia improvvisamente e insieme non ci torneranno più.

Molti anni dopo la loro figlia Sophie riscopre le immagini di quel primo viaggio e di quelli che sua madre ha fatto poi con lei da bambina. È in questo percorso che nasce l'incontro con una donna speciale, Kunzom e con lei si realizza la promessa fatta un tempo: costruire una scuola che consente ai bambini di quella regione di proseguire gli studi senza dover abbandonare le loro famiglie. Attraverso la voce di Sophie, il racconto ripercorre oltre vent'anni di vita, tra memoria personale e storia collettiva, in un viaggio che attraversa il tempo e le generazioni, cercando ciò che resta quando tutto si trasforma in quel flusso incessante che in Mustang chiamano Samsara.

"Mustang" è una produzione Fandango in associazione con Luce Cinecittà in associazione con Pietro Taricone Onlus con il sostegno di Unione Buddhista italiana ed è prodotto da Domenico Procacci e Kasia Smutniak. L'opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo del Ministero della Cultura.

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