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Crozza-Vannacci: ogni 80 anni per italiani uomo forte (a dire caz...e)

di TMNews venerdì 11 settembre 2026
1' di lettura

Roma, 11 set. (askanews) - Maurizio Crozza, l'artista più camaleontico della tv, è pronto a tornare con la sua graffiante satira. Da venerdì 2 ottobre in prima serata sul NOVE e in streaming su discovery+, si riaccendono i riflettori del suo one man show di successo "Fratelli di Crozza".

In occasione della ripartenza, ai tanti personaggi divenuti virali in rete nel corso degli anni si aggiunge l'imitazione del presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. "Dietro il mio progetto ci sono i russi? Non vedo che c'è di male - afferma Crozza nei panni del leader di FN - i russi sono bianchi, sono biondi, hanno voglia di combattere, a differenza di quelli sui barconi che rubano agli italiani la voglia di raccogliere i pomodori?". "Dico cose terrificanti? Sono gli italiani, che ogni 80 anni hanno bisogno di un uomo forte, forte a dire cazzate...", ha aggiunto Crozza-Vannacci.

"Fratelli di Crozza" sarà visibile anche in streaming su discovery+, la piattaforma del gruppo Warner Bros. Discovery, dove è possibile rivedere in esclusiva tutti gli episodi completi delle passate stagioni.

"Fratelli di Crozza" è prodotto da ITV Movie per Discovery Italia. È un programma di Maurizio Crozza, Andrea Zalone, Francesco Freyrie, Vittorio Grattarola, Alessandro Robecchi, Alessandro Giugliano, Claudio Fois e Gaspare Grammatico. La regia è di Massimo Fusi, scenografia di Marco Calzavara e fotografia di Daniele Savi. Produttore Esecutivo, Giuliana Porta.

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Continente Arte di Adji Dieye alla Fondazione Sandretto

Torino, 11 set. (askanews) - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con Associazione Genesi, presenta Continente Arte, una mostra personale di Adji Dieye, a cura di Ilaria Bernardi. Il progetto prosegue la collaborazione tra le due istituzioni, avviata nel 2023, a sostegno delle nuove generazioni di artisti italiani attivi sulla scena internazionale. Banca Ifis, attraverso Ifis art, ha sostenuto il progetto Continente Arte nel percorso di collaborazione tra la Fondazione e l'Associazione Genesi.

La curatrice Ilaria Bernardi in occasione dell'inaugurazione ha spiegato ad askanews: "La mostra Continente Arte di Adji Dieye è coprodotta da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Associazione Genesi. Presenta un tema molto attuale che è quello della multiculturalità, ma soprattutto come una cultura diversa dalla nostra può essere interpretata sulla base di canoni di chi la sta interpretando. Nella mostra infatti l'artista che è nata in Italia ma ha origini senegalesi inscena una televendita delle sue opere interpretata da due diversi televenditori. In ogni versione della televendita i televenditori, che sono da un lato Valer Bruni Tedeschi che impersona Tiziana Bianchi una collezionista televenditrice e dall'altro il vero televenditore Alessandro Orlando, parlano delle opere dell'artista senza però esplicitarne mai il vero senso. In entrambi i casi sono proiezioni della loro cultura, del loro occhio, sulle opere, ma senza assolutamente tener conto della voce dell'artista. Questo viene esplicitato soprattutto nel video di Tiziana Bianchi dove è presente anche l'artista che viene intervistata ma al momento in cui l'artista sta parlando per spiegare le sue opere, avviene un brusio che ammutolisce l'artista stesso. I video sono accompagnati poi da cinque sculture che fanno parte di una nuova serie che evocano il mercato di Dakar che ha delle costruzioni architettoniche in stile neo sudanese, uno stile completamente inventato per fare le esposizioni internazionali delle colonie francesi in Francia. Questo mercato di Dakar ha delle strutture che sono state importate direttamente dalla esposizione internazionale di Marsiglia del 1922, sostituendo una sorta di heritage per la popolazione locale. Sono architetture che sono più finte del finto o più vere del vero, perché appunto non sono in stile locale, ma sono una visione occidentale dello stile sudanese". Il progetto invita così a interrogarsi su chi costruisca il significato delle opere, quali narrazioni vengano privilegiate e quali invece restino inascoltate. L'attenzione si concentra sulla provenienza geografica dell'artista, sugli stereotipi associati agli artisti afrodiscendenti, sulle aspettative del pubblico rispetto a determinati temi identitari e sociali, fino a trasformare l'opera in una sorta di pretesto per la conferma di narrazioni già note. La televendita diventa una metafora dei processi di mediazione culturale che accompagnano l'arte contemporanea, mettendo in discussione il ruolo di critici, curatori, istituzioni, media e mercato nella costruzione del significato e del valore delle opere.

