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La Russa: non condividevo idee Guccini, ma apprezzavo la sua musica

di TMNews venerdì 7 agosto 2026
1' di lettura

Roma, 7 ago. (askanews) -"Mi fa piacere ricordare la commossa partecipazione del Senato alla scomparsa di Francesco Guccini, che ha accompagnato con la sua musica e le sue canzoni intere generazioni di giovani. Io che ho rispettato ma non condiviso alcune sue idee di tipo politico, ho invece apprezzato la sua musica, il suo coinvolgimento, la sua linearità. Quindi mi pare giusto e bello poterlo onorare qui al Senato": così il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato in aula il cantautore Francesco Guccini, scomparso a 86 anni il 6 agosto.

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Museo Emigrazione Italiana: da Marcinelle a sicurezza sul lavoro oggi

Roma, 7 ago. (askanews) - L'8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio, morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Una tragedia che segnò profondamente la storia dell'emigrazione italiana e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più drammatici del prezzo pagato da migliaia di uomini costretti a lasciare il proprio Paese in cerca di un futuro migliore. Una data simbolo, divenuta Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

A 70 anni da quel disastro, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana dedica un nuovo video alla memoria di Marcinelle, inserendola nel più ampio racconto dell'emigrazione del secondo dopoguerra e delle condizioni di vita e di lavoro affrontate da migliaia di italiani all'estero. Un video fatto di dati e impreziosito dalle immagini originali dell'Archivio Istituto Luce partner del Mei, che sottolinea come la tragedia di Marcinelle non appartenga soltanto al passato.

Il racconto di Marcinelle diventa infatti un'occasione per interrogarsi sul tema della sicurezza sul lavoro, ancora oggi drammaticamente attuale. Dalla Thyssenkrupp di Torino alla rete ferroviaria di Brandizzo passando per la centrale idroelettrica di Suviana, fino alle morti dei braccianti immigrati, il documentario richiama l'attenzione sulla necessità di custodire la memoria non come semplice esercizio commemorativo, ma come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva. I dati infatti parlano chiaro: ogni anno nell'Unione europea si contano ancora circa 3.000 vittime di incidenti sul lavoro, a testimonianza di una sfida che continua a essere drammaticamente attuale.

"Marcinelle non appartiene soltanto alla storia dell'emigrazione italiana, è una pagina fondamentale della storia civile del nostro Paese e di un'Europa che con fatica abbiamo saputo costruire e che abbiamo il dovere di preservare. Ricordare quella tragedia significa restituire un volto e una voce a uomini che lasciarono l'Italia in cerca di un futuro migliore e che pagarono un prezzo altissimo con il proprio lavoro, come succede ancora oggi anche a tanti immigrati nel nostro Paese. Ma significa anche ricordarci che il tema della sicurezza è ancora pesantemente attuale. A settant'anni di distanza, gli incidenti sul lavoro continuano purtroppo a segnare le cronache: per questo la memoria deve aiutarci a leggere il presente e a rafforzare la cultura della prevenzione, della dignità del lavoro e della responsabilità collettiva, per avere regole più stringenti su questo tema. Proprio per rendere omaggio nel migliore dei modi quei 136 italiani che lì persero la vita", ha affermato Paolo Masini, Presidente di Fondazione MEI.

La memoria di Marcinelle vive anche nel percorso museale permanente, dove i visitatori possono ascoltare la testimonianza di Urbano Ciacci, minatore al Bois du Cazier sopravvissuto alla tragedia grazie a un congedo matrimoniale che lo trattenne in Italia proprio nei giorni dell'incendio. La sua voce, raccolta nell'ambito del progetto Italiani d'Europa realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, restituisce ai visitatori una testimonianza diretta di straordinaria intensità.

TMNews

Usa, 600mila zanzare liberate per combattere le zanzare

Silver Spring, 7 ago. (askanews) - Liberare zanzare per ridurre il numero delle zanzare. Succede nei dintorni di Washington, dove entro la fine dell'estate saranno rilasciati circa 600mila esemplari maschi di zanzara tigre.

I maschi non pungono e portano un batterio chiamato Wolbachia. Quando si accoppiano con femmine selvatiche non infette, le uova non si schiudono e la popolazione della specie può diminuire.

