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Frijia (FdI): in riforma porti governance investimenti organici

di TMNews mercoledì 22 luglio 2026
1' di lettura

Roma, 22 lug. (askanews) - "Sui problemi idrici è necessaria una visione di ampio respiro. In questa direzione il governo ha istituito una cabina di regia che lavora a provvedimenti di lungo periodo. Il tema dello spreco d'acqua coinvolge anche le aziende del settore, chiamate a garantire maggiore sicurezza, ma va considerato che la gestione idrica si sviluppa su tre livelli: il mare, dove l'acqua confluisce e che va tutelato anche per garantire navigazione e commerci; le acque interne dolci; il sottosuolo marino, sul quale il governo è impegnato perché vi transitano infrastrutture strategiche". Lo ha detto Maria Grazia Frijia (FdI), componente della Commissione Trasporti della Camera, intervenendo a Largo Chigi, format di Urania News. "Gli investimenti sono fondamentali. Il governo sta portando avanti la riforma dei porti con l'obiettivo di creare una governance strutturale, attraverso una società capace di convogliare gli investimenti in modo organico e coordinato".

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Norvegia, a Olso cerimonia per le 77 vittime a 15 anni dalla strage

Oslo, 22 lug. (askanews) - In Norvegia si ricorda la strage del 22 luglio 2011, cerimonia a Oslo, 15 anni dopo, in memoria delle 77 vittime dell'attentato per cui è stato inaugurato un memoriale.

Quel giorno l'estremista di estrema destra, Anders Behring Breivik, fece esplodere una bomba in un furgone fuori dalla sede del governo, morirono otto persone, prima di ucciderne altre 69 per lo più adolescenti, sull'isola di Utoya dove era in corso un campo estivo.

Alla commemorazione è intervenuto anche il primo ministro Jonas Gahr Store: "È stato un attacco ai valori fondamentali su cui è costruito il nostro Paese. Diritti umani, uguaglianza, parità di genere, diversità e tolleranza. Attentamente pianificato, un atto deliberato radicato in atteggiamenti estremisti di estrema destra" ha detto.

TMNews

Economia del mare, La Spezia si conferma eccellenza nazionale

La Spezia, 22 lug. (askanews) - Cantieristica, turismo, portualità e innovazione. Sono questi i punti di forza che permettono a La Spezia di confermarsi tra i territori leader della Blue Economy italiana. A certificarlo è il XIV Rapporto sull'Economia del Mare, che fotografa una provincia sempre più specializzata nelle attività legate al mare e capace di rafforzare il proprio peso nell'economia nazionale.

"È stato fatto un lavoro importante in questi anni, puntando sull'innovazione e sul collegamento con il mondo universitario, soprattutto grazie alle aziende che hanno investito tantissimo. È anche grazie a questa tradizione, che a La Spezia affonda le radici dalla metà dell'Ottocento, che siamo riusciti a diventare primi in Italia per incidenza dell'economia del mare sul totale dell'economia" ha dichiarato Pierluigi Peracchini, Sindaco di La Spezia.

A trainare La Spezia sono soprattutto due settori: la cantieristica e il turismo. La provincia è prima in Italia per incidenza delle imprese della Blue Economy sul totale del tessuto economico locale, con il 17,5%, di cui il 12,1% legato al turismo. Primo posto anche per il peso della cantieristica sull'export provinciale, che raggiunge il 61,6%, con un valore delle esportazioni salito a 1,165 miliardi di euro. Cresce anche l'occupazione, con 15.336 addetti pari al 15,8% del totale, dato che vale il terzo posto nazionale, mentre il Sistema Mare genera il 17,1% del valore aggiunto dell'economia provinciale.

"La Spezia era caratterizzata soprattutto dal porto militare e dal porto commerciale. Oggi, grazie all'innovazione legata al Miglio Blu, siamo diventati leader mondiali nella produzione di megayacht: il 26% della produzione mondiale avviene a La Spezia, con oltre 16mila occupati. Inoltre, grazie agli investimenti sul turismo, siamo passati da 100 mila a un milione e mezzo di presenze, cambiando l'economia della città e della provincia, con prospettive molto importanti per il futuro" ha proseguito Peracchini.

Ma il rapporto non fotografa soltanto i risultati raggiunti. Indica anche le prospettive di un settore destinato ad avere un ruolo sempre più centrale nei campi della difesa, dell'innovazione e delle tecnologie subacquee.

"La storia ci insegna che chi domina il mare domina il mondo. La Spezia ha avuto questo destino nel passato e lo avrà anche nel futuro, grazie alle opportunità offerte dal polo nazionale della dimensione subacquea: dalla tutela delle reti energetiche e di comunicazione alla ricerca sulle terre rare. Un settore strategico che già oggi ci sta dando grandi opportunità" ha concluso Peracchini.

Insomma, tra numeri e prospettive è ancora il mare ciò su cui la Spezia punta per consolidare il proprio futuro.

