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Europee, la Schlein al Nazareno con la chitarra: "le canta" a Conte

domenica 9 giugno 2024
2' di lettura

Ha salvato il Pd, e dunque anche la sua poltrona. Comprensibile, dunque, l'entusiasmo di Elly Schlein, la bistrattata segretaria dem che è riuscita a strappare un insperato 23% e rotti alle elezioni europee.

Una serata a nervi distesi al Nazareno, per una volta, con l'ex vicepresidente della Regione Emilia Romagna che ha pensato bene di arrivare nella sede romana del partito per seguire lo spoglio "armata" di chitarra.

L'obiettivo di Elly era ingannare il tempo durante l'attesa per lo spoglio delle Europee. A strimpellare anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, "chitarrista consumato". Non manca nemmeno un mazzo di carte nella stanza occupata dai vertici dem. E chissà che qualcuno non abbia anche sfoderato uno spumantino per brindare alla debacle dell'alleato ma soprattutto rivale Giuseppe Conte, che ha visto il suo Movimento 5 Stelle franare pericolosamente nei pressi del 10%, soglia psicologica rilevante, fregato sia dalla Schlein sia dal duo di furbetti Fratoianni e Bonanni, dal momento che Alleanza Verdi e Sinistra è la sorpresa di questa tornata elettorale avendo superato abbondantemente il 6 per cento. 

Ad attendere la Schlein al Nazareno c'è tutto lo stato generale dei dem, al gran completo. Segno che qualcosa bolliva nella pentola. Presenti tra gli altri la coordinatrice della segreteria, Marta Bonafoni, il presidente del partito, Stefano Bonaccini (eurocandidato), numerosi parlamentari guidati dai capigruppo alla Camera, Chiara Braga e al Senato, Francesco Boccia e anche amministratori.

La segretaria ha tenuto uno "spirito unitario invidiabile, ha preferito mettere davanti il progetto anziché la leadership. Lo sforzo di costruire un centrosinistra chiaro con una posizione sulle battaglie sul salario minimo e sulla sanità pubblica alternativa al centrodestra di governo ha dato i suoi risultati", è la sviolinata della vicepresidente dem Chiara Gribaudo. Questa sera, davvero, vale il detto "tutti per Elly, Elly per tutti". 

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Gioielli e mercato: quello che emerge guardando i dati

Il mercato del gioiello sembra facile da leggere finché lo si guarda da lontano. Brilla, seduce, richiama subito idee come lusso, gusto, desiderio.

Poi ci si avvicina e il quadro cambia. Entrano in scena numeri meno ovvi, comportamenti d'acquisto che si spostano, una filiera intricata e una concorrenza che si gioca su dettagli poco visibili.

Guardarlo con gli strumenti della market intelligence serve a questo: togliere la patina e capire da dove arriva la crescita, dove si creano attriti e quali segnali meritano attenzione.

Nel 2026 il mercato globale del gioiello vale circa 391 miliardi di dollari e le stime lo portano a 475 miliardi entro il 2029. La crescita c'è, ma non segue una traiettoria uniforme.

Ci sono segmenti che accelerano, materiali che cambiano percezione, abitudini d'acquisto che si spostano. Anche il profilo di chi compra è diverso rispetto a pochi anni fa. Sempre più spesso il gioiello nasce da una scelta personale, autonoma, legata all'identità e non soltanto all'occasione.

Anche il digitale continua a guadagnare spazio. Oggi tra il 30% e il 35% degli acquisti passa online, e la quota è destinata a salire.

Però il canale da solo non basta a spiegare il mercato. La vera complessità sta nella sua struttura.

Il settore del gioiello è molto frammentato. Una parte ridotta delle vendite passa da canali diretti controllati dai brand, mentre la quota più ampia si muove attraverso intermediari, rivenditori e gioiellerie indipendenti.

Per molti brand questo significa avere una visione incompleta di chi compra davvero. Meno dati, meno controllo, meno contatto diretto con il cliente finale.

Ed è proprio in questo spazio che si crea distanza tra chi presidia il mercato e chi lo legge meglio degli altri.

Questo video firmato Central Marketing Intelligence parla di dati, domanda, filiera e strategia. Di ciò che serve per prendere decisioni con più precisione in un settore che appare lineare solo a uno sguardo superficiale.

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