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Colombia, terremoto di magnitudo 7.4: gente in strada a Cali e Bogotà

di TMNews lunedì 10 agosto 2026
1' di lettura

Roma, 10 ago. (askanews) - Immagini di gente in strada ed edifici danneggiati a Cali e Bogotà, dopo che un forte terremoto ha scosso la Colombia e i paesi latinoamericani confinanti, con squadre mediche che si sono precipitate in soccorso delle vittime in seguito al crollo di edifici in diverse città.

Il servizio geologico colombiano e la sua controparte statunitense, l'USGS, hanno stimato la magnitudo a 7.4, con epicentro a 100 km (60 miglia) di profondità nella parte occidentale del paese. La Colombia aveva inizialmente stimato una magnitudo di 6.6.

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In Olanda un paesino rischia di scomparire in nome dell'energia pulita

Roma, 10 ago. (askanews) - Il piccolo villaggio di Moerdijk in Olanda, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e poi alle inondazioni, rischia di essere raso al suolo in nome dell'energia pulita. "Moerdijk deve rimanere" si legge su alcune bandierine che sventolano sulle case del porto. Pim Meijer, coordinatore del collettivo che riunisce circa la metà dei residenti:

"Il sentimento prevalente è di rabbia, incredulità e sfiducia nei confronti del governo. Perché dobbiamo andarcene? Perché non può essere da qualche altra parte?", afferma ad Afp.

"Alcune persone vivono qui da generazioni e, a causa della continua incertezza, stanno ora decidendo di andarsene", aggiunge.

"Ho un amico che vive da solo - racconta ad Afp questo pensionato, Bob Spaans - Abita proprio accanto a un altro mio amico. E quando il venerdì si beve la sua birra ed è ancora un po' stordito, esce di casa e dice: 'Jan, ti va una tazza di caffè?'. Questo è Moerdijk, e tutto questo sta per scomparire. Non lo vivrai da nessun'altra parte".

La maggior parte dei 1.150 abitanti è contraria al progetto. La "colpa" di questo paesino risiede nella sua posizione strategica:

"Il villaggio si trova in una posizione ideale, a metà strada tra i porti di Rotterdam e Anversa, in una zona perfetta per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica. Ora pensano di poter produrre energia qui, e questo significherebbe che il villaggio, in pratica, scomparirebbe", dichiara ad Afp Patrick Witte, professore associato di Pianificazione territoriale.

"C'è un'opzione che consentirebbe al villaggio di sopravvivere: il progetto dovrebbe avere dimensioni ridotte", sottolinea il Professore Witte, sostenendo tuttavia che il Paesino rimarrebbe schiacciato tra gli impianti per la transizione energetica, il porto e l'autostrada.

Il sindaco del paese, Aart-Jan Moerkerke, sta con i suoi cittadini:

"La nostra principale frustrazione è che non riceviamo alcuna chiarezza dal governo nazionale: di quanti ettari stiamo parlando esattamente? Cosa farete per i nostri cittadini? Solo con risposte chiare potremo ritrovare fiducia nel futuro".

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Siccità a Londra, le rive di uno stagno prosciugate

Londra, 10 ago. (askanews) - Alcune immagini aeree mostrano le rive prosciugate di uno stagno in una Londra colpita dalla siccità, mentre il Met Office britannico annuncia che una nuova ondata di caldo sta per abbattersi sul Sud e sul Centro dell'Inghilterra. Nel video si vede il letto prosciugato e la terra secca dello Hollow Pond e delle Leyton Flats, zona della foresta di Epping, a est di Londra.

Secondo i dati provvisori, il mese scorso è stato il luglio più secco mai registrato in Inghilterra e nel Galles.

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Marco Tullio Giordana: "Non farei film sull'Italia di oggi, non mi piace"

Roma, 10 ago. (askanews) - Marco Tullio Giordana ospite d'eccezione al 27esimo Lucania Film Festival a Pisticci (in provincia di Matera). Una serata dedicata al regista, 75 anni, che ha incontrato il pubblico e ricevuto il Premio Universale San Rocco, un trofeo realizzato da Mimmo Paladino. Autore di film su avvenimenti che hanno segnato la storia del nostro Paese, da "Pasolini, un delitto italiano" (1995) a "La meglio gioventù" (2003) e "Romanzo di una strage" (2012), sull'Italia di oggi Giordana dice:

"Oggi non so se mi piacerebbe raccontare il mio paese come è oggi, lo dico sinceramente e anche pentendomi di questa dichiarazione, perché trovo che dovremmo tornare a raccontare le grandi storie del passato quando eravamo migliori, per ispirarci a figure nobili. Quello che vedo oggi non mi piace, non mi entusiama, non lo amo. Se un regista non ama il suo materiale fa poi un film malmostoso, di cattivo umore, che non è la cosa giusta per un film", afferma.

