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Boris Johnson, il trionfo e la promessa: "Brexit il 31 gennaio, un terremoto politico"

di Giulio Bucchi domenica 15 dicembre 2019
2' di lettura

"Abbiamo provocato un terremoto". Boris Johnson commenta così, con i suoi Tories, lo storico trionfo alle elezioni britanniche: i conservatori ottengono 360 deputati su 650, e soprattutto imprimono l'accelerazione definitiva: il 31 gennaio sarà Brexit. "È cambiata la mappa politica del Paese, ora dobbiamo cambiare il partito", è la nuova sfida del neo-premier, ex sindaco di Londra e uomo forte della destra sovranista britannica premiato dagli elettori. "Ho ricevuto un mandato straordinario, sarò primo ministro di tutti, anche di chi oggi ha votato per noi e magari la prossima volta voterà Labour". Nella conferenza stampa di primo mattino da Londra, non manca però un accenno ultra-polemico a Jeremy Corbyn, il leader laburista travolto dalle urne: "Manterremo un'altra promessa, Inghilterra a emissioni Corbyn 0 a gennaio".   Leggi anche: Elezioni inglesi, anche Salvini umilia Corbyn e la sinistra I Laburisti si fermano a 203 eletti, crollando di una sessantina di seggi. Terzo partito lo Scottish National Party, contrario alla Brexit, che ottiene 48 seggi, prospettando già l'idea di un secondo referendum sull'indipendenza scozzese. I Liberal Democratici - i più strenuamente anti-Brexit - arrivano solo a 11 deputati e la neo-leader Jo Swinson, non eletta in Scozia, ha deciso di dimettersi. Prende invece tempo Corbyn, che fa sapere di non voler guidare il partito "in una prossima elezione". "Abbiamo messo fine allo stallo conquistando la piu' grande maggioranza Tory dagli anni '80", ha esultato Johnson, da oggi vero e unico erede a destra di Margareth Thatcher. "La Brexit sarà realizzata nei tempi, il 31 gennaio". In questa elezione  abbiamo avuto persone che non hanno mai votato per i conservatori finora, che invece ci hanno votato. Con questo mandato realizzeremo la Brexit, ponendo fine alle assurdità di questi tre anni". "Queste elezioni - ha sottolineato ancora BoJo - hanno posto termine alla minaccia miserevole di un secondo referendum sulla Brexit. Lavorerò 24 ore al giorno per dimostrarvi che avete avuto ragione e per riguadagnarmi il vostro supporto".  Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, i primi risultati degli exit poll britannici

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