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Milano, Aster & Vesper: no-alcohol si fa notare al The Lounge Bar

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 14 ott. (askanews) - A Milano, bere bene non significa più necessariamente bere alcolici. Al The Lounge Bar del Westin Palace Milan, la nuova carta I Veri Gaudenti - diario immaginario di un barman alyrettanto immaginario - dedica ai cocktail analcolici uno spazio interessante, elevandoli da semplice alternativa a esperienze di mixology a tutti gli effetti. A rappresentarli sono Aster & Vesper, due personaggi inventati, gemelli circensi che incarnano le due anime del no-alcohol: la luce e la meraviglia del giorno, l'ombra e il mistero della notte.

"Il no alcohol è un aspetto molto importante su cui concentrarci", spiega Ilaria Sfondrini, Director of Food & Beverage del The Westin Palace Milan. "Non vogliamo più quel mix di succhi: il low alcohol e il no alcohol possono essere un cocktail a tutti gli effetti, che nulla ha da invidiare alla mixologia e alle preparazioni dei cocktail alcolici".

Il primo dei due fratelli, Aster, è la versione più gioiosa e frizzante del circo: popcorn, soda e mela costruiscono un drink luminoso, giocoso e immediato, pensato per la convivialità e per chi cerca freschezza senza alcol. Vesper, invece, racconta il momento in cui le luci si spengono e il tendone si riempie di silenzio. Al centro ci sono il tè nero cinese Lapsang Souchong, il rosmarino affumicato e l'arancia amara: note profonde, resinose e leggermente affumicate che danno al cocktail carattere, struttura e una personalità decisa.

Non è una scelta isolata, ma il segno di un cambiamento più ampio. La carta indica per ogni drink la gradazione - dalle proposte alcohol free a quelle low e medium-high - per consentire a ciascun ospite di scegliere con consapevolezza. "Voler bere meno, con una gradazione alcolica più bassa, senza rinunciare al gusto": così Sfondrini riassume la filosofia dietro I Veri Gaudenti.

Con Aster & Vesper, il The Lounge Bar, nel cuore di Milano, afferma che il piacere del cocktail non dipende dall'alcol, ma dalla qualità degli ingredienti, dall'equilibrio e dalla capacità di raccontare una storia. E ovviamente, dalla buona compagnia nel luogo giusto.

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"Ogni settore, ogni azienda, a prescindere dalle dimensioni, può avere beneficio dall'utilizzo dell'AI. Quindi la cosa importante è avere tre caratteristiche: avere una base dati semanticamente affidabile, avere dei processi integrati e strutturati e avere dei buoni sistemi di governance. Tutti questi elementi li mettiamo a disposizione nella nostra piattaforma. Le aziende che hanno adottato le nostre piattaforme in cloud sono quelle più adatte, e che possono intraprendere questo percorso in una chiave evolutiva e senza grossi sforzi trasformativi" aggiunge Carla Masperi, Amministratore Delgato, SAP Italia.

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L'AI si sta affermando sempre più come una leva strategica per la crescita e la competitività, ma deve essere gestita.

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Gioco responsabile, l'impegno di FAIR: "Comunicazione decisiva"

Roma, 14 ott. (askanews) - La comunicazione come strumento indispensabile per promuovere e diffondere la cultura di un gioco responsabile. E' questo l'impegno principale di FAIR, fondazione nata con l'obiettivo di diffondere strumenti di prevenzione, ponendo la comunicazione al centro dei cambiamenti di settore.

"Gli obiettivi e le priorità della Fondazione FAIR - sottolinea Stefano De Vita, Direttore Generale di Fondazione FAIR - riguardano la prevenzione sul gioco problematico. Questo è il tema centrale del dibattito che stiamo portando avanti. Tutti quanti parlano di malattia, ma quando si arriva alla malattia è troppo tardi. Per Fondazione FAIR è centrale lavorare sulla prevenzione, ovvero su quelle tematiche che arrivino alle persone per capire quali sono le azioni che devono mettere in atto per poter mitigare eventuali dischi del gioco d'azzardo".

