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Spagna, Valencia conta i danni dopo le piogge torrenziali

di TMNews mercoledì 21 ottobre 2026
2' di lettura

Valencia, 21 ott. (askanews) - Piogge torrenziali hanno colpito la Spagna orientale, con gravi inondazioni che hanno provocato la morte di almeno quattro persone. In alcune aree della costa sono caduti fino a 700 litri di pioggia per metro quadrato in sole 24 ore: allagate Valencia e Alicante, con auto parcheggiate spazzate via dall'acqua, strade sommerse, residenti isolati. Alcuni sono dovuti salire sui tetti per salvarsi e sono stati portati in salvo in elicottero dalle squadre d'emergenza.

La situazione sta iniziando a migliorare e, nella maggior parte dei comuni colpiti, sono state revocate le disposizioni che imponevano ai cittadini di restare a casa, ma si fa la conta dei danni e gli abitanti lamentano la mancanza di aiuti da parte delle istituzioni.

"Dal mio punto di vista, come residente, non sono a conoscenza del fatto che loro (le autorità ndr) abbiano aiutato qualcuno. Non abbiamo ricevuto alcuna assistenza dall'Unità di emergenza militare (UME). Tutto l'aiuto è arrivato da aziende private gestite da residenti locali, che hanno offerto tutto ciò che avevano a disposizione. Ma dalle istituzioni niente" racconta un uomo.

"Nell'allerta mi hanno detto di salire sul tetto con i miei animali. Ma pioveva forte, e sarebbe stato ancora più pericoloso perché avrei potuto soffrire di ipotermia o qualcosa del genere. Quindi no, non ci sono aiuti", dice un altro.

"Vedo che molti giovani vengono ad aiutare e penso che siano proprio loro a fare di più. Ma abbiamo visto anche servizi di emergenza, questa mattina è venuta la Guardia Civile, così come la polizia locale, ho visto anche qui operatori d'emergenza" aggiunge una donna.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, visitando alcune zone nella regione di Valencia, ha promesso aiuti finanziari ai comuni colpiti e ha affermato che il governo dichiarerà le aree zone disastrate.

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World Pasta Day 2026: che vita sarebbe senza pasta?

Roma, 22 ott. (askanews) - Che ruolo ha la pasta nella nostra quotidianità? È proprio da questa domanda che si sviluppa l'incontro "Che vita sarebbe senza pasta?", tenutosi all'Antica Pesa in vista del World Pasta Day 2026 che si celebrerà Domenica 25 ottobre. Un'occasione di confronto dove sono stati anche discussi i risultati dell'indagine condotta da AstraRicerche, che evidenzia il ruolo centrale della pasta nelle abitudini, nella cultura e nell'identità degli italiani.

L'intervista a Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food: "La pasta parte con un grandissimo punto di forza: è nella memoria delle persone e lo sarà anche in futuro. La gente vuole vivere di pasta anche nel domani perché è l'oggetto dei loro desideri e dei loro piaceri a tavola. Il compito nostro, dell'industria e dei produttori, è quello di innovare e saper servire un piatto di pasta per ogni stile di vita possibile. Si cerca rapidità in cucina, il piatto pronto, una maggiore semplicità nel preparare il piatto, con un'intera nuova generazione che è interessata ad altri aspetti, ad altri sapori, ad altre formulazioni".

Le parole di Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste: "Ci sono mille motivi per sostenere e difendere la pasta, prodotto di eccellenza, e abbiamo lavorato in questi anni per farlo. Come Ministro dell'Agricoltura, riservo grande attenzione alla produzione di un grano di qualità, in grado di sostenere le esigenze della nostra industria".

Ma la pasta non è solo un simbolo del nostro vivere quotidiano. Dietro ad un alimento semplice ed indispensabile, c'è un'industria che, mai come in questo periodo, deve fronteggiare sfide e difficoltà in un mondo che si trasforma.

L'intervento di Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food: "La pasta è un patrimonio sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Noi quest'anno abbiamo scelto di esaminare con uno studio Ambrosetti anche quanto vale la nostra filiera. Su un valore complessivo di 80 miliardi, che è la filiera agroalimentare complessiva, la pasta vale da sola 13 miliardi e mezzo".

Il commento di Fabio Divella, Supervisore Divisione Pasta di F. Divella S.p.A.: "L'industria pastaria deve tenere il passo alle nuove mode. Ciò avviene dando valore alle proprie competenze e al know how storico della nostra industria. La famiglia Divella, per esempio, ha oltre 130 anni di attività: siamo pastai da quattro generazioni e abbiamo sempre valorizzato il nostro know how e le nostre competenze, ma soprattutto cerchiamo di offrire prodotti sempre in linea con quelle che sono le richieste del mercato".

La vera sfida per i pastai italiani sarà continuare ad innovare per continuare ad essere competitivi. Indispensabile fare squadra con le istituzioni, per garantire che il piatto simbolo del Made in Italy resti, nel mondo, un'eccellenza imbattibile e accessibile a tutti.

