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Israele, cresce la tensione tra ultraortodossi e laici ad Arad

di TMNews martedì 13 ottobre 2026
2' di lettura

Arad, 13 ott. (askanews) - Da anni residenti laici e ultra ortodossi della città di Arad, nel distretto meridionale di Israele, hanno intrapreso una battaglia per il "controllo" della città. La tensione è aumenta in vista delle prossime elezioni parlamentari del 27 ottobre. Lo scontro tra le due comunità è lo specchio di quello che può succedere a livello nazionale.

"Le nostre vite e le loro sono completamente diverse. Non siamo compatibili. Non potremmo mai essere buoni amici" spiega l'attivista laico Noam Cohen.

"Ho la sensazione che la città in cui sono cresciuta non sia più la stessa, sta diventando ultraortodossa", afferma Einat Jupiter, residente laica.

Gli ultraortodossi sono oltre il 14% della popolazione israeliana e godono di una influenza politica sempre maggiore.

"Sono meglio organizzati di noi, come hanno dimostrato nelle elezioni locali. Per questo i liberali devono darsi una mossa e dobbiamo aumentare l'affluenza alle urne se vogliamo vincere" aggiunge Nisan Ben Hamo, ex sindaco di Arad.

Arad era un tempo nota come una comunità prospera e laica, ma il declino economico ha spinto molti residenti laici ad andarsene a partire dalla fine degli anni '80. Al loro posto sono arrivati un gran numero di immigrati ebrei provenienti dall'Unione Sovietica e le case a prezzi accessibili hanno attratto un numero crescente di famiglie ultraortodosse. Con un tasso di fertilità di 6,5 bambini per ogni donna, si prevede che gli ultraortodossi saranno un quarto della popolazione israeliana entro la metà del secolo.

"La popolazione ultraortodossa sta prendendo il sopravvento, vogliono la città tutta per sé e vogliono che noi ce ne andiamo. Non hanno alcun desiderio di vivere qui in armonia o insieme." conclude Shlomi Tabchik.

Un punto particolarmente dolente è l'esenzione dal servizio militare per gli studenti religiosi, in un momento in cui le forze armate sono già al limite dopo tre anni di guerra. Il voto di fine ottobre potrebbe pensantemente essere influenzato da questi fattori.

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