È il primo servizio di questo tipo negli Stati Uniti rivolto direttamente ai clienti residenziali. Venticinque famiglie hanno aderito quest'anno al programma: ciascuna riceve 1.500 zanzare alla settimana per 16 settimane.

L'obiettivo è offrire un'alternativa ai trattamenti chimici e intervenire soltanto sulla zanzara tigre, una specie invasiva che può trasmettere malattie come la dengue. L'efficacia può però variare in base alle condizioni locali e alla presenza di zanzare provenienti dalle aree circostanti.

"Per la prima volta offriamo questo servizio e siamo gli unici a farlo per le abitazioni in tutto il Paese - spiega Todd Montgomery, fondatore Bee Safe Mosquito Control

- I maschi ZAP sono zanzare maschio che, una volta liberate, si accoppiano con le femmine selvatiche, facendo sì che queste diventino sterili per il resto della loro vita. È un sistema molto specifico: colpisce soltanto una specie, l'Aedes albopictus, conosciuta come zanzara tigre. Quindi non danneggia nient'altro. E poiché la zanzara tigre è una specie invasiva, eliminarla non danneggia l'ecosistema, perché qui non dovrebbe essere presente"

"Ho aderito subito - dice April Chunko, residente di Silver Spring - perché sta riducendo la popolazione delle zanzare in un modo molto rispettoso e sostenibile dal punto di vista ambientale. Credo che sia importante per tutti noi, perché tutti mangiamo ciò che viene dalla terra, beviamo l'acqua e non vogliamo che le sostanze chimiche finiscano nell'acqua e nel cibo al ritmo con cui sta accadendo".

TMNews

Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano accordo difesa "La Mecca"

Milano, 7 ago. (askanews) - Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato "l'Accordo di Difesa Congiunta La Mecca, che stabilisce che qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi degli Stati sarà considerato un attacco contro tutti". E' quanto ha reso noto il ministero degli Esteri pachistano.

L'accordo è stato siglato nella città santa dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan e dal premier pachistano, Shehbaz Sharif.

Nel comunicato, il ministero degli Esteri pachistano ha affermato che l'accordo "rispecchia l'impegno condiviso dei tre Paesi a rafforzare la loro sicurezza collettiva e a promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre".

"L'accordo mira a rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione e stabilisce che qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti e tre - ha aggiunto - inoltre prevede il potenziamento di tutti gli aspetti della cooperazione in materia di difesa tra i tre Paesi".

Il premier pachistano è giunto ieri in Arabia Saudita, dove oggi ha avuto un bilaterale con Bin Salman prima della firma dell'accordo. Anche Erdogan, giunto questa mattina nel Paese, ha avuto un bilaterale con il principe saudita.

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Taiwan, anche i civili si preparano a un possibile attacco cinese

Kaohsiung, 7 ago. (askanews) - Sirene antiaeree, strade svuotate, cittadini nei rifugi e ostacoli anticarro. Taiwan prepara anche la popolazione civile all'eventualità di un attacco cinese. A Kaohsiung e nella contea di Pingtung si sono svolte esercitazioni di resilienza urbana nell'ambito delle manovre annuali Han Kuang, in programma dal 5 al 14 agosto. Cittadini e lavoratori hanno raggiunto i sotterranei di supermercati, stazioni della metropolitana e uffici pubblici, simulando le procedure da seguire in caso di allarme aereo. A Pingtung sono stati allestiti spazi medici d'emergenza e simulata la distribuzione di aiuti. Sulle strade di Kaohsiung sono comparsi blocchi e ostacoli anticarro.

Le esercitazioni coinvolgono quest'anno militari e civili in diversi scenari di attacco. Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e ha minacciato di usare la forza per prenderne il controllo.

"Credo che queste esercitazioni - dice Huang Chun-yen, responsabile di supermercato - siano molto importanti. Di solito restiamo semplicemente al chiuso invece di andare nei sotterranei o in altri luoghi dove ripararci. Questa esercitazione ci ha insegnato che, quando suona la sirena, dobbiamo assumere la corretta posizione di protezione invece di continuare a muoverci all'interno".

Per Chen Ching-kuei, tassista, "Queste esercitazioni insegnano alla gente cosa fare. Molti anziani non lo sanno. Così, se dovesse scoppiare una guerra e venissero lanciati missili, saprebbero come comportarsi".

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