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De Lise (commercialisti): 'Decreto 1 Maggio' aiuterà la crescita

di TMNews martedì 2 maggio 2023
2' di lettura

Milano, 2 mag. (askanews) - Apprezzamento pieno per il "Decreto 1 maggio"; auspici che dalla riforma fiscale derivino anche interventi a favore dei giovani, conferma della disponibilità a partecipare con il bagaglio di conoscenze tecniche proprie dei professionisti alla definizione delle normative in materia fiscale: sono le principali tematiche emerse nel corso del 60° Congresso nazionale dell' Ungdcec, l'Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili che si è svolto al Teatro Massimo di Palermo. "Il 'Decreto 1 maggio' è un qualcosa che ci aspettavamo, e che fa piacere leggere perché di fatto rendere più importanti le buste-paga, cosa che può aiutare la ripresa dei consumi è quello che noi giovani chiediamo da un po' - dice il presidente dell'Ungdcec Matteo De Lise - Dare l'opportunità all'imprese di investire sulla forza lavoro, di investire su tutte quelle che sono le attività necessarie ad un aumento della produzione è quello che serve in questo momento al Paese".

Nel corso dei lavori De Lise ha rilanciato la sollecitazione al governo e al legislatore di favorire le aggregazioni tra professionisti in regime forfettario consentendo di considerare nel limite dei compensi di 85mila euro annui sia la quota-parte svolta in maniera individuale, sia quella percentuale nella partecipazione all'associazione. Un intervento di supporto ai professionisti, e in particolare ai più giovani, che fa tesoro di una innovativa visione fiscale. "La delega per la riforma del fisco è, per la prima volta dopo cinquant'anni, l'opportunità per questo Paese di ripartire rendendo il fisco attrattivo - prosegue De Lise - Noi dal fisco ci aspettiamo un progetto rispetto al futuro del Paese che verrà. Il fisco deve essere una questione di 'prospettiva' del Paese. Va bene premiare gli investimenti in azienda; va bene ridurre il cuneo fiscale; va benissimo anche ragionamento fatto sull'Irap. Ma ci aspettiamo però che ci possono essere le misure di favore anche per i giovani e per le aggregazioni. Scommettere sul futuro del Paese attraverso la delega fiscale è quello che noi ci auguriamo possa succedere".

Sull'impostazione progettuale e strategica che la riforma del fisco deve avere per il Paese si è soffermato anche Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d'Italia e commercialista, che ha partecipato ai lavori del congresso. "La visione del governo è quella di un fisco diverso - sottolinea De Dertoldi - Dopo oltre cinquant'anni dall'ultima riforma fiscale finalmente avremo un fischio che sarà più umano, nel senso che dovrà essere accettato dal contribuente. Il contribuente vedrà nel fisco non più un nemico come spesso oggi accade, ma un interlocutore con il quale dialogare per esempio per fare il concordato biennale preventivo, che mette al riparo il contribuente una volta che ha trovato un accordo prima dell'esercizio in corso. Oppure con un rafforzamento della compliance, quindi con la possibilità di confrontarsi e di definire le posizioni in dialettica con l'amministrazione".

Ai lavori del 60° congresso dell'Unione dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili hanno partecipato anche i vertici del Consiglio nazionale dei commercialisti, delle Casse di previdenza e degli Ordini territoriali.

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A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: "L'idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori" spiega. "Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po' come le note che volano nell'aria, gli assaggi sono un po' come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l'ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly" aggiunge.

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E oltre all'orgoglio di un produttore, c'è l'economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell'arena internazionale, che va tutelato. "Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l'unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito" dice.

Ma anche il recente accordo che l'Unione Europea e l'Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l'accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è "piaciuto tantissimo" a Bottega "perché il prosecco deve rimanere solo italiano".

"A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l'accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto", conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

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Proxigas e Assotermica si alleano per promuovere i gas rinnovabili

Milano, 14 apr. (askanews) - Decarbonizzare con pragmatismo, scommettendo sui gas rinnovabili e sfruttando le infrastrutture esistenti. Proxigas, l'associazione nazionale degli industriali del gas, e Assotermica, che riunisce i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, hanno siglato a Milano un Protocollo d'Intesa per supportare un impiego diffuso dei green gas, come biometano, idrogeno e metano sintetico, per ridurre l'impronta di carbonio nei consumi, puntando sulla fattibilità tecnica e la sostenibilità economica.

"I gas rinnovabili da soli o miscelati con metano, possono già da oggi contribuire a ridurre l'impronta carbonica, quindi le emissioni di CO2, in tutti gli usi finali: l'industria gasivora e anche il residenziale. Grazie al biometano e grazie all'idrogeno miscelati con metano, le infrastrutture di distribuzione esistenti, e anche gli apparecchi di usi finali, sono già idonee a bruciare queste miscele e quindi in questo modo otteniamo lo stesso risultato, ma con una emissione di carbonio nettamente inferiore", ha detto Pier Lorenzo Dell'Orco, presidente di Proxigas. "Dobbiamo offrire una soluzione alternativa alle famiglie. Le famiglie che vogliono essere protagoniste di un percorso di transizione energetica, riducendo le emissioni di anidride carbonica delle proprie abitazioni, ma non possono installare pompe di calore elettriche", ha aggiunto.

Gas rinnovabili offrono, quindi, un'alternativa sostenibile all'elettrificazione. Per questo le due associazioni si impegnano a promuovere attività di informazione, tavoli di lavoro tecnici e iniziative di sensibilizzazione per favorire la formazione di un quadro regolatorio che sostenga la neutralità tecnologica e supporti un'integrazione sempre più ampia dei vettori gassosi green nel mix energetico.

"Quello che a noi preme fortemente è riuscire a cooperare con Proxigas affinché tutta la filiera sia rappresentata. Quindi avere apparecchi che sono compatibili con le miscele di gas che saranno immesse in rete nei prossimi anni e fare in modo che si raggiunga il duplice obiettivo di efficientare i consumi e integrare le energie rinnovabili tramite nuovi gas rinnovabili", ha spiegato Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica. "Il mercato in questo momento purtroppo è in una fase di stallo: a noi serve chiarezza, servono politiche di lungo respiro, incentivi stabili che siano chiaramente decrescenti nel tempo, ma che almeno aiutino a pianificare per il futuro".

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