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A Innotrans i bus a idrogeno delle Fs: ecco i mezzi a emissioni zero

giovedì 22 settembre 2022
3' di lettura

Sono 32 i bus a zero emissioni, alimentati grazie alla conversione in elettricità dell’idrogeno, che rappresentano una best practice europea del Gruppo FS, guidato da Luigi Ferraris, in tema di Sostenibilità.  Uno di questi è stato messo in mostra ad Innotrans, la più importante fiera internazionale dedicata alle tecnologie dei trasporti di Berlino. A testimoniare le Eccellenze che il Gruppo Fs è in grado di esprimere e condividere con le altre sue società.

I bus sono impiegati quotidianamente nelle province di Groningen e Drenthe dall’azienda olandese Qbuzz, terza nel paese nei servizi TPL, acquisita nel 2017 da Busitalia, società del Polo Passeggeri del Gruppo guidato da Luigi Ferraris. I numeri dei suoi mezzi a idrogeno fotografano prestazioni ad alta efficienza con un bassissimo impatto ambientale, basti pensare che i bus percorrono ogni anno circa 2 milioni di km per un risparmio in atmosfera di 1760 tonnellate di anidride carbonica, rispetto all’impiego di mezzi diesel Euro6.

“Avere una società come Qbuzz, leader in Olanda, nel Polo Passeggeri del Gruppo FS ci consentirà di condividere tutte le competenze necessarie per implementare l’utilizzo dell’idrogeno anche in Italia – ha dichiarato l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris che, con la Presidente del Gruppo FS  Nicoletta Giadrossi ha incontrato ad Innotrans l’AD di Busitalia Stefano Bonora e il Ceo di Qbuzz Gerrit Spijksma  - questi bus viaggiano ogni giorno nei servzi TPL nel nord dell’Olanda e sono veicoli completamente a emissioni zero. Affinché sia davvero una energia pulita, però, l’idrogeno deve essere green, cioè prodotto con processi che non emettono CO2 o altri inquinanti, come avviene per gli autobus di Qbuzz. E’ evidente come anche in Italia sia molto importante far crescere e sviluppare le energie pulite, così da poter derivarne poi l’idrogeno. FS sta approfondendo la sua applicazione anche nel settore ferroviario, collaborando con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, altri gestori ferroviari locali e le Regioni italiane interessate a sfruttare le opportunità messe in campo dal PNRR nel settore del trasporto a idrogeno”. 

Ma come funziona un autobus ad idrogeno di Qbuzz? Il mezzo immagazzina l’elettricità convertita dall'idrogeno in una cella a combustibile, utilizzata direttamente per azionare il motore elettrico. Inoltre, l'autobus recupera energia durante la frenata. Una caratteristica che rende pienamente sostenibili i mezzi di Qbuzz è la fattispecie “verde” dell’idrogeno utilizzato che è un sottoprodotto (di scarto) del processo di produzione del cloro.

Come i veicoli a gas naturale, un autobus a idrogeno deve rifornirsi in una stazione di servizio speciale; l’idrogeno infatti è un gas incolore, inodore e atossico, ma è più leggero dell'aria e sale a una velocità di 20 m/sec e quindi evapora velocemente se è a contatto all'aria aperta. Attualmente sono 3 le stazioni di ricarica di idrogeno a cui si riforniscono gli autobus di Qbuzz: la prima è stata inaugurata nel 2017 Delfzijl (utile a soddisfare il fabbisogno di 2-5 mezzi), nel 2021 è stata aperta quella di Groningen (utile per il rifornimento di 20-30 mezzi) e quest’anno è stata attivata quella di Emmen (utile per il rifornimento di 20-30 mezzi).

Gli autobus a idrogeno di Qbuzz rientrano appieno nella strategia di Busitalia e del Gruppo FS, verso una mobilità sostenibile. La società del trasporto passeggeri su gomma di FS, infatti, attraverso Qbuzz ha acquisito un know how consolidato nella implementazione e gestione delle flotte di autobus elettriche e ad idrogeno e, in Italia, ha in programma investimenti consistenti verso tecnologie di trazione alternative e più sostenibile con l’introduzione progressiva, anche nel nostro Paese, di autobus ibridi, elettrici e quindi a idrogeno. Inoltre, il Gruppo FS sta approfondendo l’applicazione dell’idrogeno anche al settore ferroviario.  Dal 2018, infatti, ha sviluppato attraverso RFI, un primo progetto di fattibilità tecnico economica per l’applicazione alla linea Terni-L’Aquila-Sulmona e sta collaborando con le Regioni Italiane interessate a progetti in linea con il recente decreto del Mims che, nell’ambito del Pnrr, ha previsto investimenti per realizzare a sperimentazione dell’idrogeno nel settore ferroviario.

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