La Fondazione Fair è nata per sviluppare una cultura del Gioco Responsabile, in cui ogni giocatore si senta tutelato, contribuendo a rendere il mondo del gioco più consapevole. "Oggi ci sono delle linee guida che Agcom ha emesso, che danno delle indicazioni chiare su come arrivare alle persone e come comunicare. Spesso si fa confusione tra comunicazione e pubblicità e oggi si parla chiaramente di una comunicazione di tipo sociale. Questo è un tema molto innovativo e nuovo per il settore e quindi bisognerà parlarne, verificare e soprattutto monitorare quali sono gli effetti futuri di questo di questo tipo di comunicazione", conclude De Vita.

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Gioco responsabile, per 8 italiani su 10 la sfida è la comunicazione

Roma, 14 ott. (askanews) - Per più di otto italiani su dieci, le priorità del settore del gioco sono la prevenzione della dipendenza, la tutela di minori e ragazzi e il contrasto al gioco illegale, ma il 59% giudica ancora inadeguato ciò che oggi viene fatto per prevenire e contrastare i disturbi da gioco d'azzardo. È quanto emerge dall'Osservatorio sulla comunicazione nel gioco, realizzato da Fondazione FAIR con Ipsos Doxa, e presentato oggi a Roma nel corso del Fair Forum, nella sua seconda edizione, la giornata di confronto che ha riunito istituzioni, autorità di settore, mondo accademico e imprese attorno al tema della comunicazione del gioco responsabile.

La ricerca è stata presentata da Ilaria Ugenti, Reputation Leader di Ipsos Doxa: "Quest'anno abbiamo voluto ascoltare il punto di vista dell'opinione pubblica perché ci preme capire quale è il substrato all'interno del quale si andranno ad innestare le nuove linee guida per una comunicazione a favore del gioco responsabile. Siamo in una situazione in cui c'è un processo di maturazione in corpo, una crescente consapevolezza da parte dell'opinione pubblica rispetto alle tematiche del gioco responsabile", sottolinea Ugenti. "Questo è il momento cruciale in cui segnare un cambio di passo dal punto di vista di una presa di coscienza del settore, che possa segnare un recupero reputazionale e di fiducia da parte prima di tutto dell'opinione pubblica".

La ricerca nasce per capire quanto i messaggi utilizzati oggi da istituzioni e operatori riescano realmente a far conoscere rischi, strumenti di tutela e comportamenti utili a prevenire situazioni problematiche. Obiettivi, questi, tra le principali azioni di Fondazione FAIR. La ricerca fotografa un'opinione pubblica che guarda al settore con alcune riserve soprattutto per quanto riguarda il digitale che viene associato spesso a maggiore accessibilità, ingresso al gioco in età più giovane e maggiore rischio di dipendenza. Resta però bassa la familiarità con il tema.

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Francia, famiglia 15enne con mano amputata: non ha raccolto granata

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L'avvocato, in conferenza stampa ha spiegato la dinamica del grave incidente che ha colpito il 15enne di Lens, comune di 32.000 abitanti nel nord-est della Francia: non sarebbe stato lui a raccogliere la granata, mentre i poliziotti ascoltati, eccetto un testimone, sostengono il contrario, come riferito dalla procura.

"È stato alle 10.30, nel momento in cui si stava rialzando dopo aver raccolto un detrito con la mano destra - e questo dettaglio è importante -, che è avvenuta un'esplosione sul suo lato sinistro. Evan usa la destra, ma è la mano sinistra a essere stata colpita", ha dichiarato l'avvocato.

"Nel momento in cui vi parlo, la sua mano sinistra è stata amputata, quindi è andata perduta. Per quanto riguarda la mano destra, si è trattato di un'amputazione parziale".

Evan, 15 anni, studente di un corso professionale che voleva diventare falegname, ha negato - secondo la sua difesa - di aver raccolto la granata che gli ha strappato via la mano sinistra. Il procuratore di Béthune, Étienne Thieffry, aveva riferito giorni fa che "tutte le testimonianze, (...) a eccezione di una, concordano" sul fatto che la granata fosse "atterrata al suolo" prima che venisse raccolta ed esplodesse.

Evan "si trovava vicino alla granata ma non aveva alcuna intenzione di afferrarla", ha ribadito con forza l'avvocato, aggiungendo: "Siamo scioccati nel vedere la procura schierarsi a favore della versione dei poliziotti".

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