TMNews

Papa: falsa meritocrazia paralizza oggi troppi giovani

Città del Vaticano, 22 ott. (askanews) - "Non pochi giovani, oggi, sono come paralizzati dalla paura di sbagliare, di non essere all'altezza, di essere malintesi, di non corrispondere alle aspettative. Viviamo in una cultura della prestazione che mette continuamente a confronto e classifica in modo a volte spietato. Una meritocrazia male intesa finisce per non rispettare le persone. Per questo molti finiscono per rinunciare prima ancora di provare". A sottolinearlo è stato Papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i partecipanti al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria, che si sta tenendo in questi giorni a Roma.

"Aiutate i giovani che incontrate ad essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta. Il coraggio nasce da un patto di fiducia: dall'esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso", ha chiesto il Papa a docenti e responsabili universitari e scolastici.

Papa Leone ha, infine, denunciato "falsi maestri e messaggi ingannevoli" che, ha detto, "promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani. Voi, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro. Come il Risorto con i discepoli di Emmaus, che si avvicina, cammina con loro, ascolta, spiega, fa ardere il loro cuore e, infine, si lascia riconoscere allo spezzare del pane".

TMNews

Corea, tra Nord e Sud è guerra propaganda, tra minacce e altoparlanti

Roma, 22 ott. (askanews) - L'esercito della Corea del Sud afferma di non aver riscontrato alcun segnale di dispiegamento di nuove armi nordcoreane lungo il confine tra i due Paesi, a poche ore dall'annuncio di Pyongyang, secondo cui sarebbero stati messi in allerta nuovi "mezzi di contrapposizione" lungo la linea di frontiera.

"Non abbiamo riscontrato alcun segnale che la Corea del Nord stia dispiegando nuovi tipi di armamenti. Ciononostante, viste le loro dichiarazioni, stiamo monitorando la situazione con attenzione", ha spiegato alla stampa il portavoce dello Stato Maggiore congiunto, Jang Do-young.

Sull'eventuale installazione, da parte della Corea del Sud, di altoparlanti rivolti verso il Nord:

"Se (la Corea del Nord) intraprenderà un'azione, noi dovremo naturalmente adottare misure proporzionate, ma non è stato ancora deciso nulla", ha replicato la portavoce del Ministero della Difesa della Corea del Sud, Jeong Bit-na, mentre entrambi i Paesi hanno fatto ricorso, in passato, all'uso di altoparlanti per diffondere propaganda lungo il confine comune, oltre ad altri metodi di guerra psicologica.

Pyongyang ha respinto le accuse di essere responsabile dell'esplosione che il mese scorso ha ferito tre soldati sudcoreani all'interno della Zona Demilitarizzata (DMZ), zona cuscinetto pesantemente minata che divide le due Coree dall'armistizio del 1953, e ha deriso le richieste di scuse.

Lunedì il Paese ha definito "grave" la situazione lungo il confine, dichiarando di stare valutando l'invio nell'area di ulteriori "mezzi di attacco tattico". Kim Yo Jong, influente sorella del leader Kim Jong Un, ha affermato che il Nord avrebbe predisposto degli altoparlanti lungo il confine "nel giro di pochi giorni" e ha reso noto di aver messo in stato di allerta non meglio precisati "nuovi mezzi di contromisura".

Interpellato in merito alle affermazioni del Nord sugli altoparlanti, Jang ha dichiarato che erano stati osservati "lavori di manutenzione ordinaria" già prima che venissero rilasciate le ultime dichiarazioni da parte di Pyongyang.

TMNews

Proteste Tir, Nordio: molto probabile che mafia sfrutti le proteste

Roma, 22 ott. (askanews) - Nella protesta degli autostrasportatori "c'è una forte probabilità di strumentalizzazione e di infiltrazioni criminali". A dirlo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che - ospite a Start su Sky TG24 - ha precisato: "Non ho mai pensato che, come sostiene qualcuno, certe regioni siano governate dalla criminalità organizzata, ma che le mafie ci siano e possano infiltrarsi in una situazione di questo tipo mi pare altamente probabile".

Il Guardasigilli ha poi parlato del nuovo decreto sicurezza, nel quale "non ci sono minimamente interventi che limitino la libertà di manifestare" e anzi, il testo "che è molto complesso, tipicizza molte le condotte punibili, quindi in un certo senso garantisce di più quelli che invece manifestano in modo pacifico.

La manifestazione pacifica, per quanto possa essere vivace - e deve esserlo in democrazia perché il dissenso è il sale della democrazia -, certo non può trasferirsi in comportamenti come quelli di devastazione e saccheggio che abbiamo visto".

E sempre in merito agli scontri di Milano e al coinvolgimento di ragazzi molto giovani ha aggiunto: "Non è all'ordine del giorno abbassare ulteriormente l'età per l'imputabilità, non sarebbe blasfemo pensare di abbassarla ma ad oggi non abbiamo intenzione di farlo".

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