CATEGORIE

Festival del Podcasting, "Siamo 18,5 milioni di ascoltatori in Italia"

di TMNews venerdì 2 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 2 ott. (askanews) - Quanto tempo dedicano gli italiani ai podcast? E qual è il profilo dell'ascoltatore più assiduo? Ne abbiamo parlato al Festival del Podcasting a Milano con Giorgio Pedrazzini, customer success manager in NielsenIQ, che ha presentato la nuova ricerca NielsenIQ, commissionata da Audible, sui trend di consumo dei podcast nel nostro Paese: "Da tanti anni, ormai da nove, ci occupiamo di monitorare lo stato di salute dei podcast in Italia, misuriamo le abitudini, i trend di ascolto e quest'anno abbiamo visto come tutti gli anni ormai lo possiamo confermare un incremento degli ascoltatori - ha spiegato Pedrazzini - Siamo arrivati a 18 milioni e mezzo, vuol dire mezzo milione di persone in più che hanno ascoltato almeno una volta un podcast negli ultimi dodici mesi".

"È una crescita importante - ha prosegutio - soprattutto se pensiamo che siamo partiti nel 2018 quando gli ascoltatori erano poco più di 10 milioni, quindi un 80 % non è una crescita indifferente vuol dire che i podcast sono qualcosa che è entrato nelle nostre case, è entrato tanto ovviamente durante la pandemia quando eravamo tutti bloccati in casa ma è qualcosa che poi è rimasto. E visto che parliamo di casa, si ascolta tanto a casa, è il luogo di ascolto elettivo si ascolta anche in macchina ma tendenzialmente l'ascolto avviene al ritorno dal lavoro. Devo dire che una delle funzioni che viene attribuita maggiormente ai podcast è proprio questa, di poter ascoltare mentre si fa altro, quindi mi immagino che persone che sono tornate al lavoro fanno qualcosa, cucinano, fanno qualche lavoro domestico e intanto ascoltano un podcast. È da tanto che vediamo che l'ascolto è tendenzialmente legato al multitasking, questa è una delle prime caratteristiche che viene riconosciuta. Altra cosa che piace ed è il primo motivo di ascolto è il fatto che si possono approfondire i temi di proprio interesse, quindi si ascolta volentieri qualcosa che ci piace, che ci interessa, perché lo possiamo approfondire, perché possiamo scegliere noi che cosa ascoltare".

tag

Ti potrebbero interessare

Assosistema, prevenire le infezioni correlate all'assistenza

Roma, 2 ott. - L'evento "Infezioni correlate all'assistenza e responsabilità sanitaria", organizzato da Assosistema (Confindustria) e svoltosi a Palazzo Wedekind a Roma, ha affrontato il tema della prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza (ICA), con particolare attenzione alla gestione dei tessili in ambito sanitario e alle relative implicazioni organizzative, normative e di responsabilità.

Il confronto ha approfondito il rapporto tra prevenzione del rischio, sicurezza degli operatori e dei pazienti, disciplina degli appalti e responsabilità sanitaria. Tra gli interventi, quello del prof. Roberto Lombardi, già ISPESL e già Dipartimento Innovazioni Tecnologiche INAIL, che ha affrontato il tema "L'indumento dell'operatore sanitario quale prevenzione-protezione per le ICA ed adempimento della vigente legislazione", soffermandosi quindi sul ruolo dell'abbigliamento professionale come strumento di prevenzione e protezione e sul rispetto degli obblighi normativi.

A conclusione della giornata, Carlo Tagliabue, Amministratore delegato di LCM Spa, è intervenuto nello spazio dedicato a "L'esperienza di un'impresa italiana", portando nel dibattito il punto di vista e l'esperienza concreta dell'impresa rispetto ai temi affrontati durante l'incontro e presentando le divise introdotte sul mercato dall'azienda.

Le infezioni correlate all'assistenza restano una delle principali sfide per la sicurezza delle cure. Accanto all'igiene delle mani, alla sanificazione degli ambienti, alla formazione e alla sorveglianza, l'innovazione tecnologica sta introducendo nuovi strumenti di prevenzione. Tra questi vi sono le divise per operatori sanitari classificate come dispositivi di protezione individuale (DPI), con caratteristiche antibatteriche, antivirali e di elevata idrorepellenza presentate da Tagliabue.

TMNews

Rischio cardiorenale, la prevenzione passa dalla diagnosi precoce

Roma, 2 ott. (askanews) - Boehringer Ingelheim risponde presente all'appello lanciato dal Commissario Europeo alla Salute Olivér Vàrhelyi e, in concomitanza con la Settimana europea dello screening cardiovascolare, promuove l'incontro "Rischio cardiovascolare e malattia renale: il valore di un test per la diagnosi precoce". Nella fattispecie, sono stati presentati gli esiti dello studio "Test uACR nella routine clinica", che dimostra come l'identificazione precoce di rischi cardiovascolari e renali possa essere la chiave di volta per un miglioramento generale della salute dei cittadini.

Le parole di Nedim Pipic, Presidente e Amministratore Delegato di Boehringer Ingelheim Italia: "Fino all' 80% delle malattie cardiovascolari possono essere prevenute. Rispondere a questo appello vuol dire contribuire fattivamente a mettere davvero al centro la prevenzione e lo screening.

Noi, come Boehringer Ingelheim, vogliamo fare la nostra parte. La prevenzione è una priorità di salute pubblica, malattie come quelle cardiovascolari, ad esempio, sono la prima causa di morte in Europa. Con la EU Screening Week Boehringer Ingelheim rinnova il proprio impegno concreto e continuativo nella prevenzione per proteggere quotidianamente la salute delle persone".

