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Maltempo, Priolo (Emilia R): allerta rossa è stata provvidenziale

di TMNews mercoledì 17 maggio 2023
1' di lettura

Bologna, 17 mag. (askanews) - "Fortunatamente abbiamo fatto l'allerta rossa e abbiamo chiuso tutte le scuole. I comportamenti precauzionali messi in campo sono stati necessari e provvidenziali nonostante il disagio che possono aver comportato". Lo ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, durante l'incontro in Protezione civile a Bologna con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il viceministro dei Trasporti, Galeazzo Bignami.

"I fenomeni" piovosi "sono in attenuazione oggi e sicuramente domani - ha spiegato Priolo -. Potrebbe esserci un ritorno di precipitazione nel fine settimana. Gli eventi che stiamo avendo adesso ce li avevano segnalati già da tempo e noi fortunatamente avevamo fatto l'allerta rossa e abbiamo chiuso tutte le scuole. I comportamenti precauzionali messi in campo sono stati necessari e provvidenziali nonostante il disagio che possono aver comportato".

"Non abbiamo ora un'evidenza di un fenomeno ripetibile rispetto a questo - ha aggiunto l'assessore -. E' evidente che continua a piovere sul bagnato e quindi da questo punto di vista le difficoltà potranno essere ulteriori in montagna. Abbiamo soprattutto bisogno che ci sia un deflusso dei corsi d'acqua perché altrimenti non riusciamo ad avviare le operazioni di ritorno alla normalità in pianura".

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Hormuz, il rischio di uno shock petrolifero più grave del '73

Milano, 14 apr. (askanews) - Peggio del 1973, ma con effetti meno immediati. Allora bastò togliere dal mercato il 7% del petrolio mondiale per trascinare l'Occidente nella stagflazione e lasciare in Italia il ricordo delle domeniche a piedi.

Oggi dallo Stretto di Hormuz restano bloccati circa 20 milioni di barili al giorno, quasi tre volte il volume tolto dal mercato dall'embargo di allora. E insieme al petrolio passano da lì gas naturale liquefatto, fertilizzanti, materie prime decisive.

A lanciare l'allarme è l'Agenzia internazionale dell'energia. "Il mondo sta affrontando la più grande sfida alla sicurezza energetica della storia - ha detto il direttore esecutivo dell'agenzia Fatih Birol - riguarda il petrolio, il gas naturale, ma anche altre materie prime vitali come fertilizzanti, petrolchimici, elio e altre ancora".

Il punto è che questa crisi, per ora, si vede meno. Dopo il '73 il mondo ha costruito difese che allora non aveva: scorte strategiche, rotte alternative, mercati capaci di assorbire almeno una parte dello shock. I Paesi che aderiscono all'Agenzia internazionale dell'energia dispongono di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve e ne stanno già immettendo sul mercato 400 milioni. L'Arabia Saudita dirotta una parte del greggio verso il Mar Rosso. E basta anche solo una tregua annunciata per far scendere il Brent, pure se Hormuz resta di fatto paralizzato.

Tutto ciò però non significa che il rischio sia minore. Significa che la crisi degli approvvigionamenti di petrolio e di altre materie prime, arriva in modo più lento, meno visibile, e con effetti potenzialmente più duraturi.

Il vero limite della crisi attuale, quindi, non è solo tecnico. È politico. Se il blocco si prolunga, le crisi energetiche non si manifestano quando finiscono i barili, ma molto prima: quando salgono troppo le bollette, quando i fertilizzanti o l'elio, fondamentale per la costruzione dei chip, mancano, quando le imprese fermano la produzione e i governi non riescono più a reggere il costo sociale. In altre parole, il sistema può avere ancora riserve fisiche, ma la crisi può diventare ingestibile prima che quelle riserve finiscano, perché a cedere potrebbe essere la tenuta dei governi, delle imprese e dell'opinione pubblica.

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Arisa si racconta in "Foto Mosse": la vita è un insieme di ricordi

Milano, 14 apr. (askanews) - Una voce celestiale, che si riconosce alla prima nota, Arisa però fa un ulteriore passo nella sua carriera e firma tutte le canzoni del suo nuovo album "Foto Mosse" con la collaborazione dei Mamakass. Un racconto emotivo che mette al centro l'instabilità come forma di verità. "Allora Foto Mosse perché la vita non è nient'altro che un insieme di ricordi che spesso negli ultimi tempi noi tendiamo a scattare. E' un collezionare momenti in movimento, quindi i momenti felici sono quelli da trattenere profondamente dentro di sé anche come sensazione, mentre quelli tristi bisogna ricordarsi che sono solo momenti e quindi possono essere tranquillamente messi da parte ma non cancellati per una futura ripartenza".

Il disco arriva dopo l'esperienza al 76esimo Festival di Sanremo con "Magica Favola", parla dell'amore in tante diverse forme che Arisa racconta partendo da una rinnovata consapevolezza. "Io ho imparato ad accettare Rosalba e Arisa, ho imparato a dire grazie ad Arisa e a tenermi stretta Rosalba, perché se non ci fosse Rosalba, Arisa non sarebbe nulla".

