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PierC esce col singolo "Sul Filo": per me la musica è sacra

di TMNews mercoledì 7 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 7 ott. (askanews) - Si è fatto apprezzare da pubblico e critica nel corso di X Factor 2025, ora PierC torna con nuova musica. Il singolo "Sul Filo" è frutto di un grande lavoro di ricerca. "Sono molto contento che sia uscito questo pezzo, dei mesi di lavoro intenso, di tentativi, trial, molti error, quindi sono contento che sia uscito questo pezzo che è particolarmente un po' un inno a sentirsi sul filo, quindi sempre un umbilico tra responsabilità, dovere, aspettativa, una condizione esistenziale in cui mi sono sempre trovato, anche prima di X-Factor, prima di tutto quanto. Però accettarla e stare bene sopra è faticoso, sia psicologicamente che fisicamente, essere sempre in bilico, però proprio quando uno accetta che forse è l'unico modo per vivere davvero, almeno per il mio carattere così, non è mai stato così bene, come dico, su una canzone sul filo.

Giovane e brillante, PierC, non ha paura di sbagliare e di ricominciare, come ha già dimostrato.

"Ho avuto un privilegio che è quello di provare a fare questo mestiere in maniera seria dopo X Factor, che era un po' un'ultima spiaggia. Adesso che ho chiesto un anno sabbatico ai miei e devo dimostrare a me e a loro, ma le aspettative erano belle alte, di riuscire a farcela e ce l'ho fatta. Sono andato fino alla fine, sono davvero contento e quindi ho il privilegio di fare questo lavoro e l'unico modo per riuscire a onorarlo al meglio è vedere la musica davvero come qualcosa di sacro".

Questo brano in cui PierC si cimenta con i diversi colori della sua vocalità trasmette quella sensazione di vivere costantemente in equilibrio tra passione e dovere, aspettative e libertà, cercando il proprio spazio e imparando a muoversi anche nella precarietà.

"L'emozione che deve provocare questo tipo di canzone non è sicuramente la commozione, il pianto, però deve darti quell'angoscia, deve farti stare sul filo".

PierC è impegnato nei suoi live nei club, e sicuramente presto usciranno altre novità.

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Parla il Nobel per Fisica Halzen: 35 anni a caccia di neutrini

Milano, 7 ott. (askanews) - Cercare nell'Universo una delle particelle più elusive che conosciamo, usando migliaia di sensori sepolti nei ghiacci dell'Antartide. È il lavoro di una vita che ha portato Francis Halzen al Nobel per la Fisica 2026. A 82 anni, lo scienziato americano-belga è il padre di IceCube, l'osservatorio composto da 5.484 rilevatori ottici.

A Torino, durante una conferenza stampa all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con cui collabora, Halzen ha parlato del premio soprattutto pensando alla squadra di ricercatori che ha lavorato con lui per decenni. "Il lavoro che meritava il Nobel risale a molti anni fa. Ho sempre avuto la sensazione che, non avendolo ancora ricevuto, stessi deludendo i miei straordinari collaboratori. Quindi sono semplicemente felice che questo problema ora sia risolto", ha spiegato.

Al centro delle sue ricerche ci sono i neutrini, particelle quasi prive di massa e senza carica elettrica, capaci di attraversare la materia quasi indisturbate. Quelli provenienti dallo spazio profondo possono offrire informazioni su alcuni dei fenomeni più estremi dell'Universo. E per Halzen il prossimo grande passo potrebbe arrivare molto più vicino a noi.

"Quello che darebbe davvero un enorme impulso all'astronomia dei neutrini sarebbe osservare l'esplosione di una supernova nella nostra galassia. In pochi secondi - ha sottolineato - l'astronomia dei neutrini ci fornirebbe dati di fisica delle particelle e di astronomia sui quali potremmo lavorare per decenni".

Dopo il Nobel, però, Halzen vuole tornare ai dati raccolti sotto i ghiacci e continuare a cercare di interpretarli. "Il mio prossimo sogno è poter tornare a fare fisica, e sto facendo di tutto per riuscirci. Ho passato circa 35 anni a costruire questi esperimenti, quindi il mio unico vero piacere è guardare i dati e cercare di capire cosa significano. È un po' come leggere le foglie di tè, perché non abbiamo ancora così tanti neutrini, ma è davvero molto divertente".

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Milano, 7 ott. (askanews) - In occasione della presentazione Al MUDEC - Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura - Gruppo Il Sole 24 ORE, l'Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha parlato della futura gestione del MUDEC: "Per il MUDEC è andata deserta una gara di affidamento.Si conclude un positivo rapporto con un soggetto culturale privato imprenditoriale, 24 ORE Cultura. È andata deserta la gara, mio intendimento è quello di ribandire una nuova gara, di mettere a bando nuovamente quello che sono servizi, le funzioni, la gestione di questo importante museo e di farlo speditamente perché io credo che non ci sia nulla di male quando una gara va deserta - è una cosa che può succedere, abbiamo ovviamente messo delle condizioni che non hanno trovato mercato come si dice nel gergo concorsuale - andare speditamente verso un nuovo bando di gara e andare ad affidare in mani sicure la co-gestione del MUDEC che sapete è un territorio storicamente comune, ibrido tra l'amministrazione comunale e il soggetto che andiamo ad individuare attraverso gare pubbliche. Quindi il mio auspicio è ovviamente nel rispetto delle regole stringenti, ma anche delle aspettative che abbiamo per questo importantissimo museo (che ci ha dato anche delle grandi soddisfazioni e ce ne darà anche più. Non vi preoccupate che rimarrà un museo, rimarrà un grande istituto della cultura) è di andare a fare il massimo per restituire un servizio all'altezza di questo museo ai cittadini".

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In Italia si vive in media fino a circa 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58. E nei prossimi decenni aumenterà significativamente il rapporto tra popolazione anziana e persone in età lavorativa.

Le parole di Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia: "C'è un grande bisogno di assistenza e di cure, proprio alla luce di questi ulteriori ventisei anni di scarto tra la speranza di vita in salute e la longevità. È quindi evidente che si tratti di un tema cruciale, che deve vedere il coinvolgimento attivo non soltanto delle imprese private, ma anche delle istituzioni e del settore pubblico".

Una trasformazione che coinvolge famiglie, imprese e sistema sociale, tra maggiore bisogno di assistenza, spese sanitarie e pressione sulla previdenza.

L'intervista a Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia: "Abbiamo creato una nuova business unit interamente dedicata alla salute e al welfare, proprio con l'obiettivo di offrire ai nostri clienti e ai cittadini italiani una proposta di valore più completa. Rispetto alla polizza assicurativa tradizionale, questa include assistenza, servizi a valore aggiunto e la prevenzione, intesa come pilastro fondamentale per tutelare il benessere nel tempo, specialmente alla luce del continuo aumento dell'aspettativa di vita".

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