Museo Emigrazione Italiana: da Marcinelle a sicurezza sul lavoro oggi
Roma, 7 ago. (askanews) - L'8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio, morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Una tragedia che segnò profondamente la storia dell'emigrazione italiana e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più drammatici del prezzo pagato da migliaia di uomini costretti a lasciare il proprio Paese in cerca di un futuro migliore. Una data simbolo, divenuta Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
A 70 anni da quel disastro, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana dedica un nuovo video alla memoria di Marcinelle, inserendola nel più ampio racconto dell'emigrazione del secondo dopoguerra e delle condizioni di vita e di lavoro affrontate da migliaia di italiani all'estero. Un video fatto di dati e impreziosito dalle immagini originali dell'Archivio Istituto Luce partner del Mei, che sottolinea come la tragedia di Marcinelle non appartenga soltanto al passato.
Il racconto di Marcinelle diventa infatti un'occasione per interrogarsi sul tema della sicurezza sul lavoro, ancora oggi drammaticamente attuale. Dalla Thyssenkrupp di Torino alla rete ferroviaria di Brandizzo passando per la centrale idroelettrica di Suviana, fino alle morti dei braccianti immigrati, il documentario richiama l'attenzione sulla necessità di custodire la memoria non come semplice esercizio commemorativo, ma come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva. I dati infatti parlano chiaro: ogni anno nell'Unione europea si contano ancora circa 3.000 vittime di incidenti sul lavoro, a testimonianza di una sfida che continua a essere drammaticamente attuale.
"Marcinelle non appartiene soltanto alla storia dell'emigrazione italiana, è una pagina fondamentale della storia civile del nostro Paese e di un'Europa che con fatica abbiamo saputo costruire e che abbiamo il dovere di preservare. Ricordare quella tragedia significa restituire un volto e una voce a uomini che lasciarono l'Italia in cerca di un futuro migliore e che pagarono un prezzo altissimo con il proprio lavoro, come succede ancora oggi anche a tanti immigrati nel nostro Paese. Ma significa anche ricordarci che il tema della sicurezza è ancora pesantemente attuale. A settant'anni di distanza, gli incidenti sul lavoro continuano purtroppo a segnare le cronache: per questo la memoria deve aiutarci a leggere il presente e a rafforzare la cultura della prevenzione, della dignità del lavoro e della responsabilità collettiva, per avere regole più stringenti su questo tema. Proprio per rendere omaggio nel migliore dei modi quei 136 italiani che lì persero la vita", ha affermato Paolo Masini, Presidente di Fondazione MEI.
La memoria di Marcinelle vive anche nel percorso museale permanente, dove i visitatori possono ascoltare la testimonianza di Urbano Ciacci, minatore al Bois du Cazier sopravvissuto alla tragedia grazie a un congedo matrimoniale che lo trattenne in Italia proprio nei giorni dell'incendio. La sua voce, raccolta nell'ambito del progetto Italiani d'Europa realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, restituisce ai visitatori una testimonianza diretta di straordinaria intensità.