Il festival lucano gli ha reso omaggio con la proiezione de "I Cento Passi" (2000), sulla vita e l'omicidio di Peppino Impastato, giovane militante comunista ucciso dalla mafia intepretato da Luigi Lo Cascio:

"Da quando ho realizzato quel film nel 2000 ho fatto tantissime presentazioni nelle scuole, ogni volta rinnovando un pubblico di ragazzi molto giovani, lontani dagli avvenimenti e quindi non sapevano più nulla di questa storia ed erano tutti molto sorpresi e coinvolti, cosa che mi ha stupito qualche volta. Recentemente, anche un mese fa, l'ho presentato in una scuola, ho pensato 'i ragazzi si annoieranno', invece no, erano molto colpiti", spiega ad askanews il regista.

"Grazie anche alla bravura del protagonista l'eroe del film, Peppino Impastato, è una persona che suscita molta simpatia nello spettatore", aggiunge.

Dei nuovi registi elogia Andrea Pallaoro, che sarà in concorso a Venezia83, mentre sul rinnovo dei vertici dei David di Donatello, taglia corto: "Non so, sono fuori da tutti i giri, sono troppo vecchio per preoccuparmi. Faccio gli auguri di buon lavoro", dice.

"Soprattutto direi questo ai Premi, dateli in denaro i Premi, che è una cosa che manca a tutti i cineasti non hanno mai abbastanza soldi per fare il film o comprare la pellicola. Un bell'assegno, io la trovo una cosa molto bella, oppure una bella scultura di Mimmo Paladino", conclude.

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In Sardegna il rilancio del Sinis col mistero dei Giganti di Cabras

Oristano, 10 ago. (askanews) - I Giganti sono tornati a casa: le 27 statue di circa tremila anni fa riemerse vicino a Oristano sono ora finalmente tutte riunite al museo Marongiu di Cabras, dopo una lunga battaglia: e da qui guardano a Monte Prama, la collina dove furono trovati negli anni 70 questi abitanti misteriosi della Sardegna.

Anthony Muroni, presidente della fondazione Monte Prama: "può immaginare, questo è un paese di 9mila abitanti che ha anche pochi padrini politici; fino all'ultimo, fino anche a 15 giorni prima che il trasferimento effettivamente si svolgesse, ci sono state pressioni perché alcune statue rimanessero a Cagliari. Ma lo spirito dell'ICOM, come lo spirito del Ministero della Cultura italiana, va verso la non disgregazione dei patrimoni nel loro complesso".

Così i ragazzoni sono tornati a Cabras, fra mare cristallino, spiagge di quarzo e altri siti archeologici nel parco naturale protetto di questa zona, il Sinis. I Giganti però sono un unicum ancora ammantato di mistero. Maria Mureddu, curatrice del museo Marongiu: "Beh innanzitutto sono le statue antropomorfe quindi le figure umane di grandi dimensioni in pietra più antiche del Mediterraneo occidentale. Sono dei guerrieri? Dei lottatori? Sono stati trovati in una necropoli nella quale, per quanto ne sappiamo, finora venivano esposti quasi esclusivamente giovani uomini, e quindi un'ipotesi è che queste statue rappresentino questi giovani uomini, magari non i singoli individui, ma il ruolo che loro rivestivano nella società nuragica dell'età del ferro. Quindi siamo tra l'XI e il IX secolo avanti Cristo".

La fondazione Monte Prama e le istituzioni locali pensano anche allo sviluppo economico basato sul turismo culturale; come spiega Muroni, "i dati del museo sono cresciuti di circa il 35% in questi mesi rispetto all'anno precedente. E la cosa impressionante è che durante la settimana noi abbiamo tantissimi visitatori che vengono dalla penisola e visitatori internazionali, mentre nel weekend c'è un'esplosione di visitatori interni".

Gli scavi continuano, chissà cos'altro verrà fuori da Monte Prama. Intanto gli studi sui Giganti finiscono di scardinare le antiche teorie di una Sardegna chiusa in se stessa: il museo Marongiu ospita una bella mostra sui documentati rapporti dei nuragici con l'esterno, in primo luogo con gli etruschi. Come dice Mureddu, "Al centro del Mediterraneo non si può essere isolati dagli altri però man mano che la ricerca va avanti si trovano sempre più indizi dei contatti"

E uno dei più bei Giganti sta per mettersi in viaggio, destinazione New York, per una mostra che apre al Metropolitan Museum Il 20 dicembre: "attraverso il mare color del vino, arte e identità al di là dell'antica Grecia". "Ovviamente ci si rivolge a delle aziende che sono specializzate nel trasporto di opere d'arte e verrà sicuramente costruita una struttura apposita per questo pugilatore. Quindi si ha una cassa che è un sistema che tenga tutte le parti in equilibrio perfetto" spiega Maria Mureddu, "avrà proprio un vestito, un'armatura studiata apposta".

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