L'intervista a Antonio Girelli, Componente Commissione XII (Affari sociali), Camera dei Deputati: "Sempre più stiamo provando a diffondere la consapevolezza che la prevenzione è il modo giusto di interpretare la sanità nel futuro, perché impedire l'insorgere di una patologia o ridurne le conseguenze sulle persone è una sfida che dobbiamo saper cogliere. Riuscire nei nostri intenti significherebbe guadagnare in qualità della vita delle persone, che già di per sé sarebbe un risultato rilevante, ma anche risparmiare sia come spesa sanitaria diretta che come spesa socio-economica indiretta. Non dimentichiamo, infatti, che se noi non preveniamo e non intercettiamo con una diagnosi precoce, ci ritroveremo a combattere la patologia in fase acuta che ha bisogno di un'assistenza sanitaria di un certo tipo. Si scatenerebbe dunque un effetto domino dove il soggetto sarebbe impossibilitato di andare a lavorare, un danno economico che impatta economicamente sulla famiglia della persona colpita dalla patologia stessa".

I dati parlano chiaro: in Europa le malattie cardiovascolari causano 1,7 milioni di decessi ogni anno e rappresentano la prima causa di morte e disabilità. A far capire l'importanza della prevenzione è, però, la percentuale di patologie che potrebbero essere evitate grazie alla diagnosi precoce, ben l'80%.

Il commento di Ilenia Malavasi, Componente Commissione XII (Affari sociali), Camera dei Deputati: "Tanto lavoro ma abbiamo anche tanti strumenti e studi importanti che ci permettono di individuare come uno screening precoce possa riuscire a mettere in evidenza anche alcuni rischi. La parola chiave è dunque prevenire fattori di rischio, ma anche intercettare precocemente rischi potenziali. In questo caso società scientifiche e medici di medicina generale hanno proposto di introdurre uno screening molto semplice ed economico che potrebbe permettere di individuare il rischio cardiovascolare associato spesso anche alle malattie renali".

La sfida è dunque chiara: rendere l'uACR uno strumento sempre più integrato nei percorsi di prevenzione, per intercettare più facilmente il rischio cardio-renale e favorire cure più tempestive.

TMNews

Il caro energia frena la competitività dell'industria del cemento

Roma, 2 ott. (askanews) - Il caro energia e l'aumento dei costi legati alla CO mettono a rischio la competitività dell'industria del cemento. Ad agosto il prezzo dell'elettricità in Italia è aumentato del 65% rispetto al 2025, superando di oltre il 40% i valori di Germania, Francia e Spagna.

È il quadro tracciato da Federbeton alla conferenza ANCE "Città nel futuro 2030-2050" a Roma, svolta alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dove la filiera ha chiesto interventi urgenti per sostenere gli investimenti della decarbonizzazione.

"Dobbiamo rimanere competitivi alla luce dell'evoluzione delle normative europee. L'intera filiera industriale sta già investendo in sostenibilità e decarbonizzazione, ma è evidente che questi sforzi richiedano un quadro normativo chiaro e adeguati finanziamenti di supporto, specialmente a fronte di capex oggi particolarmente onerosi" ha dichiarato Stefano Gallini, Presidente di Federbeton.

Per proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza extra-UE, la federazione punta sulla continuità di strumenti come Energy Release e Interconnector, oltre al rilancio dei combustibili alternativi e della cattura della CO .

"I prossimi passi consistono nel continuare a rafforzare il dialogo sia con la Commissione europea sia con le autorità italiane, ma anche nel proseguire con gli investimenti per cogliere opportunità già concrete, come l'impiego dei combustibili alternativi nei cementifici. Oggi disponiamo di strumenti come il CBAM, che potrebbero contribuire a garantire un contesto competitivo più equo. Ovviamente devono funzionare ed essere accompagnati da controlli efficaci; per questo manteniamo un dialogo aperto sia con le Dogane sia con i vari Ministeri. Infine, chiediamo che i proventi delle aste ETS vengano per buona parte reinvestiti nell'industria, a sostegno di progetti di decarbonizzazione" ha aggiunto Gallini.

La tenuta del settore resta infatti decisiva non solo per l'industria manifatturiera, ma per la realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese.

TMNews

Difesa, conclusa la 21esima edizione del Nato Cax Forum

Roma, 2 ott. (askanews) - Si è conclusa a Roma la 21 edizione del Nato Cax Forum, l'appuntamento internazionale che fa leva sulle tecnologie digitali e l'intelligenza artificiale per migliorare la preparazione operativa della nato in scenari multidominio. Oltre 400 partecipanti da 28 nazioni si sono confrontati su esperienze, innovazioni e prospettive future.

Le nuove piattaforme di simulazione si stanno evolvendo da semplici strumenti di addestramento a veri ambienti dinamici dove sperimentare capacità, testare decisioni e prepararsi a scenari complessi. obiettivo fondamentale è il paradigma del "provare prima di fare", per identificare criticità prima di affrontare situazioni reali.

Fabio Massimo Castaldo: "L'intelligenza artificiale supporta la creazione di scenari e l'analisi degli esiti, ma sempre mantenendo il controllo umano e garantendo la trasparenza delle decisioni grazie all'intelligenza artificiale trasparente

G. W. Kent Davis, Callian: "Il forum ha approfondito inoltre temi cruciali come l'interoperabilità tra sistemi adottati dai paesi alleati e lo sviluppo di standard condivisi. Tecnologie di realtà estesa e digital twin ampliano la capacità di formazione, riducendo tempi e risorse".

La Nato conferma così la sua leadership nell'innovazione tecnologica per la difesa, ponendo la simulazione e l'intelligenza artificiale al servizio della prontezza operativa, senza dimenticare il ruolo insostituibile dell'uomo nelle decisioni più delicate.

TMNews