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Meduza: "Siamo star internazionali grazie alla gavetta"

di TMNews martedì 7 marzo 2023
2' di lettura

Milano, 7 mar. (askanews) - I Meduza fanno ballare i club di tutto il mondo con le loro coinvolgenti performance, sono anche resident dj a Las Vegas e a Ibiza, e ora il celebre trio di producer italiani composto da Mattia Vitale, Simone Giani e Luca De Gregorio ha tante novità in cantiere. Escono con la loro edit di "Everything You Have Done" di Genesi e lanciano la loro etichetta label Aeterna Records per firmare le loro tracce più club e dare spazio anche ad artisti emergenti.

"Da quest'anno avremo la nostra etichetta e potremo divertirci a rilasciare tutto quello che non è radio, qualcosa di sperimentale, creativo ed elettronico".

Sono impegnati in un tour globale che tocca tutti i continenti e arriveranno anche a Milano al Fabrique, sabato 7 ottobre 2023. Un successo che parte da lontano.

"Noi ci abbiamo provato qua, ci abbiamo sempre creduto anche ricevendo tanti no, abbiamo fatto la nostra gavetta in Italia che è stata fondamentale per il percorso che abbiamo fatto ma siamo dovuti partire dall'Inghilterra, dall'estero perchè a livello culturale c'è più spazio".

Il riconoscimento in Italia è arrivato con la partecipazione da superospiti internazionali al Festival di Sanremo 2021 e alla finalissima di X Factor 2022. Si sono tolti qualche sassolino dalla scarpa.

"Ne abbiamo tanti, ma bisogna essere sinceri ce li siamo tutti tolti con i risultati che abbiamo ottenuto, ne siamo fieri. E' la gavetta, ci sono tanti incidenti di percorso e con la maturità ti rendi conto che non era solo colpa dell'altro, diciamo che siamo in pace con noi stessi".

I Meduza sono capaci di creare uno show che è un vero e proprio viaggio visual che racconta una storia, tra tastiere e drum machine. Si esibiscono in live davanti a migliaia di persone, perchè dopo la pandemia c'è tanta voglia di ballare.

"Diciamo che la gente ha voglia di recuperare quello che ha perso in un modo positivo, divertendosi con gli amici, con la musica vivendo quello che non hanno potuto vivere in questi due anni".

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