"Foto Mosse" mette al centro la fragilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d'amore e ricerca di sé, dove la femminilità ha un ruolo centrale. "Il mio fine ultimo non è la vendita di quest'album, ma che arrivi a casa delle persone, nei cuori delle persone e possa farle sentire normali, un po' meno problematiche perché magari in questo album è raccontata anche a volte una femminilità scomoda. La perfezione non esiste, esiste l'essenza delle persone quindi più la rispettiamo, più siamo felici".

Cruciale nel suo percorso, il rapporto con i genitori, ma soprattutto con la madre. "Io sono uscita dal ruolo della figlia e sono diventata anche io madre e probabilmente mi sono resa conto che la mia mamma non ha mai avuto una mamma come la voleva e io sto cercando di essere per lei la mamma che avrebbe voluto. Devo dire che nonostante il nostro rapporto conflittuale, comunque lei mi ha donato delle skills importanti mi ha sempre detto che dovevo pensare alla mia realizzazione personale".

Ad aprile gli instore, mentre si avvicina anche il nuovo percorso live, che vedrà Arisa protagonista nei prossimi mesi con una serie di appuntamenti in tutta Italia.

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Iran, Salvini: superare 3% deficit? Marziani a Bruxelles si sveglino

Milano, 14 apr. (askanews) - "Come Lega stiamo ragionando e stiamo lavorando per un blocco del costo energia per famiglie e imprese a pre-scoppio della guerra in Iran. Ovviamente serve che l'Europa ce lo lasci fare, ci lasci spendere i soldi degli italiani per aiutare gli italiani. Giorgetti parte oggi per incontri a Washington, ci siamo sentiti questa mattina: non chiediamo a Bruxelles favori o regali chiediamo di derogare dai vincoli europei che in questo momento non ci permettono di aiutare gli italiani che hanno bisogno. Quindi conto che nel giro di pochi giorni Bruxelles permetta la deroga a questi vincoli di bilancio che sono fuori dal mondo; se così non fosse, perché continueranno a dire che non sta succedendo niente va bene così, prenderemo anche in considerazione l'ipotesi di intervenire da soli perché non possiamo vedere un'economia in difficoltà senza aiutarla: spero che i marziani di Bruxelles si sveglino. Diventa quindi un momento anche di incontro che mai come ora è fondamentale". Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, arrivando al Vinitaly a Verona.

"Come governo abbiamo messo più di 1 miliardo per limitare l'aumento di un gasolio che comunque ha prezzi che rischiano di diventare incontrollabili, sul trasporto aereo rischiamo di avere problemi per il turismo in estate e quindi conto che a Bruxelles qualcuno si renda conto che il malato va operato prima che muoia perché quando la von der Leyen e Dombrovskis dicono che la situazione è negativa ma non ancora abbastanza grave per intervenire, mi sembra che vivano su un altro pianeta". "Se così non fosse, faremo da soli".

Anche sforando il deficit? "C'è poco da sforare... la Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3%... va bene essere i bravi studenti però se se c'è un problema in corso il problema va risolto e affrontato", ha concluso.

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Sax e bollicine al Vinitaly: l'omaggio alla pace di Stefano Bottega

Verona, 14 apr. (askanews) - I tempi sono complicati, ma la buona compagnia, la musica e le bollicine sono parte del nostro patrimonio culturale irrinunciabile, del nostro essere italiani e del nostro saper vivere. Stefano Bottega lo ha dimostrato con un concerto a sorpresa al Vinitaly: le canzoni di Vasco Rossi, il sax di Andrea Innesto, il calore del pubblico sempre più vicino. E tra il pubblico anche il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi che ha dimostrato di apprezzare il momento musicale organizzato alla fiera di Verona come anche la deputata Maddalena Morgante.

A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: "L'idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori" spiega. "Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po' come le note che volano nell'aria, gli assaggi sono un po' come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l'ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly" aggiunge.

La buona musica e il saper bere bene, senza esagerare ma per gustare un'esperienza sempre unica. "Sono due mondi che interagiscono molto bene tra di loro e poi queste continue notizie di guerre, di tensioni mi hanno fatto pensare agli anni settanta quando ero bambino, quando la musica era veramente protagonista di un messaggio di pace, ci ricordiamo John Lennon che parlava di pace, di amore, io a questo ho voluto aggiungere un po' il prosecco e la grappa che sono i miei prodotti ai quali tengo moltissimo", dichiara Stefano Bottega.

E oltre all'orgoglio di un produttore, c'è l'economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell'arena internazionale, che va tutelato. "Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l'unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito" dice.

Ma anche il recente accordo che l'Unione Europea e l'Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l'accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è "piaciuto tantissimo" a Bottega "perché il prosecco deve rimanere solo italiano".

"A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l'accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto", conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

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