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Bonino, le lotte, il cuore Radicale e la via senza sbocco per il Colle

di TMNews venerdì 11 settembre 2026
1' di lettura

Milano, 11 set. (askanews) - Femminista, europeista, laica, antiproibizionista, Emma Bonino, classe 1948, ha attraversato oltre cinquant'anni di vita politica con un ruolo da protagonista, spesso fuori dagli schemi e oltre le coalizioni tradizionali.

Il sodalizio con Marco Pannella, iniziato negli anni Settanta, ha segnato intere battaglie civili: divorzio, aborto, diritti delle minoranze, la campagna contro la fame nel mondo. Un rapporto forte, poi incrinato nel 2015, quando Pannella la accusa di essersi allontanata dal movimento. Una ferita personale mai davvero rimarginata.

La carriera istituzionale di Bonino è stata vastissima: commissaria europea negli anni '90, ministra del Commercio internazionale nel governo Prodi, poi ministra degli Esteri con Enrico Letta. È stata anche vicepresidente del Senato. Nel 1999 diventa la prima donna candidata al Quirinale da un grande movimento popolare, con lo slogan: "Emma, finalmente l'uomo giusto", ma il Parlamento sceglie Ciampi.

Sempre pronta alle sfide politiche, nonostante decine di migliaia di preferenze personali, nessuna delle ultime competizioni elettorali dal 2019 alle Politiche 2022 fino alle Europee 2024 le permette di rientrare in Parlamento. Ma Bonino resta un punto di riferimento liberale ed europeista, fino alla presidenza di +Europa nel 2024.

Negli ultimi anni ha affrontato la malattia senza rinunciare all'impegno pubblico. Tra le immagini simbolo, la visita a sorpresa di Papa Francesco nella sua casa di Trastevere, nel novembre 2024.

Con Emma Bonino scompare una delle voci più coerenti e battagliere del panorama politico italiano.

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"Ricostruire valore": il ruolo dello pneumatico rigenerato

Roma, 11 set. (askanews) - Una strategia univoca per risollevare la ricostruzione dello pneumatico. Presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato si è tenuto un incontro tra istituzioni, stakeholders e associazioni per discutere delle potenzialità di un'attività strategica come quella degli pneumatici rigenerati. Promosso dal Sen. Antonio Trevisi, la giornata ha visto presenziare anche associazioni quali AIRP e aziende come Bridgestone e Michelin, con l'obiettivo comune di fissare la rotta per sfruttare al meglio la possibilità collegata alla ricostruzione degli pneumatici. A moderare l'evento è stato il Prof. Fabio Orecchini, che nella sua ricerca "Ricostruire valore" espone come il processo di rigenerazione sia, storicamente, tra i modelli più efficaci di economia circolare.

Le parole del Prof. Fabio Orecchini, Professore ordinario di sistemi per l'energia e l'ambiente, Direttore Osservatorio Auto e Mobilità Luiss Business School e Università Guglielmo Marconi: "Quando parliamo di pneumatici ricostruiti parliamo di qualcosa che sfugge alla percezione della maggior parte delle persone. Lo pneumatico non gode mai di grande attenzione quando invece dovrebbe averne: è l'unico punto di contatto sul terreno dei nostri veicoli e soprattutto dei veicoli pesanti, infatti quando parliamo di ricostruzione parliamo soprattutto di pneumatici per questo tipo di veicoli. Il settore della ricostruzione è visto da tutti gli studi internazionali come un settore in crescita nei prossimi decenni arrivando addirittura a 18 miliardi di fatturato al 2035 con una crescita annua stimata dell'8%, quindi parliamo di un settore che ha prospettive rosee".

Benefici ambientali, economici e sociali. La ricostruzione dello pneumatico garantisce valore aggiunto sotto diversi punti di vista.

l commento di Stefano Carloni, Presidente AIRP: "Le associazioni dovrebbero puntare innanzitutto sull'informazione, perché lo pneumatico ricostruito è conosciuto ma non è conosciuto in maniera approfondita. Sia la nostra associazione, quella dei dei ricostruttori, sia le associazioni dei trasportatori devono approfondire questo tema. È inoltre importante proprio il cambio di paradigma: lo pneumatico non deve essere acquistato come un pezzo di ricambio qualsiasi ma deve essere acquistato come un asset per generare più chilometri possibili, e ciò è necessario perché questo risponde anche a un discorso di esigenze ambientali. D'altra parte l'attività del trasporto è un'attività invasiva e uno dei modi per ridurre questa invasività è proprio il ricorso alla ricostruzione."

La ricostruzione degli pneumatici può, e deve, contribuire alla competitività del sistema produttivo italiano e allo sviluppo dell'economia circolare. Nonostante il trend negativo avviatosi nel 2007 riguardante la produzione di pneumatici rigenerati, un cambio di rotta è possibile. Ma sarà necessario che tutti gli stakeholders agiscano prima che il settore subisca una frenata decisiva e irrimediabile.

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11 settembre, i familiari delle vittime: 25 anni dopo ancora fa male

New York, 11 set. (askanews) - "Credo che, 25 anni dopo, senti ancora che la perdita di tua figlia non se ne va mai, sento ancora il dolore ". A parlare è John Titus, 77 anni, familiare di una delle vittime dell'11 settembre, era una delle hostess del secondo aereo che si è schiantato contro le torri. Con altri parenti ha partecipato a un evento a New York organizzato da "Peaceful Tomorrows" in occasione del 25esimo anniversario della tragedia.

