Matteo Salvini usa la diretta su Facebook per mettere in chiaro alcuni punti cruciali che stanno alzando la tensione all'interno del governo, a cominciare dalla vicenda dei 49 naufraghi della nave Sea Watch, passando per l'imminente reddito di cittadinanza e il salvataggio di banca Carige. Sulla chiusura dei porti per l'imbarcazione della Ong, il ministro dell'Interno ha ribadito che non ha nessuna intenzione di cambiare idea: "Non solo da ministro ma da padre. Un cedimento oggi significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Non cambierò idea. E lo dico col massimo rispetto dei colleghi di governo: se qualcuno accetterà di cedere alle imposizioni di scafisti, trafficanti e Ong non farà un buon servizio né a quelle donne e quei bambini, né all'Italia né all'Africa". Leggi anche: Ghisleri: "Attenzione, le Europee hanno sempre riservato delle sorprese" Salvini non lo cita direttamente, ma la sua puntualizzazione è tutta rivolta a Luigi Di Maio che nelle scorse ore aveva aperto alla possibilità di accogliere da quella nave solo donne e bambini: "Non cambio e non cambierò mai idea. Poi ognuno si prende la responsabilità delle sue scelte. Chiaro? Lo dico col massimo rispetto dei colleghi di governo e del contratto". E proprio sul contratto, Salvini agita uno spauracchio più volte temuto dai grillini, cioè quello di sabotare il reddito di cittadinanza, già osteggiato da imprenditori del Nord e buona parte dell'elettorato leghista. Sul sussidio di stampo grillino, Salvini ha annunciato quello che si prefigura come un rischioso braccio di ferro nel governo: "Io conto che sia contenuto tutto quello che era previsto" nel pacchetto reddito di cittadinanza, come "il sostegno ai disabili. Io darò il sostegno - ha aggiunto Salvini - a patto che ci siano tutti gli ultimi".