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Van Gogh, dopo 60 anni riappare un quadro da 180 milioni

di TMNews martedì 13 ottobre 2026
2' di lettura

Hong Kong, 13 ott. (askanews) - Per oltre sessant'anni è rimasto lontano dagli occhi del pubblico. Ora "Castagni in fiore", uno degli ultimi dipinti di Vincent van Gogh, è esposto a Hong Kong, dove centinaia di persone si sono messe in fila per ammirarlo. Realizzato il 24 maggio 1890, appena due mesi prima della morte del pittore olandese, raffigura alcuni castagni in fiore, tre donne e una figura solitaria lungo una strada. L'ultima esposizione pubblica risaliva al 1964. Il 18 novembre sarà battuto all'asta da Sotheby's a New York, dove potrebbe superare i 180 milioni di dollari. Una cifra che, se raggiunta, batterebbe ampiamente il record d'asta per un Van Gogh, attualmente di 117,2 milioni di dollari, stabilito nel 2022 da "Frutteto con cipressi". Il dipinto apparteneva alla collezione privata dei coniugi argentini Nelly Arrieta de Blaquier e Carlos Pedro Blaquier, dalla quale provengono altre undici opere destinate alla stessa asta, tra cui lavori di Monet, Cézanne e Pissarro. Van Gogh lo realizzò ad Auvers-sur-Oise, dopo aver lasciato l'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. Sarebbe morto il 29 luglio dello stesso anno, a 37 anni.

"Si prevede che questo dipinto venga venduto per oltre 180 milioni di dollari. Una cifra che testimonia sia la rarità sia l'eccezionale qualità di questa composizione - dice Scott Niichel, vicepresidente di Sotheby's - È una delle ultime opere di Van Gogh, tra le più espressive e ricche di speranza di questa fase finale della sua carriera. Era appena arrivato ad Auvers-sur-Oise, dove si era trasferito su consiglio di Pissarro. È lì che incontra il dottor Gachet, uno dei suoi principali benefattori, ritratto in alcune delle sue importanti opere dell'ultimo periodo".

"Credo soprattutto che - prosegue - per un artista la cui vita e carriera sono state segnate dalla tragedia, ci sia qualcosa di davvero bello nel vedere quest'opera, realizzata all'inizio dell'ultimo capitolo della sua vita, in un momento di profonda speranza, ottimismo, colore ed espressività. Questa frenesia maniacale nell'applicazione del colore suggerisce che avesse ancora così tanto da dare e che si affrettasse a trasferirlo sulla tela".

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Festa del Cinema Roma, Mazzi: grandi eventi fondamentali per il turismo

Roma, 13 ott. (askanews) - "Oggi è fondamentale per il turismo essere qui presenti perché questi sono eventi importantissimi. fanno parte sia del turismo culturale che del turismo dei grandi eventi. Quest'anno è un'edizione, la ventunesima ricchissima: ci sono 150 film, 55 nazioni rappresentate, io aggiungo che ci saranno 116.500 partecipanti, una partecipazione del 63 % straniera. E c'è un dato che nel turismo è importantissimo che si chiama il tasso di saturazione tasso di occupazione che significa la percentuale di camere e di alloggi disponibili sulle più grandi piattaforme del turismo a livello internazionale. E qui quest'anno c'è un tasso di saturazione del 68 % a Roma e provincia che è 2,5 punti in più in più rispetto al 2025. E' una manifestazione di grandissimo successo, turismo di qualità e provenienza dagli Stati Uniti d'America, dalla Gran Bretagna, dalla Germania e dalla Francia. Il 63 % di stranieri e quindi meglio di così non si potrebbe". Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, parlando sul red carpet della serata d'apertura della 21esima Festa del Cinema di Roma, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Ad aprire questa edizione "Il rumore delle cose nuove" di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public, con Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria.

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Susan Sarandon: uso la mia visibilità per dar voce a chi non ce l'ha

Roma, 13 ott. (askanews) - L'attrice Susan Sarandon è arrivata a Roma per ricevere il Womenlands Excellence Award 2026 e presentare, con il regista Zach Woods, il film "The Accompanist", in concorso alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, il festival che si svolge in parallelo alla Festa del cinema di Roma, dedicato alle nuove generazioni.

Ottant'anni, sempre in prima linea, di recente arrestata a New York durante una manifestazione vicino al Palazzo di Vetro contro la presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l'attrice americana si è presentata in conferenza con un abito rosso e sul colletto una spilla con la mano e il cuore simbolo della campagna Artists4Ceasefire ("Artisti per il cessate il fuoco"), ha parlato di Gaza e di quanto le sia costato a Hollywood il suo essere un'attrice libera che ha usato la sua visibilità per mandare messaggi importanti.

"Sono successe molte cose perché ho usato la mia visibilità per parlare di qualcosa di cui le persone non erano informate, perché aveva a che fare con persone che non avevano voce - ha detto, facendo l'esempio di quando agli Oscar ha parlato degli haitiani detenuti a Guantanamo perché sieropositivi o della guerra in Iraq - sono stata esclusa dall'Academy per diversi anni, ho anche ricevuto minacce di morte... . Ma non dire qualcosa, quando ho la capacità di puntare una piccola luce su alcune questioni mi fa male, non mi sembra autentico e io credo sia fondamentale essere sempre autentici" ha affermato.

Sarandon è protagonista ad Alice anche di un incontro con i ragazzi, dopo il premio e la proiezione del film in cui interpreta una donna sola, segnata da una grande perdita, che inizia a prendersi cura di una bambina anche lei sola e alla ricerca di una famiglia. E su come sia cambiata in questi anni, ha detto:

"Ho compiuto 80 anni pochi giorni fa, ovviamente mi sento diversa, soprattutto quando ricevo dei premi e proiettano i miei film in cui mi vedo molto più giovane... Ma sono cambiata anche per le responsabilità che sento nei confronti dei miei figli. Perché ora ho figli grandi che capiscono cosa sta succedendo, e ho delle responsabilità verso di loro più di quando erano bambini".

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Nella commedia di Lisa Azuelos la figlia di Anne tornerà a casa dopo una delusione d'amore e il figlio la renderà nonna: una parola che lei non riesce neanche a pronunciare. E Anne, in qualche modo, ritornerà ad essere una mamma quasi a tempo pieno. "Viviamo in una società, se gli altri non cambiano non cambiamo neanche noi. Gli altri devono adattarsi al cambiamento delle donne, i figli, i mariti, le famiglie, ma ci vorrà ancora del tempo" ha concluso Marceau.

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