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Difesa, Gasparri: AIAD valorizza sistema industriale italiano

Roma, 22 lug. (askanews) - "Abbiamo apprezzato, una volta di più, il lavoro di coordinamento e rappresentanza svolto da AIAD. In un settore composto da numerose realtà importanti, dai principali operatori come Leonardo alle medie e piccole imprese, è necessario un momento di raccordo. AIAD valorizza il contributo delle aziende, dei distretti territoriali e di una presenza industriale articolata a livello regionale. L'Italia può quindi essere protagonista in un comparto ad alta innovazione e ad elevato contenuto tecnologico".

È quanto dichiara il sen. Maurizio Gasparri, Presidente della 3 Commissione permanente (Affari esteri e difesa) del Senato della Repubblica, presso il Media Space AIAD al Farnborough International Airshow.

"Nel corso di questa visita - prosegue Gasparri -, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, abbiamo potuto constatare anche la capacità italiana di guardare al futuro attraverso il programma GCAP, sviluppato in collaborazione con Giappone e Regno Unito, e grazie al contributo di una miriade di piccole e medie imprese".

"Senza difesa non ci sono libertà, sicurezza e futuro. Non si tratta di sottrarre risorse alla spesa sociale, che resta fondamentale, ma di comprendere che, senza garantire la libertà e l'autonomia dei popoli, si finisce per dipendere da altri, rinunciando alla propria sovranità e libertà. A livello europeo auspichiamo un raccordo sempre più forte, capace di favorire la ricerca e gli impegni comuni, rendere la spesa più razionale, evitare dispersioni di risorse e rafforzare la capacità di difenderci tutti insieme", conclude.

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Giffoni promuove il riciclo degli pneumatici fuori uso

Giffoni Valle Piana, 22 lug. (askanews) - C'è un filo che a Giffoni, quest'anno, unisce il cinema, lo sport e l'ambiente: è l'idea che ciò che sembra arrivato alla fine possa trasformarsi in un nuovo inizio. Il tema dell'edizione 2026, "Le cose impossibili", trova un interprete perfetto in Ecopneus, per la prima volta Sustainability Partner del Festival.

Ecopneus è una delle società senza scopo di lucro che in Italia si occupano di raccogliere e riciclare gli Pneumatici Fuori Uso. E proprio quegli pneumatici, arrivati a fine corsa, tornano a vivere: solo nel 2025 il Consorzio ne ha raccolte quasi 200mila tonnellate, trasformate in nuove risorse per lo sport, le città e le comunità.

A Giffoni quella trasformazione si tocca con mano: un carpet realizzato in gomma riciclata accoglie ospiti e protagonisti, mentre nell'arena sportiva la stessa gomma diventa la pavimentazione di un campo da basket 3x3.

Le parole di Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale Ecopneus: "Cinema sport sono linguaggi universali, sono linguaggi fondamentali proprio per comunicare e promuovere la cultura della sostenibilità. E poi il tema di quest'anno di Giffoni, le sfide impossibili, era una scommessa alla quale non potevamo sottrarreci, perché è un po' alla base anche dei principi dell'economia circolare. Ciò che sembra impossibile, ciò che sembra avere avuto una fine."

Il 21 luglio, sul palco di Giffoni Sport, la sostenibilità ha incontrato lo sport in un talk dedicato alle storie di rinascita. Perché un percorso che sembra interrotto uno pneumatico a fine vita, ma anche un infortunio o un errore a volte ha solo bisogno di una deviazione per ripartire.

Lo sa bene Giulia Imperio, campionessa europea di pesistica, che ha raccontato la fatica di tornare in pedana dopo lo stop e la vittoria di Batumi 2026, vissuta come una rinascita personale.

L'intervista a Giulia Imperio, Atleta: "Sono stati sei mesi di buio totale per me: sono passata da fare quello che facevo tutti i giorni in maniera costante a non farlo più completamente, ho avuto una sensazione di vuoto. Questo momento mi ha regalato tanta consapevolezza in più per quanto riguarda proprio la mia forza, nel senso che ho scoperto di essere molto più forte in realtà"

E lo sa Giacomo "Gek" Galanda, tra i più grandi cestisti della Nazionale, che di quel tiro sbagliato a Sydney 2000 ha fatto non una condanna, ma il trampolino verso l'argento olimpico di Atene 2004.

Il commento di Giacomo Galanda, ex cestista: "Nel momento in cui ho sbagliato quel tiro nel 2000, è stato un momento più che altro di uno stop mio personale, nel quale ho dovuto rimettermi in gioco, fare una valutazione di quelle che potevano essere poi le possibilità per crescere, per migliorarsi. Perché gli stop possono essere degli stop definitivi, ma in realtà se ragioniamo e sappiamo come poterli affrontare possiamo anche andare oltre"

Tre viaggi diversi, un'unica lezione per i ragazzi di Giffoni: uno stop non definisce chi sei, ma è spesso l'inizio di una traiettoria nuova. Come per uno pneumatico che, invece di diventare rifiuto, sceglie di lasciare una traccia. Positiva, solida e duratura.

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