"Sono andato al lavoro in auto ed era una giornata bellissima. Ricordo di aver pensato a quanto fosse azzurro il cielo e a quanto fosse meravigliosa quella giornata - racconta - Poi, quando sono arrivato al lavoro, dovevo tenere una riunione con il personale. Stavo quindi facendo la riunione quando qualcuno ha spalancato la porta e ha acceso la TV, giusto in tempo perché vedessi l'aereo su cui viaggiava mia figlia schiantarsi contro la Torre Sud. Non ho saputo che lei era su quell'aereo fino a quattro ore dopo".

"Ricordo di essere semplicemente scoppiato a piangere e di aver sentito come se il mondo mi fosse crollato addosso - dice - e la mia vita si fosse frantumata in mille pezzi, proprio come il corpo di mia figlia".

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A Milano torna la grande festa della Danza con On Dance e Roberto Bolle

Milano, 11 set. (askanews) - Dopo il successo delle edizioni precedenti, dall'11 al 13 settembre 2026 Milano torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per OnDance, la festa della danza ideata e diretta da Roberto Bolle, che per la sua nona edizione invita i cittadini, appassionati e professionisti a vivere tre giorni di spettacoli, lezioni, incontri ed eventi gratuiti all'insegna della partecipazione e della condivisione.

Roberto Bolle racconta tutte le novità di questa edizione. "Sì siamo alla nona edizione e torna a On Dance con qualche novità molto importante. Innanzitutto torna al Castello Sforzesco e in Piazza Duomo dove per la prima volta avremo due serate danzanti molto speciali di swing e di tango, non l'abbiamo mai fatta in Piazza Duomo. Al Castello ci saranno tutte le open class, anche queste aperte, gratuite per tutti i ragazzi, in 30 stili di danza diverse per venerdì, sabato e domenica. E poi c'è la grande festa finale che è questa grande marcia collettiva che unisce tutti gli stili, tutti i gruppi, tutti i ballerini in un unico momento, in unica, diciamo, coreografia collettiva. Abbiamo una playlist di tanti brani, ogni gruppo avrà preparato una propria coreografia e poi c'è una coreografia collettiva che faremo tutti insieme marciando intorno al Castello Sforzesco e arrivando al Parco Sempione qua dietro. Per me questo è l'emblema di On Dance proprio perché vuole unire, mettere insieme le diverse anime della danza che per la prima volta si parleranno e condivideranno questo momento".

Il ballerino che tutto il mondo ci invidia poi spiega l'importanza della coralità della danza che va oltre il protagonismo dei singoli. "Soprattutto la danza e veramente coralità per me. È importante far vedere quante persone possono amare la danza e possono ritrovarsi insieme a ballare insieme. La forza di tantissime persone che ballano insieme è veramente unica. Un messaggio molto potente. Lo abbiamo visto l'anno scorso con il ballo rosso. Lo vediamo con il ballo in bianco che quest'anno abbiamo fatto a Torino, quindi anticipato,

On dance in questo caso e secondo me lo vedremo anche con la marcia. Tante persone insieme unite da una passione perché veramente c'è il primo ballerino ma soprattutto ci sono le migliaia di persone che amano la danza e sono travolte dalla passione e in questo caso spero dalla felicità che è l'elemento che unisce il sentimento di quest'anno".

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Salute e prevenzione, il benessere scende in strada

Monza, 11 set. (askanews) - E' attiva in Lombardia la campagna itinerante "Forever20 Tour", il progetto di Dr. Max, volto a promuovere uno stile di vita sano e attivo attraverso diverse iniziative dedicate alla prevenzione, al benessere e al movimento. Dal 7 al 30 settembre, infatti, Dr. Max sarà presente in 10 città lombarde con un caravan concepito come uno spazio aperto ai cittadini, attrezzato con postazioni per servizi dedicati.

Il caravan ospita fino a due postazioni per screening individuali dedicati ad analisi come il test dell'occhio secco, mappatura della pelle del viso e il longevity assessment, un percorso clinico di valutazione globale della salute e dell'età biologica della persona.

"L'obiettivo di Forever20 è portare quello che è il tema della prevenzione e del benessere al di fuori dei normali ambienti della salute, per avvicinarlo alla gente. In questo caso, con il tour del caravan che toccherà 10 città della Lombardia, portiamo una serie di servizi di screening per capire effettivamente qual è la nostra età metabolica e cosa possiamo fare, invece, per essere più giovani a lungo termine" ha dichiarato Francesco Ghibaudo, Chief Marketing & Customer Officer di Dr. Max Italia.

Dalla strada alla farmacia, Forever20 rafforza così il ruolo della farmacia come punto di riferimento non solo per la cura, ma anche per la prevenzione e il benessere.

"La missione di Dr. Max è rendere la cura accessibile a tutti e lo facciamo attraverso due leve fondamentali, che sono convenienza e servizio. Il farmacista gioca un ruolo fondamentale nell'attivare questo meccanismo, creando una relazione di fiducia con i pazienti e i clienti, capendone le esigenze e cercando di dare risposte alle loro necessità di cura nella maniera più conveniente possibile. In questo senso, Forever20 gioca un ruolo fondamentale perché racconta l'impegno di Dr. Max a supporto dello sviluppo della farmacia e dei servizi e dà anche un'occasione ai nostri clienti e pazienti di testare e provare i nostri servizi" ha aggiunto Alessandro Urbani, CEO di Dr. Max Italia.

E la sfida, ora, è trasformare la prevenzione in un'abitudine: più vicina, più semplice e parte della vita di tutti i giorni.

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