In occasione dell'inaugurazione della mostra si è tenuta anche RE-VEIL: the sound of images di Luc Ndikubwimana: una performance afro-futurista di sound art che dialoga con una composizione di videoarte, entrambe focalizzate sul percorso dell'arte nera, delle culture afrodiscendenti e delle voci nere che hanno attraversato e rivoluzionato la storia contemporanea per riappropriarsi della narrazione delle storie nere e delle connessioni tra musica, danze e tradizioni afrodiscendenti nere globali, diasporiche e non. La performance rappresenta un momento di restituzione dell'Agitu Ideo Gudeta Fellowship, affirmative action nata per contrastare l'assenza di diversità nel panorama artistico, sviluppata da Centrale Fies, in collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Grassi - Punta della Dogana.

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India, protesta tibetani contro arrivo Xi Jinping a vertice dei Brics

Nuova Delhi, 11 set. (askanews) - Bandiere, slogan e cartelli con la scritta "genocidio": alcune decine di tibetani hanno manifestato a Nuova Delhi contro la visita del presidente cinese Xi Jinping in India - Paese che dal 1959 ospita il Dalai Lama - in occasione del vertice dei Brics, denunciando le politiche imposte dalla Cina in Tibet. "Continueremo a manifestare finché il Tibet non sarà libero", ha dichiarato uno dei manifestanti, Karten Tsering.

"Siamo radunati qui per sensibilizzare l'opinione pubblica su ciò che sta accadendo in Tibet: la continua repressione, il genocidio e, in particolare, la legge sull'Unità e il Progresso, recentemente entrata in vigore, che ha un impatto così forte su tutti noi", ha spiegato un manifestante, JB Bhutia, ad Afp.

"Loro (la Cina) hanno adottato numerose politiche contro di noi, e noi (i tibetani) protestiamo contro queste politiche. In secondo luogo, non possiamo accettare ciò che la Cina sta facendo oggi in Tibet. Ogni volta che funzionari o leader cinesi verranno qui, i tibetani continueranno a scendere in piazza per protestare contro di loro. Abbiamo manifestato in passato, stiamo protestando ora e continueremo a manifestare finché il Tibet non sarà libero", ha aggiunto un altro manifestante, Karten Tsering, intervistato da Afp.

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Venezia, "Un po' di luce" di Ali Asgari: il cinema mezzo di resistenza

Venezia, 11 set. (askanews) - Il regista iraniano Ali Asgari ha presentato alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia "Un po' di luce" (A Bit of Light"), in Concorso.

Il film, nelle sale dal primo ottobre, è il suo sesto lungometraggio ed è stato girato in circostanze particolarmente difficili, con l'inizio della guerra e la minaccia continua dei bombardamenti in Iran. Racconta di un medico che viene arrestato e, dopo aver visto chiudere il suo ambulatorio, perde la fiducia nel futuro. Deciso a togliersi la vita, trascorre un ultimo giorno in visita al fratello, alle sorelle e alla madre per prepararli ad affrontare la sua scelta. La compassione e l'affetto dei familiari finiranno per farlo riconciliare col mondo.

Il regista ha parlato del cinema oggi in Iran come di "un mezzo molto forte di resistenza". "Ognuno nel nostro Paese, ogni giorno, si confronta con difficoltà enormi che non ci sono in altre parti del mondo, ogni cosa che facciamo diventa un atto politico, quindi il cinema è un mezzo molto forte di resistenza per far arrivare un messaggio al pubblico".

Il titolo, "A bit of light", ha spiegato, pervade tutto il film: "Nella nostra quotidianità viviamo dei momenti, degli istanti, non ce la facciamo a illuminare il nostro cammino con una luce molto grande ma dobbiamo illuminarlo passo dopo passo, abbiamo bisogno di piccole cose per andare avanti e queste piccole cose vengono illuminate una alla volta".

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Bechis: "Ritorno a Buenos Aires" pensando a chi sopravvive a Gaza

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Il regista ha spiegato: "Non è facile, non tutti i sopravvissuti riescono a diventare testimoni, non hanno il coraggio di farlo, esporsi anche di fronte ai propri carnefici, che sono stati arrestati e in giudizio. E la cosa che mi ha spinto è più un legame con l'attualità: oggi quanti sono i sopravvissuti a Gaza che non possono fare i testimoni perché non ci sono tribunali che li ascoltino? Oggi siamo circondati da guerre, con un sacco di sopravvissuti a quelle guerre, a quelle catastrofi, e nessuno che li ascolta".

Lo stesso Bechis a 22 anni fu sequestrato dalla polizia argentina, nel 2010 è tornato a Buenos Aires per testimoniare contro i militari. Oggi, rispetto al Presidente Milei e alla diffusione delle nuove autocrazie, ha affermato: "Credo che siano dei fenomeni social, se Milei è stato eletto è perché i 20enni, trasversalmente, dai più ricchi ai più poveri, hanno votato trasversalmente per un fenomeno social. Se rimaniamo rinchiusi nel non volere gli altri finiremo per essere una dittatura, l'Europa sarà una dittatura".

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